Il capitolo presenta contenuti espliciti 🔞.
Jesse
Che cazzo mi è preso?!
Sono forse impazzito?
Come diavolo ho potuto baciarla!
Come mi è venuto in mente?
Liz è nostra prigioniera, l'abbiamo rapita per un motivo ben preciso, questo non... non sarebbe mai dovuto accadere.
Dio, se lo venisse a sapere Jamie, mi farebbe nero.
Lui è sempre così freddo e risoluto...
E non c'è mai una volta che non sappia che decisione prendere o come attuarla, mentre io... io faccio solo danni.
Eppure...
eppure lui non è in casa ora e lei mi piace dannazione!
Mi piace davvero... mi piace fin dalla prima volta che l'ho vista e ancor di più ora che so che non é solo la ricca, viziata ereditiera che tutti dipingono.
E cazzo! Se devo sentirmi in colpa, allora voglio sentirmi in colpa per qualcosa di più che un semplice bacio!
Per cui mi volto, ripercorro a ritroso le scale che conducono nello scantinato, spalanco la finta libreria ed esclamo, sotto il suo sguardo attonito «Anzi no, se mi devo scusare per qualcosa, mi scuserò per questo».
Dopodiché mi dirigo a passo felpato verso il letto, afferro delicatamente il suo volto tra le mie mani e, guardandola intensamente, schianto nuovamente le mie labbra sulle sue e se in un primo momento, lei tentenna, dubbiosa se ricambiare o meno, alla fine, si lascia andare.
Per cui, baciandola con ancora più trasporto, afferro dalla tasca dei pantaloni la copia delle chiavi delle manette, che porto sempre con me e le libero i polsi.
Sempre piú travolto dalla passione, prendo poi ad accarezzare le sue sensuali curve, pelle delicata, che sembra scolpita nel marmo da un maestro del Rinascimento, mentre lei, eccitata tanto quanto me, si inginocchia sul letto e inizia a sbottonarmi la camicia sportiva.
Ed accade che ogni volta che le sue dita sfiorano la mia pelle, un brivido mi assale, lo stesso fremito che colpisce lei quando le abbasso la manica del vestitino che indossa - uno dei pochi che abbiamo comprato prima di rapirla, per permetterle ogni tanto di cambiarsi - assieme alla spallina del reggiseno.
Dopodiché, una volta che la mia camicia finisce sul pavimento, sempre più fremente di desiderio, come non credevo umanamente possibile, mi chino sul suo corpo, invitandola a sdrairsi sotto di me e prendo a baciarle il collo, scendendo pian piano verso la scapola e poi sempre più giù, fino a raggiungere il suo seno nudo, mentre le libero, dalla costrizione di pizzo e ferretti, anche l'altro e le accarezzo una coscia, sentendola mugolare, sempre più forte, in risposta.
Non so che mi prende, so solo che mai prima d'ora, mi era successo di sentirmi così, nonostante, da quando ho lasciato l'orfanotrofio, le ragazze non mi siano mancate.
Per cui interrompo per un attimo la mia lenta discesa e affermo, con voce affannata «Liz ti desidero, ti voglio fin dal primo momento che ti ho vista e ho un fottuto bisogno di averti, ma prima ho bisogno di sapere, tu cosa vuoi?».
E la sua risposta, fortunatamente, non tarda ad arrivare, visto che adagia nuovamente le labbra sulle mie e nel frattempo inizia a slacciarmi i jeans... gesti che valgono più di mille parole.
Al che non perdo tempo ed essendo ormai, l'abbigliamento rimastoci addosso, solo d'intralcio, le levo il vestito e scalcio via i miei pantaloni, rimanendo in boxer, così come lei si ritrova con solo addosso le candide mutandine.
Le sue mani scorrono sul mio corpo statuario, le mie accarezzano le sue curve, sfiorano le sue gambe, solcano i suoi seni, corrono verso l'interno coscia, toccandola dove so che più le desidera.
Liz geme e si contorce sotto di me ed io mi eccito sempre di più, finchè non ce la faccio più, per cui, dopo averle chiesto per un'ultima volta il consenso, libero entrambi degli ultimi indumenti rimasti e scosto le coperte, per permetterci di coprirci, visto il clima gelido al di fuori.
Siamo, nudi, accaldati, vogliosi, entrambi preda di un piacere sconosciuto...
Qualcosa di cui forse, dopo, ci pentiremo, ma ormai non possiamo più smettere e lo testimoniano le mie parole «Mi fai impazzire Liz».
«Oh insomma! Sta zitto e baciami stupido» ribatte perciò lei.
Per cui io abbozzo un sorriso, mi piazzo meglio in mezzo alle sue gambe divaricate e porto una di esse attorno al mio busto, avvicinandomi pericolosamente.
«Ultima chiamata Liz, se vuoi che mi fermi, va bene, ma devi dirlo ora».
So che sto insistendo, ma devo essere certo che lo voglia davvero e non sia solo a causa dell'assurda situazione.
E fortunatamente, lei risponde «Fammi tua, adesso».
Perciò la guardo intensamente e con un movimento fluido, entro in lei, fino in fondo.
La faccio mia: mente, anima e corpo.
E più lei mugula di piacere, più io spingo, più lei mi bacia, più io la desidero.
«Cazzo, si, si Jesse continua, ti prego!».
«Ridillo».
«Cosa?».
«Il mio nome, Elizabeth, ridì il mio nome» la prego, spingendo con foga.
«Jesse, Jesse, Jesse».
«Oh Liz, tu mi vuoi proprio far morire».
«E tu invece mi fai sentire viva come nessuno mai, poiché mai prima d'ora ho provato qualcosa di simile...
E forse, anzi sicuramente, dopo me ne pentirò...
Forse sono malata, proprio non lo so, ma tu non smettere».
E' una voglia irrefrenabile, quella che ci ha assalito e anche se non me la so spiegare, anche se so che, vista la situazione in cui ci troviamo, finirà male, non ho intenzione di smettere.
Basta infatti, solo qualche altra spinta e raggiungiamo il culmine assieme, confusi, ma appagati e profondamente felici.
Angolo Autrice
Ciao ragazzi e ragazze, innanzitutto, spero abbiate passato un buon Capodanno, ma ora parliamo di questo nuovo capitolo, in cui, dopo una, leggera esitazione, Jesse e Liz non si sono limitati più solo al bacio.
Ve l'aspettavate? Che ne pensate di loro? E della storia?
Che dire, spero vi sia piaciuto, se vi va stellinate, un bacio e ci vediamo mercoledí con "La partita del cuore" e la settimana prossima, col prossimo capitolo di questa ♥😘
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RAPITA
RandomElizabeth Queen, detta Liz, ha tutto ciò che un'adolescente, prossima all'età adulta, potrebbe desiderare: vive in un enorme e spettacolare attico nel centro di Chicago, con il suo adorato padre, che la vizia in ogni cosa, frequenta una scuola costo...
