2. Un bel grattacapo

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2.

La osservò attentamente, perplesso, era la stessa persona con cui era cresciuto, ma adesso era una donna, semiaddormentata, a tratti chiudeva gli occhi sfinita.
Pareva impossibile, così tenera, che fosse lo stesso 'orco' che aveva dominato l'Og.

'Io sono stato preparato ad affrontarlo e geneticamente strutturato, ma lei no, eppure ha sentito il grande orrore assalirla, e chissà come, non ne è morta. Ma è molto scossa, troppo buio ha assorbito, necessita di energia e affetto, per rigenerarsi'.

Lei si era girata e lo osservava, "Riddàr?"

"Sí?"

"Non c'è bisogno che tu mi tenga abbracciata, riesco a prendere calore qui dentro, mi sto scaldando" disse, comprimendosi nel suo cantuccio.

"Non se ne parla, vieni qui. Il calore che emette il mio corpo è energia del cosmo e ti guarisce alla svelta. Ne hai molto bisogno.
Lei si girò a guardarlo, corruciata.

"No"

"Avanti, Ta-hèr, o stai tutta la notte abbracciata a me, o rischi di morire.
Guarda che non hai incontrato gli spiriti, ma l'Og, la malvagità. Tu sai che esiste, ma non sai cos'è. Te lo spiegherò.

È pericolosissimo. La stanchezza, il freddo, l'angoscia che senti, sono dovuti all'Og.
Ti ha rubato non solo forza fisica, ma energia vitale e psicologica, soprattutto spirituale, che devi riprendere alla svelta da me, o ne morirai.

Non si tratta di ridarti caldo, come quello del camino, ma la forza e il benessere psicologico, che è un'energia diversa, che ti posso dare solo io. È un po' come la luce delle stelle. L'essenza delle stelle.

Vieni qua, adesso.

"No. Domani mattina raccoglierò l'erba Guercia, la mangerò e passerà tutto"

"La conosco benissimo, è ottima per molti mali. Ma non basta per quello che hai tu. Sei stata troppo tempo con l'Og vicino e ti ha rubato troppa vitalità.
Obbedisci adesso, vieni qui"

"No, non sono più 'piccola' "

E allora? Capisco il tuo imbarazzo, ma cosa c'è di strano? Siamo cresciuti insieme e siamo stati abbracciati mille volte, fino a due anni fa. Io non ti farò niente".
La prese dolcemente per un braccio, trascinandola verso di sé.
"Su, bambina, mettiti qui a cuccia, come un orsetto, e dormi finché arriviamo".

Lei cercò di divincolarsi "No, siamo adulti adesso"

"Ma siamo sempre noi e tu farai come dico, perché è indispensabile".

"No"

Lui, grande e forte com'era, la prese d'improvviso per la vita.
Pensando a un modo per sbloccarla, aveva ricordato che una cosa temeva e amava più di tutto..il solletico.

Cominciò piano a torturarla. Lei faceva resistenza.
"Mi ricordo che soffrivi di questo e se non mi obbedisci, io non smetto"

"No! Lasciami, non voglio giocare!"

"Io non sto giocando, sto facendo sul serio.
'Molto' sul serio.
O fai come ti ho detto, o morirai dal ridere, contorcendoti".

Lei si ribellò, arrabbiata, cercò di graffiarlo, ma poi cominciò a ridere e dimenarsi senza riuscire a fermarsi.
Cercando anche di scappare, ma lui la sballottava qua e là, come un fuscello, torturandola.

D'improvviso lei si girò, sempre ridente, lo prese per il collo, ci si appese e con gran dolcezza gli baciò il viso.

Lui non se l'aspettava, dapprima la strinse, d'istinto, era stupenda, ma poi la lasciò di colpo.

Ta-hèrLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora