Capitolo 39 ~ Nuove identità

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James

E' passata poco più di una settimana da quando siamo fuggiti da Chicago e ieri, in serata, siamo finalmente arrivati in Ohaio, per la precisione a Pitsburg, con una sola "t" e no, non mi sbaglio, visto che Pittsburgh, con due, si trova in Pennsylvania ed é decisamente piú grande e famosa del paese in cui siamo approdati, fermandoci in un motel messo - se possibile - ancora peggio del precedente.
Anche se in realtà, a noi non importa più granché, l'importante ormai è non rischiare di essere trovati e soprattutto, poter stare assieme.

Oggi però sarà una giornata molto importante, poichè a breve, incontreremo finalmente il mio contatto, che ci ha raggiunti appositamente per consegnarmi i documenti falsi, da lui preparati, i quali ci permetteranno di oltrepassare il confine con il Canada e successivamente, prendere il primo aereo per una località remota, dove Queen, i suoi uomini e la polizia non ci potranno più trovare.

I miei pensieri vengono però interrotti dalla nostra ragazza, oggi piú insistente e testarda che mai «Ho detto che vengo».

«E invece rimani qui».

«No».

«Si Liz e non protestare» affermo, con fermezza.

Ma lei, seduta sul letto, con le braccia incrociate al petto, non vuole proprio ascoltarmi «Oh e invece lo faccio eccome, perchè non esiste, neanche in un migliaio di anni, che vi permetta di andare ad un incontro così importante e al contempo rischioso, senza di me».

«Ma l'hai detto tu stessa!
Questo incontro è estremamente rischioso.
Se ti capitasse qualcosa, io... noi non...».

«Ne moriremmo» interviene Jesse, dandomi man forte.

Liz però non ha alcuna intenzioni di attendersi, tanto che, dopo aver afferrato le nostre mani e aver intrecciato le dita con le sue, afferma, con estremamente sincerità «Lo so ragazzi ed è lo stesso per me, ecco perchè dobbiamo andarci assieme.
Suvvia, vedrete che andrà tutto bene».

✨💖✨

Dannata Elizabeth!

Lei, con quel sorriso in grado di sciogliere un ghiacciaio e quello sguardo, capace di leggerti l'anima.

Mi ha ormai in pugno.

Talmente tanto, che a causa della sua testardaggine, alla fine sono stato costretto ad arrendermi e ad accettare di portarla con noi, ma già me ne sono pentito.

«Non ricordo, com'è che conoscete questa persona?».

Sarà infatti ormai da un quarto d'ora, ovvero da quando abbiamo lasciato il motel, che mi tartassa con domande di questo tipo, manco fosse Sherlock Holmes.

«Beh ecco, la nostra conoscenza, in realtà, risale ad un periodo della mia vita che preferirei dimenticare, ma per farla breve, l'ho conosciuto dopo la morte dei miei genitori adottivi, essendo entrato in un brutto giro, di cui anche lui faceva parte, essendo abile nelle falsificazioni.
Poi però Carlos si è trasferito, io mi sono rimesso in carreggiata e ci siamo persi di vista, ma ho sempre conservato il suo contatto e quando, l'altro giorno, sapendo delle sue abilità, l'ho chiamato e gli ho spiegato le nostre necessità, è stato assolutamente disponibile a darmi una mano» le spiego perciò, chiarendole il tutto per l'ennesima volta, mentre raggiungiamo il punto d'incontro, che altro non é che una famosa fontana, situata in una delle piazze principali del paese.

«Non si dice mai di no ad un amico» sento però dire, a quel punto, alle mie spalle.

Al che, riconoscendo la sua voce, come se fosse ieri, mi volto di scatto ed esclamo «Carlos!».

«Ciao James, è bello rivederti... non sei cambiato per niente» mi saluta lui, stringendomi in un abbraccio.

«Tu al contrario sei...».

«Un'altra persona? Lo so, lo so...
Per alcuni anni, ho avuto problemi di alcool e droga e disintossicarmi, mi ha fatto dimagrire parecchio.
Ma non parliamo di me, presentami piuttosto i tuoi amici» risponde, indicando Liz e Jesse, rimasti in disparte, alle mie spalle.

«In realtà, come ti accennavo al telefono, lui è il mio fratellino Jesse» ribatto perciò io, mentre quest'ultimo si avvicina a noi e gli porge la mano.

«Giusto!
Ciao Jesse, ai tempi tuo fratello mi ha parlato molto di te, è un piacere conoscerti».

«Anche per me, soprattutto per l'aiuto che ci stai dando».

«Oh, non é nulla.
E invece la fanciulla é?» continua poi, il mio vecchio amico, rivolgendosi alla nostra ragazza con fare ammiccante.

«Off-limits, bello» esclama però lei, incrociando le braccia sotto al seno e rimettendolo immediatamente al suo posto.

Tanto che, sorridendo maliziosamente, Carlos esclama «Tosta! Mi piace.
Ora ho capito perché vi ha fatto perdere la testa!».
Poi però cambia discorso «Detto ciò, siete o no curiosi di scoprire le vostre nuove identità?».

Argomento che a Liz interessa decisamente di più «Certo che si!».

«Bene, allora tu amico sei Michael Rossi, un lavapiatti e aiuto cuoco italoamericano di Boston, tuo fratello invece si chiama Jackson Stone, fa il riparatore di computer e viene da New York, vi conoscete perché la sua compagna, ovvero Liz, é tua cugina Alice e fa la commessa».

«Beh dai, poteva andare peggio...
Almeno in Italia sono alla moda e il loro cibo è il migliore al mondo» commenta quindi la nostra ragazza e mio fratello annuisce, totalmente d'accordo.

«Già...
Beh Carlos, è stato bello, ma noi dobbiamo andare» affermo invece io, odiando le perdite di tempo.

«Si, anche io.
Il mio fidanzato mi aspetta».

Fidanzato, wow...
É così cambiato, che non mi sembra nemmeno più il ragazzo che si vergognava della sua sessualità e reprimeva in tutti i modi, il suo modo di essere.

Per cui gli auguro il meglio «Bene, allora buona vita amico».

«Grazie e chissà, magari, in futuro, ci rivedremo».


Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui, tramite un vecchio amico di Jamie, i ragazzi hanno ottenuto dei documenti falsi e conosciuto le loro nuove identità.
Spero che vi sia piaciuto e se vi va, ditemi che ne pensate.
Inoltre ricordatevi che mercoledì pubblicherò un nuovo capitolo di "Dribbling d'amore".
Ci vediamo tra una settimana, con il prossimo, un bacio, ciao ♥😘

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