Capitolo 5 ~ Mi avete rapita

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Elizabeth


Non so esattamente da quanto tempo sto dormendo, quando un sapore strano ed indecifrabile mi bagna le labbra ed una voce, che non riconosco, esclama «Sorgi e brilla principessa!» ma io, essendo ancora piuttosto stanca, non ho nessuna voglia di alzarmi.
Poco dopo però mi sento scuotere, mentre la stessa voce di prima pronuncia, insistentemente «Elizabeth sveglia».

Al che balbetto «Mhh... Luke lasciami dai!» pensando, quasi in automatico, si tratti del mio ragazzo, ma poi, una volta aperti, a fatica, gli occhi, spaventata, esclamo «Aspetta! Tu non sei Luke e tu nemmeno» realizzando la realtà delle cose.

E mentre la paura si impossessa di me, non posso fare a meno di osservare attentamente i due ragazzi seduti sul bordo del letto su cui sono stesa, trovandoli così simili eppure così diversi...
O almeno questa è la mia impressione, visto che non li conosco affatto.
Entrambi biondi, di media altezza, ben piazzati e con degli occhi cosí chiari e profondi che potrei perdermici dentro, ma uno dall'aria più seria, matura e contrita, l'altro dall'aspetto più giovane e sbarazzino.

«D..dove sono e...
Oh mio Dio! Perchè sono legata e chi siete voi due?» continuo poi, accorgendomi di avere i polsi legati a delle catene, ancorate a loro volta alla testiera del letto e di trovarmi in una sorta di umido scantinato, con solo una piccola e sbarrata finestrella, a fare luce e fornirmi aria.

«Un po agitata mi dicono» esclama perciò uno dei due - il piú giovane penso - prendendosi gioco di me, mentre quello che constato essere suo fratello, lo segue a ruota.

«Concordo fratello... forse avevi ragione tu, avremmo dovuto lasciarla riposare ancora un po».

«Che state dicendo? Dormire? Io non ricordo di essermi addormentata, io rimembro solo di essere andata al centro commerciale a comprare l'abito per homecoming e poi... e poi di essere stata raggiunta da te!
Che mi hai... mi hai fatta lasciare l'edificio sotto minaccia.
Ora ricordo! Voi... voi mi avete rapita santo cielo!» ricordo improvvisamente, sconvolta, iniziando ad agitarmi e cercando immediatamente di liberarmi.

Una realizzazione che mi assale come una secchiata d'acqua gelida, portando il mio cuore a battere all'impazzata, le mie gambe a tremare e i miei occhi ad inumidirsi...
Anche se l'ultima cosa che voglio, al momento, è mostrarmi debole ai loro occhi.

«Suvvia principessa, sta calma, non urlare, altrimenti saremo costretti ad imbavagliarti e sinceramente non vorremmo.
Tanto, in ogni caso, non ti sentirà nessuno, visto che i muri sono in cemento rinforzato e coperti da un materiale isolante» mi invita però a tranquillizzarmi quello che, al centro commerciale, mi ha minacciata con una pistola e che credo anche essere il maggiore dei due, oltre che quello che comanda.

Al che, terrorizzata, non mi rimane che domandare «Perchè? Perchè tutto questo?
Io neanche vi conosco, che vi ho fatto di male, per meritare e ciò?» lasciandomi ormai prendere dallo sconforto.

«Tu nulla, ma la persona che chiami padre, ci ha tolto ciò che avevamo di più caro e deve pagarla» risponde perciò, con durezza, il più giovane.

Un'affermazione, la sua, che scatena in me un certo spirito di rivalsa, tanto che dimentico persino, momentaneamente, in che situazione mi trovo «Ora capisco.
Cos'è? La sua azienda ha vinto una causa contro di voi?
Avete perso dei soldi in un investimento mancato?».

In fondo non sarebbero i primi nemici che mio padre - un imprenditore miliardario e di successo - si è fatto nel corso degli anni, seppur sicuramente i più pazzi.

Peccato solo che loro si irritano parecchio «Che cazzo!
Fratello, ma la senti?!».

«Jamie così fai solo il suo gioco, devi...».

«Oh, allora è così che ti chiami!» esclamo, interrompendoli.

«In realtà no principessina, Jamie é solo un diminutivo, ma se proprio ci tieni a saperlo, il mio vero nome é James, lui invece è Jesse e questo è tutto ciò che saprai di noi» chiarisce quindi il maggiore, con aria sfacciata.

«Che onore!» commento perciò, sarcasticamente, io.

Al che, frecciandomi, James ribatte «Te l'ha mai detto nessuno che hai la lingua lunga?».

E nuovamente, nonostante la situazione in cui mi trovo, ribatto «Si, tante persone, soprattutto il mio fidanzato, se capite cosa intendo...
Ma ora lasciatemi andare, perchè in un modo o nell'altro, lui e mio padre mi troveranno e riporteranno a casa».

«Credi di essere furba ragazzina?
Beh ti sbagli di grosso e mi stai proprio facendo incazzare».

Oh è proprio ciò che voglio, caro James!

«Fa come vuoi... io non ho paura di voi».

Si, sono decisamente impazzita, eppure non posso fare a meno di sfidarlo.

Anche se ovviamente lui non cede, anzi rincara la dose «Eh va bene, allora visto che ti ostini a non volerci sentire, questa sera rimarrai senza cena, chissà che domani non ti comporterai un pochino meglio e deciderai di ascoltarci».

«Jamie non credi di star esagerando» protesta quindi il fratello minore, forse volendomi venire incontro.

«No fratello, deve capire fin da subito chi comanda, se desidera tornare a casa, prima o poi e ora andiamo, che muoio di fame» risponde però James, per poi lasciarmi sola con il mio dolore.

Angolo autrice
Ciao ragazzi e ragazze ed eccovi un nuovo capitolo, in cui Elizabeth realizza di essere stata rapita.
Che dire, spero vi stia piacendo e che continuerete a seguirla.
Se vi va stellinate e fatemi sapere cosa ne pensate, un bacio e ci vediamo mercoledí con "La partita del cuore" e la settimana prossima, col prossimo capitolo di questa ♥😘

RAPITADove le storie prendono vita. Scoprilo ora