Three, two, one

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Sophia le strappò letteralmente la maglietta di dosso.

'Urla un' ultima volta contro di me e non vedrai più la luce del sole.' Buttò a terra gli strappi dell' indumento e le guardò il seno.

'Maja, si accontenta di poco' sghignazzò.

'O forse.. la sorpresa sta più in basso?'

Di nuovo quello sguardo malato.

Karen strinse le labbra, intimorita.. erano due le cose, o la avrebbe uccisa o l' avrebbe segregata dentro la sua stessa stanza.

Ora però c'era un' altra cosa che la preoccupava.. Sophia la voleva chiaramente "testare"
-come un profumo- pensò.

Doveva cercare di farla tornare lucida.. ma doveva anche non urlare. -non vedrai più la luce del sole- la sua voce della coscienza, si faceva sentire nei momenti meno opportuni.

'S..sophia, t..tu sei etero, non ti piacerebbe.. c..credimi.

In q..questo modo tradiresti Josh..no?' cercò di avere un tono piuttosto calmo, malgrado le circostanze.
-malgrado il corpo di Lei che la premeva forte alla parete- Strinse forte le gambe e cercò di dimenarsi.. la risposta che ottenne, la fece trasalire.

'lui ha tradito me. Maja ha tradito te. E adesso noi ci rivendichiamo insieme, non è perfetto?' la prese da entrambi i polsi e la tirò fino al letto, la gettò sopra e con altrettanta forza, estrasse le corde -della chitarra- dalla tasca e la aggrovigliò strette ai piccoli polsi di Karen.
Strette.
Strette.

Sempre più strette.

Una goccia di sangue, seguì tutta la lunghezza del braccio, fino a toccare l' ascella.

'Tu..tu..tu sei pazza! Mi fai male.. m..mi fai un cazzo di m..male..' incominciò ad agitare le gambe sul materasso e a quel punto, Sophia la stordì, afferrandole fermamente la mascella.

La bocca della piccola si aprì di scatto.

'Stammi a sentire, ragazzina, adesso devi stare zitta e subire, ti piacerà vedrai.. ti piacerà..' disse con un ghigno stampato in volto per poi calarle velocemente i pantaloni fino alle caviglie.
-Fa male, tanto male, qualcuno mi aiuti, non sento più i polsi, sento la mandibola spostata e presto Lei, entrerà in me, si lo so, lo farà- pensò Karen, ormai era inutile sfogarsi con le urla e pianti.. anzi sembrava che questo, compiacesse la pazza.

La sua cassa toracica stava per esplodere, tanto era spaventata.

Sophia si tolse il corsetto nero, stando attenta a bloccare le cosce di Karen.

'Guarda!'

Ordinò, visto che la piccola aveva stretto gli occhi. Non che le dispiacesse, ma in quel caso, preferiva di no.
-posso farcela-

Quando però sentì quell' ordine, aprì lentamente le palpebre.
-non posso farcela-

'Brava, così, sei una bambina buona.' le accarezzò i capelli.

Prese il pugnale dalla cintura e li Karen, pensò al peggio.

'Non mi uccidere, nono ti scongiuro.. farò tutto quello che v...' si fermò di colpo.

Sophia sorrise soddisfatta e tagliò i lembi delle mutandine di Karen. 'Non voglio ucciderti.. ma.. prego..continua la frase..' toccò la punta della lama con un dito.

La bionda, sentì l' intimo strapparsi, voleva "solo" spaventarla -e ci era riuscita-

Mandò giù un boccone amaro.. doveva continuare la frase, non poteva fare la coraggiosa, mentre Sophia armaneggiava con niente di meno, un pugnale.

'Farò tutto quello che vuoi' disse con gli occhi vuoti e una lacrima che scese insieme alle gocce di sangue che colavano dai suoi polsi.

Sophia sorrise e mise al suo posto l' arma. 'Perfetto. Apri le gambe' si chinò per baciarla e le tastò il piccolo seno mentre lasciava che le dita scivolassero lungo il piatto ventre..

'Le g..gambe n..no.. okok..' ormai si sentiva nulla, era una marionetta con i polsi legati senza la forza di agire.

Aprì le gambe e subito dopo sentì una forte pressione entrare senza dolcezza.

'H..A D..IO' imprecò a denti stretti.. perché tutto questo? Perché a lei?

Le dita della rossa iniziarono a muoversi velocemente, dandole così un senso di pieno e di violenza.. un dito, un altro e un altro dito ancora.

Il corpo di Karen tremava su quel letto, temeva come una foglia che cade dall' albero di Luz.

Sophia le segnò il collo e il torace con baci e succhiotti sempre più forti.

Quanto si sentiva bene, aveva un' adrenalina che non aveva mai provato prima.
21.50

Karen era terribilmente larga e terribilmente schifata, perché presto, arrivò il piacere.

Sophia lo percepiva, oh se lo percepiva.. infatti rallentò la velocità e spinse in un modo perfetto.

'Che ti avevo detto..eh? Dimmelo' le morse i capezzoli, facendoli diventare due perline dure.

Karen sospirò - tra paura, rabbia, schifo e piacere- trattenne gli ansimi che uscivano fin troppo spontanei dalla sue labbra e a malincuore, sibillò..

'C..che mi sarebbe piaciuto haa ahm' se avesse avuto le mani libere, se le sarebbe portate sul viso per proteggersi, ma erano legate fermamente, sentiva i solchi delle corde, sulla sua pelle e

ora anche il suo collo era marchiato da quei succhiotti rossi/violacei.

'S..sophia.. ti prego.. hhhm basta' gridava la sua voce. -almeno fammi venire e vattene, brutta strega cattiva- di nuovo la sua coscienza.

Sophia iniziò a ridere.

Una risata schizofrenica.

'TRE, DUE, UNO'

L' orologio scoccò le 22.00 e la porta si aprì.

Al ciglio c'era Maja.

The moon and the darkDove le storie prendono vita. Scoprilo ora