Cosa sei disposta a fare?

488 25 23
                                        

Sofia sorrise, annuendo vigorosamente verso un figlio di Afrodite. – Ed è esattamente così che nasce la costellazione dei Gemelli, si, Chrysapo. Per i due gemelli figli di Zeus che parteciparono alla spedizione degli Argonauti assieme a Giasone. – Lanciò poi uno sguardo verso il cielo dove il sole alto le fece strizzare le palpebre, portandosi una mano alla fronte per schermare gli occhi. –Bene, prossima settimana studieremo la costellazione del Cancro, va bene? – Le panche su cui gli spartani erano seduti strisciarono sulla pietra mentre si alzavano ed il chiacchiericcio della lezione appena terminata riempì piacevolmente le orecchie di Sofia, che sorrise. – Qualcuno ha idea di chi ha combattuto il cancro?

Un figlio di Efesto che l'aveva stranamente sentita, si voltò verso la sua direzione. –Achille?

- Oh miei dei – mormorò Sofia. Poi sorrise. – Benissimo! Alla prossima settimana, allora! – li salutò, poggiando i fianchi al tavolo della mensa alle sue spalle, osservando i ragazzi andare via.

Nonostante fosse sotto l'ombra del padiglione, faceva talmente tanto caldo in quei giorni che doveva appellarsi a tutto il suo autocontrollo per non gettarsi nell'acqua del lago. O per non fuggire verso la brezza marina di Atene. Neanche fare quello le sarebbe poi dispiaciuto troppo.

Ci pensava spesso quando, la notte, decideva di dormire con le sue compagne invece che con Percy. Mentre lasciava che gli occhi si abituassero al buio pesto del loro dormitorio, e lei si girava costantemente sul materasso nella speranza di trovare un punto più fresco. Con i capelli sollevati sul collo, pensava a quanto sarebbe stato bello prendere un pegaso e tornare a casa. Tornare ad Atene che profumava di mare e che sapeva di onde, dove non c'era mai quel brutto caldo asfissiante che la metteva così tanto alla prova, dove c'era sempre del pesce fresco da mangiare ed il profumo di ulivi ad accompagnare i pasti. Ma non sapeva ancora bene fino a dove, la linea della libertà della nuova gestione di Percy e Carlo, dovesse essere tracciata. Non aveva idea di quanto lontano si sarebbe potuta spingere perché, se se ne fosse andata lei, perché le altre ragazze non avrebbero potuto avere lo stesso diritto?

Lasciò andare un sospiro, osservando il Campo davanti ai suoi occhi. Riusciva a vedere le sue amiche che lavoravano nei campi di fragole, i guerrieri che si allenavano con l'arco e con le spade. Vedeva i satiri che aiutavano quelli appena arrivati ad arrampicarsi sulle pareti, i figli di Afrodite che si libravano in volo con i pegasi, seguiti dai loro allievi.

Era più facile vivere al Campo ma lei rimaneva comunque una schiava.

Poteva anche convincersi del contrario quando Percy la stringeva tra le braccia, quando gli sfiorava la pelle con le dita, respirando il suo incredibile profumo di casa, ma era comunque una schiava. E per quanto, qualche settimana prima, Percy le avesse comunque dato la possibilità di scegliere se restare lì ad Atene o tornare al Campo con lui, come avrebbe mai potuto, Sofia, a cuor leggero, lasciare le sue amiche al Campo? Perché lei avrebbe dovuto avere più diritti di loro?

Ad Atene poi, a parte il mare, lei non aveva più nulla. Non aveva più una famiglia, suoi zii neanche aveva idea se fossero ancora vivi e l'unico amico che aveva, l'unico che suo padre le avesse permesso di farsi, era morto nel tentativo di proteggerla.

Si portò una mano allo stomaco, sfiorando con le dita la sagoma del suo coltello, incrociando le caviglie.

Era più facile stare al Campo ma lei era sempre una schiava. Era sempre nascosta.

Sorrise, passando le dita sul contorno della lama. Qualsiasi fosse la nuova ed innovativa svolta che prendeva la sua vita, lei finiva sempre per essere nascosta, finiva sempre a dover far finta di non esistere.

Sofia figlia di Atena. Si crogiolava spesso in quella definizione dentro la sua testa. Lei era Sofia la figlia di Atena. L'unica figlia di Atena. Era forte, era potente. Ma, dove finiva Sofia ed iniziava Annabeth? Annabeth che era una qualunque. Annabeth che esisteva esattamente come esisteva Sofia o, forse, esisteva anche più di quanto non esistesse Sofia.

Sapienza Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora