Elizabeth
"So if you want me off your back
Well, come on and let me know
Should I stay or should I Go?
Should I stay or should I Go now?
Should I stay or should I Go now?
If I go, there will be trouble
And if I stay it will be double
So come on and let me know"
«Mhh, buongiorno.
Stavate davvero canticchiando o sono io che stavo sognando?» domando ai miei ragazzi - Dio, quanto fa strano dirlo - non so esattamente quanto tempo dopo essere partiti, ridestandomi dal sonno profondo in cui, ancora piuttosto stanca e scossa per quanto accaduto nei giorni scorsi, ero crollata.
«Stavamo cantando.. stavamo cantando» mi risponde perciò Jamie, ridacchiando attraverso lo specchio retrovisore.
«Tu non lo sai, ma é un'abitudine che abbiamo fin da piccoli, da quando partivamo per le tipiche gite fuori porta, con i nostri genitori... ricordi fratellino?» chiede poi a Jesse, che invece è seduto al suo fianco, nel posto del guidatore.
Al che quest'ultimo annuisce e abbozzando un tenero sorriso, afferma «Si certo che si, anche se ero molto piccolo, non potrei mai dimenticarlo...
Ricordo soprattutto che io e te stavamo seduti dietro, sui nostri seggiolini, mentre mamma e papà prendevano a cantare appena entrati in auto e terminavano solo alla fine del viaggio».
«Già, è uno dei ricordi che conservo con più amore».
Sentirli parlare così della loro infanzia mi emoziona, ma al contempo mi provoca una stretta al petto, perché al contrario loro, io non ho mai vissuto momenti del genere.
«E' semplicemente bellissimo... vorrei averli anche io dei ricordi di famiglia come i vostri» commento infatti, riflettendo su come, nonostante i miei ragazzi siano rimasti orfani molto presto, la mia infanzia dorata non sia stata nulla in confronto alla loro.
Dopodiché mi sporgo verso i sedili anteriori e domando «Detto questo, quanto ho dormito? Ci manca molto?».
«Hai riposato parecchio, a dir la verità, per cui stavo pensando che ci conviene fermarci al prossimo autogrill, a fare benzina e a comprare qualcosa da mangiare, per tirare ancora un paio d'ore.
Dopodiché dovremo trovare un motel, dove fermarci per la notte» risponde perciò Jamie, indicando un cartello, che segnala la presenza di una stazione di servizio, a pochi kilometri di distanza.
Quando poi arriviamo, mentre Jesse rimane all'esterno, per fare rifornimento all'auto, essendo quello, tra i tre, che più se ne intende e che guida anche meglio - non scherzo, è una scheggia - io e suo fratello maggiore entriamo.
Ma mentre ci aggiriamo per gli scaffali, alla ricerca di qualche snack e di alcune bottigliette d'acqua, sul piccolo televisore a muro, noto apparire al telegiornale, prima una mia foto con mio padre, risalente ad un evento a cui abbiamo partecipato la scorsa estate e subito dopo, una sorta di disegno/identikit dei fratelli e seppur il volume non sia troppo alto, riesco distintamente a capire come mio padre abbia rivelato alla stampa di aver mentito sulla mia situazione, a causa del ricatto perpetrato, per più di un mese, dai miei rapitori e che ora rischia di perdermi definitivamente, perchè se non dovesse pagargli una cifra astronomica, mi porteranno lontano, o peggio.
Una confessione, che grazie alle sue straordinarie capacità attoriali, pare più un grido d'aiuto... una richiesta che rimbalzerà in tutto il paese.
Al che mi affretto a coprirmi il viso alla bell'e meglio con sciarpa e cappello ed essendosi Jamie allontanato un secondo per andare a comprare anche un giornale, da dietro uno scaffale, tento di richiamare la sua attenzione «Jamie... Jamie... pss».
Lui quindi mi raggiunge e sussurra «Ho visto amore, ho visto» afferrando un paio di occhiali da sole da uno scaffale e indossandoli, assieme al cappellino da baseball che già portava.
«Sapevo che tuo padre avrebbe cambiato modalità d'azione, tentando, stavolta, di coinvolgere i media, per ottenere una maggiore risonanza, ma non ti preoccupare, ora paghiamo e andiamo».
A quel punto, perciò, io non posso fare altro che annuire e seguirlo verso la cassa, ma rimanendo comunque in disparte, non volendo farmi vedere troppo da vicino e fortunatamente, il commesso, preso dal cellulare, non si accorge di nulla e ci lascia andare.
Al che ci dirigiamo rapidamente verso l'auto, nella quale Jesse ci attende, piuttosto ansioso, avendo sentito la notizia alla radio ed entriamo nell'abitacolo.
Poi, senza guardarci indietro, sfrecciamo via.
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui seguiamo il trio nella prima tappa del viaggio che dovrebbe portarli in canada, ma scopriamo che, oltre a Queen e ai suoi uomini, ora anche la polizia li sta cercando.
Se vi va stellinate e fatemi sapere che ne pensate.
Inoltre ricordatevi che mercoledì pubblicherò un nuovo capitolo di "Dribbling d'amore".
Ci vediamo tra una settimana, con il prossimo, un bacio, ciao ♥😘
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RAPITA
RandomElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
