Elizabeth
4 anni dopo
«Eccoci arrivati» esclama il mio fidanzato, una volta raggiunta la nostra meta, parcheggiando la nostra nuova auto familiare.
«Avere sentito bambini? Si scende» esclamo quindi io, voltandomi verso i miei due figli, seduti sui loro seggiolini, nei sedili posteriori e rivolgendo loro un caloroso sorriso.
«Mhh, ma mamma, io ho sonno» protesta però Aiden - avvolto in una felpa, con stampati sopra alcuni supereroi - sbadigliando.
Al che, io esco dall'auto, apro la sua portiera, gli slaccio la cintura e accarezzandogli la testolina, ribatto «Lo so amore, lo so, hai ragione, stanotte i crampi al pancino non ti hanno fatto proprio dormire...
Facciamo così, te vieni in braccio a me, mentre Maggie...».
«Sulle spalle papà, sulle spalle!» conclude, al posto mio, proprio quest'ultima, elettrizzata, lisciandosi la comoda salopette di jeans e invitando, suo padre, ad afferrarla.
Al che, Jamie sorride e, dopo averle aperto la portiera, afferma «Sulle spalle sia», per poi issarla in groppa.
Mentre io prendo in braccio suo fratello gemello, che è anche quello - tra i due - che caratterialmente più mi somiglia ed esclamo «Ok, adesso andiamo a trovare qualcuno di molto importante, qualcuno senza il quale voi oggi non sareste qui...».
«Qualcuno che ci manca moltissimo» conclude, al posto mio, il mio fidanzato, abbozzando un amaro sorriso.
E seppur cerchi di farsi vedere forte, lo percepisco quanto anche lui sia profondamente commosso
«Si ma non senza di me» ci interrompe però Jesse, arrivato con qualche minuto di ritardo, togliendosi il casco e parcheggiando, affianco all'auto, la sua moto... acquistata ormai un paio di anni fa per comodità.
«Papà!!» esclamano perciò, in coro, i bimbi.
«Ciao piccoli» li saluta lui, per poi passare a me e a suo fratello maggiore «Amore, fratello, scusate il ritardo ma...»
«Il lavoro» termina, per lui, Jamie.
«Già, non pensavo che avrei potuto sfondare come ghost writer e invece...»
«E invece hai aperto una tua piccola casa editrice e noi siamo fieri di te» affermo, sincera, dandogli un dolce bacio a stampo.
Mentre invece, ridacchiando, suo fratello maggiore esclama «Già... anche se così le tue straordinarie capacità di hacker vanno sprecate».
Del nostro discorso, ai nostri figli interessa però ben poco, tanto che spazientiti dall'attesa, esclamano «Uffa, che noia...
Mamma, papà, andiamo?!».
Si, se qualcuno se lo stesse chiedendo, ho messo al mondo proprio due piccoli diavoletti, ma cosa ci si poteva aspettare di ottenere dall'unione tra me e i fratelli White, se non due fragili, ma al contempo forti, coraggiosi e tenaci bambini, dai capelli color grano e gli occhi di due diverse sfumature di azzurro, tanto simili fuori, quanto diversi dentro?
«Si piccoli, andiamo» rispondo perciò, posando un tenero bacio sulla fronte ad Aiden, mentre Jesse circonda la mia vita con un braccio, attirando entrambi a sè.
Dopodiché camminiamo ancora per qualche metro, fino a raggiungere il nostro obiettivo.
«Eccoci qua...
Aiden, Maggie, loro sono i vostri nonni» annuncio poi, indicando le foto sulle loro lapidi.
Tra cui quelle dei miei genitori, visto che dopo l'arresto di Thomas, abbiamo fatto riesumare e spostare i loro resti, per poter riunire le tombe, nel medesimo cimitero.
«Ma elano bellissimi!» esclama perciò la mia bellissima bimba, mentre i capelli, avvolti in due codini, svolazzano al vento.
«Già, lo erano davvero e anche se non ci sono più, ci tenevamo a farveli conoscere» afferma quindi il maggiore dei miei fidanzati, accarezzando le foto dei loro genitori, mentre io fisso quelle dei miei, riconoscendomi nel mio vero padre, cosa che con Thomas non era mai realmente accaduto.
«Ma mamma papà, i loro nomi sono...»
«Uguali ai vostri... proprio così.
Perchè è grazie a loro se oggi siamo qui, tutti insieme e finalmente felici» rispondo, sorridendo a trentadue denti, perché non potrei stare meglio di così, qui e adesso, con la mia famiglia.
Dopodiché salutiamo le persone a cui dobbiamo tutto e torniamo in auto... tutti tranne Jesse, che rimonta sulla sua moto.
Una volta a casa, visto che i bimbi sono crollati - si, la macchina gli fa questo strano effetto - ci dirigiamo poi verso la loro cameretta, per metterli a letto e mentre li coccoliamo, il maggiore dei miei fidanzati, commenta «Sono bellissimi, non è vero?».
«Già, abbiamo fatto proprio un bel lavoro» annuisco, con la testa appoggiata sulla sua spalla.
«A volte, se penso a come, nell'arco di cinque anni, siamo arrivati a questo punto, quasi non ci credo».
«Concordo con te, fratello» commenta Jesse, scostando una ciocca di capelli dal viso di Maggie.
«Non ditelo a me e sapete una cosa, anche se a volte sarei voluta scappare, rimanere è stata la scelta migliore che potessi fare, perchè mi ha donato voi e i nostri figli e non lo cambierei per niente al mondo».
FINE
Angolo Autrice
Eccoci qua, anche l'epilogo é terminato e a mio parere, la storia non poteva concludersi meglio.
Ho amato scriverla, perché trovo l'argomento poliamore molto interessante e poco approfondito e spero davvero abbia incuriosito anche voi e che l'abbiate apprezzata.
Se vi va stellinate e ditemi che ne pensate e per chi vorrà, ci vediamo mercoledì con "Dribbling d'amore", un bacio, ciao ♥
STAI LEGGENDO
RAPITA
SonstigesElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
