Elizabeth
E' notte inoltrata e dopo che io e i miei ragazzi abbiamo fatto l'amore ancora e ancora e ancora, con tutta la passione che abbiamo in corpo, mi accascio sul letto e fingo di dormire, così che anche loro, sdraiati ai miei lati, si addormentino...
Una missione piuttosto semplice, a dir la verità, visto quanto sono sfiniti.
Poi, quando finalmente collassano tra le braccia di Morfeo, mi alzo, intenzionata ad andarmene, lasciandoli per sempre.
Non vorrei e mi fa male, dannatamente male, ma devo farlo, per loro... glielo devo, per tutto l'amore che mi hanno donato.
Ecco perchè, stando attenta a non far rumore, tolgo l'accappatoio, mi vesto - coprendomi per bene, visto quanto fa freddo - e afferro lo zaino, preparato prima che rincasassero, contenente alcuni dei miei effetti personali - i più importanti - tra cui la catenina di Jamie e il libro preferito di Jesse, che è diventato anche il mio, visto che l'abbiamo letto e riletto più e più volte assieme... così che in qualche modo, io possa averli sempre con me, seppur non li rivedrò mai più.
Dopodiché esco dalla stanza, diventata, senza volerlo, il nostro ultimo nido d'amore e lascio l'hotel, senza voltarmi più indietro.
E mentre cammino per le vie desolate del paese, piccoli fiocchi di neve imbiancano le strade buie e fredde...
Quelle stesse strade che a breve mi condurranno al punto d'incontro.
Ma più vado avanti, più non posso fare altro che sentirmi persa e sola... dannatamente sola.
L'unico sollievo, ciò che ad un certo punto, mi spinge persino ad affrettare il passo, anche se vorrei solamente voltarmi e tornare indietro, è la consapevolezza che in questo modo, Jamie e Jesse saranno finalmente liberi e spero potranno trovare la pace che meritano.
Ed ecco che, senza rendermene conto, raggiungo il luogo stabilito, un locale notturno in cui vi sono prevalentemente ubriaconi, donne dai facili costumi o brutti ceffi, esattamente come mio padre e i suoi uomini.
Parlando del diavolo...
Una volta entrata, ecco che trovo proprio mio padre intento ad ammirare uno strip-tease, mentre si scola un bicchiere di scotch.
«Papà» esclamo perciò, mostrando un sorriso forzato, anche se il tono di voce addolorato mi tradisce.
Lui però non sembra accorgersene, o forse non gli interessa, tanto che esclama «Apetta, in perfetto orario!
É un piacere rivederti... fatti abbracciare su» tentando poi di stringermi.
Ma io non sono della stessa idea, quindi mi ritraggo, come scottata, guardandomi intorno, sempre più schifata.
Per cui, lui corregge il tiro e tornando per un attimo a ragionare, afferma «Questo non é posto per la mia principessa, andiamo su».
✨💖✨
«Quindi papà, fammi capire, quel locale non era posto per me, ma questo edificio abbandonato invece si?!».
Saranno passati almeno una quarantina di minuti dal nostro rincontro, quando mi ritrovo a constare dove diavolo mio padre e i suoi scagnozzi mi hanno condotta, ossia all'interno di una una vecchia fabbrica abbandonata.
Peccato lui non prenda molto bene la mia frecciata «Visto che sei scappata in un altro stato, apetta, si, lo è e ti devi accontentare, è il meglio che ho trovato...
Almeno qui nessuno ci disturberà.
Inoltre sono stato fin troppo buono con te, non meriti tutto ciò che hai ottenuto fin dall'infanzia grazie a me.
Ma in fondo, è inutile che me la prenda, la colpa è solo mia, mia che ho accolto nella mia casa, il frutto del peccato, pensando potesse diventare come me, nonostante non avesse i miei stessi geni».
Ma ciò che più mi sconcerta, non è il suo tono duro e aggressivo - a quello ormai mi sto abituando - bensì le sue parole.
«C...cosa? Papà non capisco».
«Ovvio che non capisci, come potresti? Hai vissuto per quasi vent'anni nella menzogna» ribatte, sghignazzando, mentre io sono sempre più agitata.
«Papà per favore, so di averti dato un grande dispiacere, fuggendo con loro, ma...».
«No, ti sbagli! Tu non mi hai dato un dispiacere, tu mi hai preso in giro!
Ma cosa potevo aspettarmi, dalla figlia dell'uomo che mi ha rovinato la vita».
"La figlia dell'uomo che mi ha rovinato la vita"
Ecco la frase che sta rimbombando nella mia testa, da quando, mio padre - o l'uomo che reputavo tale - l'ha pronunciata, lasciandomi interdetta
«C...cosa?».
«Oh no, ti ho forse sconvolta?
Lascia che ti chiarisca ogni dubbio.
Tu, mia dolce apetta, non sei figlia mia, bensì il frutto del peccato di tua madre, quella sporca donna che al tempo ho, erroneamente, sposato e di quel bastardo del suo amante».
«Non sono tua figlia?!».
Dio, non é possibile, questo é un incubo.
«Proprio così».
«Ma il mio vero padre dov'è allora?!» grido, sconvolta, lasciandomi cadere in ginocchio.
«E me lo chiedi? E' morto Elizabeth...
L'ho ucciso io stesso, poco dopo la tua nascita» rivela lui, in tutta risposta, mente un ghigno crudele appare sul suo viso.
«N..non è... non è possibile!
Come hai potuto!?» sbraito quindi io, tesa come una corda di violino e ormai sul punto di scoppiare in lacrime.
Ma lui si abbassa alla mia altezza e mi frena «Stai calma, la storia non è ancora finita, ora arriva la parte migliore...
Tua madre, quella troia, non è morta di parto... nossignore, l'ho ammazzata io stesso con le mie mani, subito dopo il suo amante.
E mi ricordo ancora che te piangevi e piangevi, eri una fontana cazzo, ma una volta terminato il lavoro, io ti ho stretta tra le mie braccia e ti sei immediatamente tranquillizzata...
Ecco perchè, in memoria dei bei vecchi tempi, mi servirò un'ultima volta di te per attirare qui i cari fratellini e sbarazzarmene una volta per tutte».
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui Liz ha lasciato l'hotel e con esso, i suoi ragazzi e ha raggiunto il padre, ricevendo però da lui una rivelazione inaspettata e a dir poco incredibile.
Ve lo saresti mai aspettato?
Che dire, spero sia piaciuto e se vi va stellinate e ditemi che ne pensate.
Ci vediamo al prossimo aggiornamento, un bacio, ciao ♥😘
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RAPITA
RandomElizabeth Queen, per gli amici Liz, è la ragazza che tutte vorrebbero essere e che tutti vorrebbero avere. Figlia dell'uomo più influente di Chicago, è infatti cresciuta tra attici da copertina, auto di lusso, scuole d'élite e un lussuoso futuro già...
