Jesse
«Toc toc, é permesso?» chiedo, bussando alla camera di mio fratello, poco dopo essermi confrontato con Liz e averle chiarito i dubbi, sollevati, in precedenza, proprio da lui.
«Se ti dicessi di no, te ne andresti, lasciandomi solo?» mugugna quindi lui, in risposta.
Al che spalanco la porta e ribatto «Certo che no, entrerei ugualmente, ma volevo essere educato».
Lui, che era sdraiato a letto, a pancia in giù, quindi lui si volta ed esclama
«Ci avrei scommesso, che vuoi fratellino?».
«Dirti che ho tratto una conclusione, che credo non ti piacerà, ma spero tu possa comunque condividere» rispondo, seppur con voce tentennante, sedendomi sul bordo del letto, al suo fianco.
«Ah si e cosa sentiamo?» mi sfida quindi lui, avendo - seppur involontariamente - sempre snobbato le mie intuizioni.
Ma convinto delle mie idee, io vado avanti imperterrito «Beh ecco, so che la situazione non si sta evolvendo esattamente come avevamo previsto, ma non è Liz il nostro nemico, non lo è mai stata e mai lo sarà e tu puoi anche considerarmi un ingenuo o un illuso, ma io sono fortemente convinto che non merita quello che le stiamo facendo passare e che se continueremo su questa strada, finiremo davvero per rovinare tutto».
Purtroppo però finisco per farlo ulteriormente innervosire.
«Questo lo so! Cosa credi?
É solo che la tua amichetta ha proprio un bel caratterino».
Quindi tento di cambiare approccio, tranquillizzandolo «Lo so Jamie, lo so, ma nonostante ciò, non ha alcuna colpa di ciò che abbiamo passato...
anzi, se vogliamo, lei è solo un'altra vittima...
Forse la principale, visto che è stata cresciuta da un assassino!
Perciò dobbiamo andarle incontro e permetterle di trascorrere il resto del sequestro, nel migliore dei modi».
La sgancio così, la bomba.
L'unica soluzione - a mio parere - plausibile, al momento.
Ma lì per lì, lui non capisce o forse non vuole «Che intendi fratellino?».
«Che dobbiamo liberarla» rincaro quindi la dose, sta volta proponendoglielo esplicitamente.
Ma nuovamente, tirandosi su a sedere di scatto, lui la prende male, anzi no, malissimo «Cosa! Sei forse impazzito!?
Come pensi che faremo a ricattare suo padre, poi?».
Dalla sua risposta, comprendo però che non solo ha frainteso, ma persin ipotizzato un'opzione fin troppo benevola, persino per me.
Quindi sospiro, quasi sollevato e gli spiego «Ma che hai capito?!
Jamie, mica ho detto di lasciarla andare.
Io intendevo, semplicemente, di liberarla dalle manette e non tenerla più rinchiusa nello scantinato, così da permetterle di aggirarsi per la casa come e quando preferisce, anche perchè, tutto sommato, potrebbe persino esserci d'aiuto».
Peccato solo che mio fratello sia cocciuto fino al midollo e anche questa idea non lo aggradi.
«Ah si e come? Chiamando i soccorsi? Tentando di scappare?».
«Non lo farebbe nemmeno se potesse, ne sono sicuro».
«Come fai a dirlo? Stiamo parlando di suo padre in fondo!
E anche se per qualche motivo, credesse fermamente nella giustizia e decidesse che merita di pagare per i suoi errori, non rinuncerebbe comunque alla sua libertà e alla vita che conduce grazie a lui... non per noi almeno».
Ok, ammetto che le sue ragioni sono più che valide, ma io me lo sento, lei lo farebbe, se solo gliene dessimo l'opportunità, quindi insisto.
«Fratello per favore, ti dico che lo farà...
Ormai ha capito anche lei il motivo per cui l'abbiamo rapita e ci darà una mano, devi credermi».
«Oohh, eh va bene».
