Jesse
Ho appena lasciato Liz in quella che - complici alcuni aggiustamenti e abbellimenti - é ormai diventata camera sua, con mille dubbi ad affollarmi la testa, ma il cuore scalpitante.
Un cuore che da quando lei é entrata nella mia vita, batte, giorno per giorno, sempre più forte, anche se so benissimo di essermi cacciato in un bel guaio, dal quale farò fatica ad uscire.
Quando, mentre mi dirigo in cucina, a bere un bicchiere d'acqua, passando per il salotto, all'improvviso noto, seduto sul divano, mio fratello, con un bicchiere di scotch in una mano e una pistola - mi auguro scarica - nell'altra, mentre è intendo a giochicchiarci, maneggiandola quasi come se fosse una sorta di antistress.
Per cui esclamo
«Ehi fratello, bentornato... non credi sia un po troppo presto per quella roba?» indicando la bevanda alcolica
«E perchè mai? Mi carica e aiuta a pensare, come con te fa qualcos'altro o forse dovrei dire qualcuno» ribatte però lui, fulminandomi con lo sguardo, mentre uno strano ghigno, compare sul suo viso, lasciandomi piuttosto confuso e atterrito.
Anche se, lì per lì, preferisco far finta di nulla.
Per cui, dopo aver abbozzato un sorriso e essermi lasciato cadere, al suo fianco, sul divano, rispondo
«E io che credevo l'alcool servisse a dimenticare... ma dimmi, a cosa hai pensato?».
«Che stiamo sbagliando tutto e che, di questo passo, non andiamo da nessuna parte».
È scoraggiato mentre lo dice, ma più che una costatazione, la sua mi pare una frecciata.
«In che senso Jamie? Non ti seguo».
«Che più si va avanti, più sembriamo aver perso di vista l'obiettivo di questo piano, il motore di questi ultimi dieci anni, ciò che mi ha spinto a lottare, anche se volevo solo mollare: la vendetta, in nome dei nostri genitori, Jesse!
E tutto per cosa poi? Per una ragazzina viziata, che ha tutto, ma non merita un cazzo» risponde, lasciandomi sempre più allibito.
Ma anche se, dalle sue allusioni, mi pare ormai evidentemente, abbia intuito qualcosa della situazione creatasi tra me e Liz, conoscendo il suo animo imprevedibile, io tento comunque di salvare il salvabile
«Ma se secondo ciò che dice Jonathan, Queen è sempre più alle strette!».
«Cazzo Jesse! Come fai a non capirlo? Non me ne fotte di quello che lui dice o tu pensi!
Io lo voglio morto, dannazione! Morto!
Come lui ha ucciso mamma e papà e lo voglio morto entro domani!».
Dio, nonostante il suo umore altalenante, non l'avevo mai visto così.
È arrabbiato, deluso ma soprattutto ferito...
Si sente pugnalato, lo leggo nel suo sguardo, lo sento nelle sue parole, ma non so proprio che fare per aiutarlo, per sistemare le cose.
«Fratello, ti prego, riflettici bene, non è così che si risolvono le cose, non si vendica una morte, causandone un'altra.
L'abbiamo sempre pensato e la nostra vita vale molto di più di Thomas Queen».
«No... non è... non è così...
La mia vita... la mia vita non vale un cazzo fratellino... oggi l'ho capito, ma a breve, la sua varrà ancora meno.
Perché pagherà per quello che ha fatto, con essa» afferma, freddo ma velatamente malinconico.
Ma io non posso permetterlo, non posso permettere che mio fratello si autodistrugga.
Quindi mi alzo in piedi e afferrandolo per le spalle, ribatto «Non dire così... Jamie tu vali molto più di quello che pensi, dannazione!
Senza di te, io oggi non sarei nemmeno qui, perciò come potrei sopravvivere con te in prigione, come?!».
«Non so, forse le sue labbra riusciranno a chiarirtelo» esclama però lui, in tutta risposta, lanciando uno sguardo colmo d'odio a Liz, salita al piano di sopra, probabilmente a causa della nostra rumorosa discussione.
Dopodiché, senza darmi neanche il tempo di ribattere, si alza a sua volta, percorre frettolosamente il corridoio d'ingresso, afferra la giacca, appesa all'attaccapanni ed esce di casa.
Ed è allora che ne ho la conferma: lui sa tutto.
E l'ho deluso, come mai avrei pensato di fare.
E fa male, fa tremendamente male!
Ma come avrei potuto nascondere un sentimento che bramava solo di fuoriuscire?
Come avrei potuto parlargli di una cosa, che neanche io so definire?
Un pensiero - quest'ultimo - che mi pongo, mentre corro a perdifiato fuori dalla casa, sotto lo sguardo attonito e lucido di Liz.
Ma prima che io raggiunga il vialetto, con la pioggia che mi investe, impegnandomi tutti i vestiti, l'auto è già sgommata via.
Stupido, cretino, deficiente di un fratello maggiore!
Spera per te di non fare cazzate o ti resusciterò dall'oltretomba, solo per poterti uccidere io stesso.
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui vediamo le conseguenze della scoperta fatta da Jamie nello scorso e la reazione del fratello minore.
Che dire, spero vi sia piaciuto, se vi va stellinate, un bacio e ci vediamo tra una settimana, con il prossimo ♥😘
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RAPITA
AlteleElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
