Elizabeth
Un mese.
È passato un mese da quando io e i ragazzi abbiamo lasciato Chicago e mentre, tutta sola nell'ennesima camera di hotel, mi preparo per uscire a sbrigare un paio di commissioni, essendo Jamie e Jesse andati invece a fare benzina, non faccio che pensare agli enormi passi avanti che abbiamo fatto, faticando tuttora a realizzare di essere a tanto così da realizzare il nostro sogno, visto che siamo ormai giunti in una località al confine tra Michigan e Canada.
E anche se sembra assurdo, non me ne pento per nulla.
Una delle mie più grandi preoccupazioni era che la mia vecchia vita, col passare del tempo, mi sarebbe mancata, ma dopo più di un mese di fuga, senza contare il periodo di prigionia, posso affermare, con assoluta certezza, che non è così.
Quella vita non mi manca per nulla e non vorrei essere da nessun altra parte, né vorrei nessun altro al mio fianco, se non Jamie e Jesse.
Ma la felicità è labile, io lo so molto bene e la vita è infinitamente bastarda, come che mi viene confermato qualche minuto dopo, quando, una volta uscita, tutta imbacuccata per il freddo, mentre passeggio per il paese in cui ci siamo fermati, tramite alcune stradine secondarie, così da non attirare troppo l'attenzione, qualcuno copre il mio volto con un sacchetto di stoffa e trascina, dentro - credo - un furgone.
Una scena già vista, purtroppo.
Tanto che immediatamente urlo e sbraito, temendo già il peggio «Lasciatemi! Bastardi, lasciatemi andare».
Peccato che a sentirmi non vi sia nessuno e i miei rapitori mi zittiscano all'istante «Zitta stronzetta e ringrazia che non ti possiamo toccare, perchè mi è bastato sfiorarti, perchè mi venisse voglia».
«Fai proprio schifo amico, lasciatelo dire».
«Ma sta zitto e fa la telefonata, piuttosto».
«Giusto!
Capo... si è qui... gliela passo.
Parla su» esclama poi, uno di loro, schiacciandomi contro l'orecchio un cellulare di vecchia generazione.
Dall'altro capo del quale, sento esclamare «Apetta».
Dannazione!
Avrei dovuto intuirlo all'istante che dietro a tutto questo c'era lui... e chi sennò?
«Papa?!».
«Ovvio piccola e chi sennò...
finalmente ti sento.
Dimmi, ti hanno trattata bene i miei amici?» mi domanda, con un tono che vorrebbe essere gentile, ma in realtà sa di macabro e mi provoca un brivido lungo la schiena.
Al che io ignoro la sua richiesta e disperata, ribatto «Papà perchè? Perché stai facendo tutto questo proprio a me?».
Una domanda, la mia, che invece che causargli del dispiacere, gli provoca però una diabolica risata... non scherzo, pare posseduto.
Ed io sono sempre più spaventata.
Anche perché, non contento, ribadisce il concetto anche a parole «Cosa? Vuoi forse sapere perchè ho cercato mia figlia in lungo e in largo, con tutti i mezzi a mia disposizione?
O il perchè di questa telefonata?
E in questo caso, per quale motivo, allora tu non mi spieghi il perchè della tua fuga?».
«Papà io...».
«No, non provare ad abbindolarmi!
Credevi forse che ti avrei fatta fuggire in Canada con quei due stronzi?!
Dio, avrei dovuto ammazzarli quando ne ho avuto la possibilità!».
Gelo!
Mai, nella mia vita, si era rivolto a me con tale rabbia e amarezza.
Tanto che, ormai sempre più preoccupata, esclamo «Papà ti prego, io li amo! Ho sbagliato a fuggire, lo so, ma loro sono tutto per me».
Ma nonostante la mia supplica, lui non demorde «Tutto?! Tutto Elizabeth?! Quei due stronzi?!
Ma tu lo sai cosa ho fatto per te, cosa ho sacrificato?!».
Un atteggiamento, il suo, che mi terrorizza «Papà stai urlando, ti prego smettila!».
«Hai ragione, scusa...
Non volevo scaldarmi in questo modo, è solo che mi hai molto deluso...
Ma sai che c'è, visto che questo atteggiamento usurpatore non è da me, ti lascerò andare» si scusa perciò, probabilmente intuendo, dal mio tono di voce, quanto io sia ansia.
E per un attimo, solo per un attimo, quasi gli credo «Dici davvero?».
«Certo... ad una condizione!».
Ma era troppo bello per essere vero...
«Questa sera, quando i tuoi amichetti di giochi si saranno addormentati, sgattaiolerai via dall'hotel dove soggiornate... perchè, si, so benissimo qual è e mi raggiungerai all'indirizzo che Carlos, uno dei due uomini che ti sta sorvegliando in questo momento, ti rivelerà.
Corrisponde all'unico locale notturno del paese... purtroppo non ho trovato di meglio, avete scelto proprio un posto di merda dove fermarvi.
Lì ci sarò io ad aspettarti, perchè dopo tutto questo tempo, principessa, ho bisogno di vederti faccia a faccia.
Ma attenzione apetta, se per qualche motivo lo dirai a James e Jesse e proverai a non presentarti o peggio, a fuggire dalla città, sappi che io vi raggiungerò, ovunque voi siate e sta volta, li ammazzerò e con loro, chiunque sia presente.
A te la scelta».
«Ma papà io...».
«Ciao piccola, buona giornata...
Oh e goditela, finché sei in tempo» conclude, senza neanche darmi modo di controbattere.
«Papà... papà aspetta, io...».
«Calmati principessa, ha già attaccato.
Ora ascoltami molto bene, ti infilerò nella tasca del cappotto un foglio con su scritto l'indirizzo di cui parlava tuo padre, poi ti scaricheremo sul ciglio della strada, proprio dove ti abbiamo caricata e tu riprenderai la tua passeggiata, senza cercare di scoprire dove ci nascondiamo... anche perchè non ti servirebbe, non siamo gli unici in zona, siamo intesi?
Ho detto siamo intesi?!» mi intima poi l'uomo che mio padre ha chiamato Carlos.
Ed è a quel punto che crollo, mi arrendo mentalmente, non potendo fare altro che accettare «S..si... si lo siamo, ora però lasciatemi andare, vi prego».
«Ti accontentiamo subito» rispondono quindi loro in coro e nel dirlo, accostano, mi liberano i polsi dalla corda con cui li avevano stretti, aprono le porte del furgone e senza neanche togliermi il sacchetto dal volto, mi buttano malamente a terra, sul ciglio della strada, col rischio che qualche altro mezzo mi investa.
E quando, una volta levato, torno a vedere, ai miei occhi non rimane altro che lasciarsi scappare una lacrima amara.
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui, proprio quando stava andando tutto per il meglio e il trio era sul punto di varcare il confine con il Canada, Queen é ricomparso e ora pretende che Liz torni da lui o si vendicherà nel peggiore dei modi.
Che dire, nonostante tutto, spero vi sia piaciuto e se vi va stellinate e ditemi che ne pensate.
Ci vediamo al prossimo aggiornamento, un bacio, ciao ♥😘
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RAPITA
LosoweElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
