Jesse
«Giuro, su ciò che ho di più caro, che se alla principessina non piace nemmeno ciò che le abbiamo acquistato oggi, do di matto.
Abbiamo speso il triplo, solo per accontentarla!» esclama mio fratello, poco dopo essere rincasati, mentre riponiamo quanto acquistato in frigo e nella credenza, avendo passato l'intero pomeriggio fuori, dall'altra parte della città - così da non destare alcun sospetto - a sbrigare alcune commissioni, tra cui una banalissima spesa, visto che la nostra ospite non gradiva particolarmente il cibo offertole «Dio! Prima ci liberiamo di lei, meglio è».
Parole, le sue, che mi innervosiscono e non poco «Eddai, Jamie finiscila!
Abbiamo l'eredità di mamma e papà, oltre che la mia retribuzione da ghostwriter, non è un problema spendere leggerne di più...
E poi, in fondo, non ha mica chiesto lei di essere sequestrata.
Il minimo che possiamo fare, è farla sentire a suo agio».
«Lo so, lo so, dico solo che voglio tornare, al più presto, alla nostra vita di sempre».
«Perchè, tu quella tu la chiami vita?!
Io sinceramente desidero solo poter smascherare quel bastardo e andarmene per sempre.
Comunque è piuttosto tardi, perciò forse è il caso che le portiamo la cena» ribatto, scuotendo il capo e chiudendo il discorso, visto che so perfettamente quanto, quando ci si mette, mio fratello sia un testone.
Perciò Jamie si volta, dando momentaneamente le spalle alla credenza, mi passa un pacco di pasta e afferma «Si ma pensaci tu, ormai é chiaro che la sai prendere meglio».
E per un attimo, mi sembra persino dispiaciuto di ciò, ma preferisco far finta di nulla «Va bene».
Una volta pronto il piatto di pasta, scendo poi nel seminterrato ed entro nella stanza segreta, dove Liz è intenta a leggere il mio libro preferito.
Il che, lo devo ammettere, mi lascia alquanto sorpreso, visto che, sinceramente, non pensavo lo avrebbe realmente fatto.
Poi, visto che lei non mi ha notato, esclamo «Ehi» e nel mentre, chiudo la finta libreria alle mie spalle.
«Oh io... scusa, non ti ho sentito entrare» risponde quindi lei, più mansueta del solito, chiudendo di scatto "Il Piccolo Principe".
Al che io mi siedo sul bordo del letto e affermo «Tranquilla, non volevo disturbarti, sono solo venuto a portarti la cena.
Ti sta piacendo?»
Appoggiando, nel frattempo, il vassoio sul materasso.
Domanda, la mia, a cui lei risponde con convinzione «Moltissimo... è illuminante Jesse, credimi.
Quando me lo hai prestato, sono rimasta stranita, essendo considerato, nell'immaginario comune, una favola per bambini, ma leggendolo, ho scoperto aspetti e insegnamenti che non avrei mai immaginato».
Parole, le sue, che mi fanno felice, anche se, a dir la verità, ciò su cui mi concentro maggiormente, sono i suoi occhi chiari, che dopo giorni velata di tristezza, dall'emozione si illuminano come due pietre preziose.
«Te lo avevo detto, c'è un motivo se ogni volta che lo leggo mi sembra la prima.
L'essenziale è invisibile agli occhi Liz, ricordatelo».
Non so nemmeno perché glielo dico, né come mai uso un diminutivo per chiamarla, ma lo faccio e stranamente, lei mi dà corda.
«Già, hai proprio... hai proprio ragione.
A volte mi scordo che ciò che possediamo o desideriamo, non è per forza ciò di cui abbiamo realmente bisogno e dimentico di andare al di là delle apparenze...
Anche se, ora che ci penso, è piuttosto...»
«Da idioti?» concludo, al posto suo.
«Stavo per dire stupido, ma si» ribatte perciò lei, ridacchiando
«Beh Elizabeth, lasciatelo dire da una persona che ha perso tutto, ma è comunque riuscita a rialzarsi, a volte bisognerebbe vedere di meno e sentire di più, perchè ciò che fa di noi quello che siamo realmente, non è come appariamo, nè ciò che possediamo, ma quello che nascondiamo dentro, la persona che siamo veramente».
«Mhh e senti un po, se io sono il Piccolo Principe, tu che cosa sei?» mi chiede e per un attimo sembriamo davvero due ragazzi del tutto normali, che stanno semplicemente facendo conoscenza.
Tanto che, in uno slancio di coraggio, le rispondo «Questo tocca scoprirlo a te.
Ricorda solo una cosa, prova a guardare di meno e ad ascoltarlo di Piú» sfiorandole il petto, all'altezza del cuore.
Poi però - come scottato - mi ritraggo, alzandomi di scatto, le volto le spalle e lascio, in silenzio, la stanza, sconvolto dal turbinio di sensazioni inaspettate, appena provate.
Angolo autrice
Ciao ragazzi e ragazze e benvenuti in nuovo capitolo, in cui assistiamo ad un ulteriore avvicinamento tra Liz e Jesse.
Scusate se ho tardato la pubblicazione, se vi va stellinate e fatemi sapere cosa ne pensate, un bacio e ci vediamo mercoledí con "La partita del cuore" e la settimana prossima, col prossimo capitolo di questa ♥😘
STAI LEGGENDO
RAPITA
RandomElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