«Ti prego, ti devi... aspetta cosa?».
L'ha detto davvero o me lo sono sognato?
«Ho detto che va bene...
Fratellino, io voglio solo che quel bastardo finisca in prigione e farei qualunque cosa, perchè ciò accadesse, perciò, siccome tu sei forse l'unica persona a questo mondo di cui io mi fidi ciecamente, se sei convinto che liberarla e avvicinarla a noi con l'inganno, sia la soluzione, proviamoci».
Si, ho sentito bene.
James si è appena arreso.
È un evento storico.
«Con l'inganno?» chiedo però poi, realizzando la sua affermazione.
«Ma certo, illudendola che ci interessa il suo bene...
Non era forse questo il tuo piano?».
No, no che non lo era, perché a me, di lei, mi interessa sul serio.
Ma se mentire, serve a farla liberare, perché no?
«Oh emh... s..si, si proprio così. Andiamo ad annunciarglielo, allora?».
«Andiamo» annuisce, sfregandosi le mani dalla contentezza, pregustando già la prossima riuscita della nostra vendetta.
Al che ci alziamo e ci dirigiamo, a passo svelto, in cantina.
Poi, una volta davanti alla porta/libreria, io busso e domando
«Permesso, si può?».
Al che, irritata, lei ribatte «Rimarreste fuori, se vi dicessi di no?».
«Certo che no, principessa.
E tu, fratellino, basta con le buone maniere, stiamo facendo anche troppo» le risponde quindi, con fare arrogante, mio fratello, per poi entrare, senza farsi troppi problemi.
Al che io scuoto la testa e lo seguo a ruota.
«Allora su, sbrigatevi, ditemi cosa volete e poi lasciatemi in pace» esclama invece Liz, ancora piuttosto provata dalla precedente discussione.
«Liz noi...»
«Sei libera» sgancia la bomba, Jamie.
Al che, confusa, lei domanda «Cosa?».
«Oh, non fraintenderci, principessa, non intendiamo libera di andartene, mi sembra ovvio, ma piuttosto, nei momenti in cui saremo in casa e quindi potremo tenerti d'occhio, di girare liberamente, senza rimanere chiusa qui, costretta da quelle manette, senza alcuna possibilità di svagarti».
«State scherzando?» bene, se prima era confusa, ora è decisamente incredula.
«No Liz.
Jamie ha detto la verità, prima ne abbiamo parlato e crediamo che in questo modo, potresti essere più invogliata ad aiutarci ad incastrare tuo padre» le chiarisco quindi io.
«Perchè lo farai, vero?» interviene però mio fratello, rivolgendole uno sguardo minaccioso.
«Si, anche se sono certa tu non mi creda, vista la bassa considerazione che hai di me, lo farò, ma di certo non per fare un favore a te, James.
Lo farò perchè se ha ucciso i vostri genitori e chissà chi altro, merita di pagare e magari, in futuro, di avere la possibilità di redimersi» risponde quindi lei, dimostrando una grande maturità, che lascia interdetto persino Jamie.
Ma dura solo pochi secondi, poiché mio fratello indossa nuovamente la sua solita maschera di freddezza e afferma «Come vuoi tu, non mi interessa, Jesse si fida di te e io voglio fidarmi di lui.
E ora scusate, ma ho altro a cui pensare».
«Non ne dubitavo» ribatte la nostra ospite.
«Fratellino, pensaci tu a liberarla, io ho delle commissioni da sbrigare e soprattutto, a breve, devo incontrarmi con Jonathan.
Ci vediamo per l'ora di pranzo».
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui il trio sembra aver trovato una quadra per trascorrere il sequestro nel miglior modo possibile.
Che dire, scusate se ho aggiornato solo ora, ma sono stata impegnata tutto il giorno, detto questo spero vi sia piaciuto, se vi va stellinate, un bacio e ci vediamo tra una settimana, con il prossimo ♥😘
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RAPITA
AcakElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
