Elizabeth
Sono passati due giorni, due dannatissimi giorni, da quando sono stata ricatapultata nella casa dove sono cresciuta, ma a me sembra già un'eternità.
Anche perché è come se non la sentissi più mia, come se tutti gli anni passati qui, fossero stati soppiantati dalle settimane trascorse nella villa dei fratelli White.
È proprio vero che non è il luogo a fare la casa, ma le persone che lo abitano e di cui ti circondi...
E da quando sono tornata, mi sono accorta che di tutte quelle che mio padre ha frequentato, nel corso degli anni, nessuna può essere considerata tale, a parte Maria, l'unica ad aver capito il mio malessere, l'unica che ha cercato di risollevarmi il morale... inutilmente, purtroppo.
«Maria, io ti ringrazio per tutto ciò che stai facendo per me, ma ciò che mi serve ora, decisamente non é questo» esclamo infatti, dopo la sua ennesima comparsata in camera mia, luogo in cui mi sono rintanata, dal mio ritorno, rifilandole il piatto di lasagne che mi ha preparato.
«Ma señorita Elizabeth, suo padre ha dicho que...» tenta però di protestare lei, mischiando la sua lingua natia alla nostra.
Ma venendo da me prontamente interrotta «Mio padre niente, Maria.
Anzi, sai che ti dico? Che è giunto il momento per noi di parlare».
Uno slancio di coraggio il mio, che conferma come la mia pazienza stia per finire e che mi porta ad alzarmi e a dirigermi frettolosamente verso il suo ufficio.
«Papà, ciao, so che sei molto impegnato, ma possiamo parlare?
Da quando mi hai riportata a casa, non l'abbiamo ancora fatto» esclamo poi, una volta dentro, accomodandomi su una delle poltrone di simil pelle, posizionate di fronte alla sua scrivania.
Al che, anche se scocciato, lui é costretto ad ascoltarmi «Va bene Liz, ma veloce, che ho del lavoro da sbrigare».
«Senti papà io... io non so come dirtelo, ma i giorni passati in quel luogo...».
«Da sequestrata».
«Da sequestrata...
Beh ecco, mi hanno cambiata...
I miei rapitori...».
«Quei bastardi dei White».
«Loro... beh ecco, mi hanno rivelato delle cose... cose che mi hanno sconvolta» affermo e non so se sia la cosa giusta o se me ne pentirò, ma in questo momento, é l'unica che mi sento di fare, anche perché sono certa che altrimenti, il dubbio che nutro mi perseguiterà per sempre.
«E sentiamo, cosa ti avrebbero detto?» mi chiede perciò lui, ponendosi sulla difensiva.
«Che hai truffato molta gente, commesso molteplici atti illegali e ucciso o fatto uccidere, tante persone, tra cui i loro genitori... a sangue freddo, davanti ai loro occhi».
«Cosa?» esclama, scoppiandomi a ridere in faccia.
«E' così, è per questo che mi hanno rapita, per ottenere vendetta» rivelo.
«Ah si e sentiamo, come avrebbero voluto ottenerla?».
«Obbligandoti ad ammettere il delitto».
So che non dovrei rivelargli proprio tutto, ma ho bisogno di sapere la verità.
«Wow, che piano ben congegnato... quasi quasi mi spiace di averli illusi che ce l'avrebbero fatta, per poi sventarli e denunciarli» è terrificante il modo sprezzante con cui mi risponde, ma decido comunque di incalzarlo.
«Denunciarli?».
«Si apetta, li farò arrestare, così usciranno dalla nostra vita una volta per tutte.
Sei la mia bambina, ho sempre fatto di tutto per te e sempre lo farò, ti proteggerò sempre, non importa cosa dovrò far...» sta per terminare il suo discorso, quando il telefono squilla, interrompendolo «Oh, scusa, mi stanno chiamando e non posso proprio rimandare... sai, questioni di lavoro».
«Si.. certo.
Allora io torno in camera mia, buon lavoro» affermo perciò, per poi lasciare lo studio e tornare nella mia stanza.
Ma nonostante le sue parole siano state, all'apparenza, molto convincenti, io non faccio che pensare a Jamie e Jesse, alle emozioni che mi hanno fatto provare, ai sentimenti inarrestabili che hanno scaturito in me e dannazione! Io gli credo...
Non vorrei farlo, ma gli credo, con tutta me stessa e mi mancano, mi mancano da morire.
Certo, non nascondo che una parte di me vorrebbe solo tornare alla vita di prima: scuola, shopping, eventi mondani, amiche perfette, ragazzo perfetto, vita perfetta...
Ma ormai non posso più farlo, perchè quello che quei due ragazzi mi hanno donato, in queste poche settimane, vale una vita intera e vorrei solo sapere se stanno bene... perchè senza di loro, io non lo sto affatto.
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, buona domenica e benvenuti in questo nuovo capitolo, in cui scopriamo come se la sta passando Liz dopo essere stata riportata a casa.
Se vi va stellinate e fatemi sapere che ne pensate.
Inoltre ricordatevi che mercoledì pubblicherò il nuovo capitolo di "Dribbling d'amore".
Ci vediamo tra una settimana, con il prossimo, un bacio, ciao ♥😘
STAI LEGGENDO
RAPITA
De TodoElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
