Era così brutto non ricordare, e mai Sierra avrebbe pensato fosse proprio una sensazione di vuoto puro. Semplicemente si sentiva libera da ogni vincolo, da ogni cosa che la definisse perché non ricordava neanche quale fosse il suo nome o come fosse fatta. Cercava invano di toccarsi il viso con i suoi polpastrelli e ricalcare i suoi tratti delicati per tentare di ricordare, ma nulla. Sembrava fosse stata catapultata esattamente in quell'attimo, lì in quella casa ed in quel letto dalle coperte troppo pesanti. Per lei, da quel momento in poi, sarebbe esistito solo il presente.
-Lasciateci da sole.- la voce di Jasmine ruppe il silenzio, e con un gesto della mano scacciò gli altri tre ragazzi in maniera frettolosa. Charlie, il più piccolo, si alzò subito in piedi, mentre il biondo e Logan lo seguirono con poco entusiasmo, perché anche loro avevano cercato di essere di conforto in un modo o nell'altro.
Sierra Stilinski, che in quel momento non ricordava si chiamasse così, era tornata la solita ragazzina indifesa, la solita ragazzina che scappava dai problemi come cinque anni prima, alla morte di sua madre. Aveva avuto la brillante idea di alzarsi dal materasso e di mettersi seduta, ma il dolore lancinante allo stomaco era raddoppiato, perciò si ritrovò ad urlare per il dolore e a piangere per il senso di vuoto che percepiva.
-Ehi.- la richiamò Jasmine con voce dolce. Portò le sue due mani paffute e morbide sulle guance rosse della piccola Stilinski, e con i pollici le asciugò le lacrime nonostante ne scendessero di nuove ogni secondo.
Gli occhi di Jasmine erano semplicemente dolci, teneri, e nonostante ciò Sierra riusciva a leggerle una strana ombra negli occhi, come se quella bontà non fosse spesso apprezzata da tutti, oppure potesse fare paura a qualcuno.
-Piccola.- la richiamò ancora, e allora la più piccola si decise a guardarla. -Tu hai una storia...nascosta nella tua mente, ma ce l'hai.- le disse dolcemente, mentre afferrava le mani di Sierra e le stringeva alle sue.
Doveva avere al massimo venticinque anni, poiché la differenza d'età tra lei e Brad era consistente, eppure aveva dei modi di fare responsabili, quasi da mamma, e la piccola Stilinski arrivò a pensare che, forse, lei aveva sicuramente qualcun altro a cui badare, e per questo che era così responsabile.
-Ognuno ha una favola dentro, ma tu in questo caso non riesci a leggerla da sola.- aggiunse la maggiore, stringendo quelle mani piccole della minore al petto, in un moto di compassione e tenerezza verso di lei a dir poco ammirevole. -Hai bisogno di qualcuno che, con il tempo, te la legga e te la racconti.-
-E chi dovrebbe raccontarmela, tu?- fece sarcastica Sierra, mentre cercava invano di asciugarsi le lacrime che le arrossavano le guance. Non voleva affatto risultare scortese, ma era difficile cercare di parlare civilmente quando quel bruciore allo stomaco era talmente forte da farla piangere e costringerla a prendersi violentemente il labbro inferiore tra i denti, per non urlare in maniera incontrollata. Charlie le aveva detto che Logan ed un certo Daniel sapevano come curarla, allora perché non facevano nulla? Volevano ucciderla? Nah, se lo avessero voluto davvero sarei già morta, disse a sé stessa tra gli ansimi e le imprecazioni a denti stretti.
-No, piccola.- sorrise Jasmine chiudendo le palpebre per un secondo, per niente contrariata dal tono della minore decisamente poco gentile. -Tu stessa, riuscirai a mettere ordine nella tua testa.- disse, accarezzando con il pollice il dorso della mano destra della piccola Stilinski.
-Sei tu la padrona del tuo corpo, della tua testa. Dipende tutto da te.- spiegò in un sussurro, curvando un angolo delle labbra in un sorriso piuttosto rassicurante.
In realtà neanche Jasmine credeva tanto alle sue parole, ma se si trattava di dare conforto a qualcuno era la prima persona per eccellenza che ci riusciva. Quelle parole le pensava davvero, certo, ma era proprio sicura che quella ragazza di cui lei non conosceva ancora il nome, sarebbe davvero riuscita a ricordare tutta la sua vita? Lo sperava con tutto il cuore, questo è certo, ma di risposte sicure non ne aveva. Né Logan e né Daniel sapevano dare una risposta ragionevole a quella perdita di memoria.
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𝐓𝐚𝐤𝐞 𝐦𝐞 𝐛𝐚𝐜𝐤 • 𝐃𝐄𝐑𝐄𝐊 𝐇𝐀𝐋𝐄 •
FanfictionSEQUEL DI: Push me back • DEREK HALE • NON leggere, se non hai ancora letto la prima storia. Secondo la mitologia greca, gli umani originariamente furono creati con quattro braccia, quattro gambe e una testa con due facce. Temendo il loro potere, Ze...
