James
«Signor poliziotto, aspetti!
Dove... dove portate mamma e papà?».
«Dove potranno riposare in pace e vegliare su di voi per sempre, piccolo».
«Ma io e Jesse abbiamo ancora bisogno di loro, come faremo?».
«Resisterete, perchè è ciò che fanno i sopravvissuti»..
Come capita ormai da diversi anni a questa parte, mi sveglio nel bel mezzo della notte, agitato per aver sognato nuovamente quella scena... quei corpi, quegli spari, tutto quel sangue ed io e mio fratello stretti un in un silenzioso abbraccio.
E se già di per sé, riprendere sonno, si fa complicato, improvvisamente, poco dopo, odo gridare, dal piano di sopra della villa «Fratellonee, sono a casa!» venendo del tutto ridestato e pochi secondi dopo, raggiunto.
«James...
Ehi... sei qui?
Oh eccoti!» continua infatti, il mio fratellino adottivo - a cui però tengo come se fosse un mio consanguineo, visto che i miei lo hanno portato a casa quando aveva solo qualche mese - dopo essere sceso giù per la botola nascosta, le cui scale conducono alla cantina segreta nella quale mi trovo e dentro cui ho ricavato un'ulteriore piccola stanza.
Al che, alzandomi dal letto e richiudendo la stanza nascosta con l'imponente e realistica finta libreria, io gli rispondo «Si, scusa, so che avrei dovuto aspettarti sveglio, ma sfinito dall'organizzazione del piano, mi sono appisolato.
Tu piuttosto, hai fatto tutto?».
«Certo che si, per chi mi hai preso? Proprio come mi avevi chiesto, sono passato prima in un negozietto di periferia a comprare il cloroformio e poi alla stazione di servizio, a fare il pieno alla macchina, così saremo pronti per la fuga» afferma, mostrandomi il bottino.
Ma anche se non posso che esserne soddisfatto, noto nel suo tono di voce e dalle sue espressioni, qualcosa di strano, quindi gli chiedo «Perfetto... ma stai bene? Perché ti vedo un po strano».
Lui però cerca di convincermi del contrario «Si Jamie, sto.. sto bene».
«Jesse sei sicuro? Tu sai che per me la cosa più importante sei tu e che sono pronto a mettere da parte tutto se non te la senti.
Anche perchè, una volta che l'avremo fatto, cambierà tutto.
La nostra vita, così come la conosciamo, non la riavremo più».
«Lo so fratello, lo so, ma so anche che mamma e papà meritano giustizia. Quell'uomo deve pagare per ciò che ha fatto e sono pronto a tutto» insiste e anche se so che sta mentendo e non é totalmente convinto della sua scelta, gli sono grato, anche perché, arrivati a questo punto, non possiamo più tornare indietro, lo sappiamo bene entrambi.
Per cui gli do una pacca sulla spalla e affermo, con convinzione
«Fantastico, era quello che volevo sentire...
Non ci resta che riposarci, in attesa che arrivi l'ora».
Dopodichè, quando rimango solo, invece che rimettermi a dormire, mi accendo una sigaretta e nel mentre, afferro, dal cassetto, l'orologio da taschino di mio padre, in cui vi è custodita una vecchia foto di famiglia - tra le poche rimasteci - e dico, tra me e me «Mamma, papà, vi vendicheremo, è una promessa».
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze ed eccovi il secondo capitolo di questa mia nuova storia, in cui conosciamo anche gli altri due protagonisti e la trama inizia a delinearsi.
Che dire, scusate se l'ho pubblicato solo ora, ma sono stata impegnata tutto il giorno, spero comunque che vi stia piacendo e che continuerete a seguirla.
Se vi va stellinate e fatemi sapere cosa ne pensate, un bacio e ci vediamo mercoledí con "La partita del cuore" e la settimana prossima, col prossimo capitolo di questa ♥😘
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RAPITA
RandomElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
