Ci saremmo incontrati ad un bar vicino la casa che, tempo prima, era definita 'nostra'.
Come suo solito però, era in ritardo ed io stavo morendo dall'ansia.
"Smettila di tremare." Sussurrò Gemma di fronte a me al tavolo, prendendomi le mani.
"Non ce la faccio, non credo sia stata una buona idea." Deglutii, non più convinto di ciò che stavo facendo.
"Ora che ci sei ti tiri indietro? No! Tu ora gli fai vedere che non ti frega nulla di lui e che non ti importa niente. Chiaro?"
"Chiaro, chiarissimo. Indifferenza." Annuii velocemente.
"Bene, è arrivato." Mi fece un cenno verso la porta e subito mi voltai per guardarlo.
Aveva un cappotto lungo scuro ed un cappello orribile che nemmeno io alle medie indossavo robe simili.
Non era per niente cambiato dall'ultima volta che l'avevo visto, ovvero due settimane prima: i suoi soliti occhi azzurri, il suo solito ciuffo castano scuro incollato alla fronte e le sue solite orecchie a sventola; gli dicevo sempre che era perfetto ai miei occhi e che lo amavo così com'era.
A quanto pare non era lo stesso per lui.
Ero stato solo un ripiego.
Distolsi subito lo sguardo quando incontrò il mio e lo vidi avvicinarsi al mio tavolo.
"Ehi." Mi salutò, una volta vicino a me.
"Ciao." Risposi, freddo e distaccato come mi aveva detto di fare mia sorella.
"Possiamo parlare?" Propose, di nuovo.
"Se sono qui, tu che pensi?"
"Okaay. Io vi lascio un attimo, vado a prendere qualcosa da bere." Si dileguò Gemma, allontanandosi e dirigendosi verso il bancone.
"Quindi sei disposto ad ascoltarmi." Disse, sedendosi ad una delle quattro sedie del tavolo. "Non ci speravo più di tanto."
"Puoi passare al dunque senza farmi perdere tempo?" Sbuffai, fingendomi scocciato.
"Okay." Alzò le mani in segno di resa. "Volevo rivederti per dirti che ci ho provato a dimenticarti, ma non ci riesco."
"Tutto qui? E questo che vorrebbe dire?"
"Che mi manchi. Che ti amo davvero."
"Pff. Non credo più alle tue cazzate, Joshua."
"Non sono cazzate. Se tu-"
"Ti ho detto che non ho voglia di perdere tempo. Sono venuto qui solo per chiudere una volta per tutte questa storia e non vederti mai più." Non sapevo da dove tirai fuori tutto quell'odio, ma ero stufo di soffrire per lui.
"Va bene, lo ammetto. Ti ho tradito, ma se ora sono qui è per chiederti un'altra possibilità e ricominciare tutto, insieme. Possiamo farlo?"
Io lo fissai senza rispondere nulla e così lui continuò: "Non voglio buttare cinque anni di relazione per una cazzata che ho fatto, da ubriaco per giunta."
"Sono stati cinque anni di relazione per merito mio, altrimenti non eravamo qui a parlarne." Gli feci notare. "E poi sai quante volte mi sono ubriacato io in questi anni? Moltissime, ma non mi pare di averti mai tradito!"
Scosse la testa, contrariato. "Non ha significato nulla per me e lo sai benissimo. Se mi amassi realmente, mi avresti già perdonato da tempo."
"Non funziona così, sai? Non è facile immaginarti con qualcun altro quando saresti dovuto essere solo mio! Cazzo, non ci arrivi?"
"Stai solo ingigantendo la cosa! Me l'hai fatta pagare abbastanza!"
"No! Qui l'unica persona che sta soffrendo sono esclusivamente io, quindi tu non puoi proprio parlare."
"Non è così."
"Quante?" Chiesi, la voce mi tremava un po' per via delle lacrime che cercavano di uscire e che io puntualmente trattenevo.
"Quante, cosa?"
"Quante volte è successo?"
"Una sola, quella che hai scoperto." Rispose, prontamente. "Ho capito di aver sbagliato. Ma tu sei importante più di ogni altra cosa, Harry." Mi prese entrambe le mani poggiandole con le sue sul tavolo. "Ti amo da morire." E mi guardò negli occhi.
Chiusi e strizzai gli occhi di scatto e nel mentre qualche lacrima uscì. Pregavo mentalmente che Gemma mi vedesse e che corresse in mio aiuto, ma di lei nemmeno l'ombra, quindi riaprii gli occhi e decisi di cercarla con lo sguardo. La vidi intenta a chiacchierare con un ragazzo al bancone del locale.
Bene, almeno lei si stava divertendo.
"Non dici nulla?" Mi distolse lo sguardo da lei.
"No." Deglutii. "Ho bisogno..Ho bisogno di tempo per pensarci." Risposi, balbettando nel mentre.
"Quanto?"
"Almeno un paio di giorni. Ci devo pensare."
E senza dire altro, mi alzai e raggiunsi mia sorella lasciandolo lì da solo.
"Gems." Le picchiettai la spalla. "P-possiamo andare via?" Chiesi, in preda ad un attacco di panico.
"È andato tutto bene?" Chiese.
"Diciamo di si." Sospirai, chiudendo gli occhi e cercando di calmarmi internamente. "Gli ho detto che ho bisogno di tempo."
"Ma sei stupido?" Disse, e questo mi fece aprire gli occhi di scatto, sorpreso. "Ti serve del tempo per capire che non ti merita?"
"Gems..."
"No, Harry. Devi capire che lui è tossico per te. Ti prego, non fare l'errore di ritornarci insieme."
"Ho bisogno di tempo, okay?" Sbottai, lei si limitò ad annuire senza dire altro.
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non mi innamoro mai
Fanfiction"Te l'hanno mai detto, Louis?" "Che cosa?" "Qualcuno ha mai detto di amarti?" "No." Così secco e freddo che mi fece venire i brividi. "Voglio essere il primo." Mi avvicinai di più. | dove Harry dovrà prendere decisioni importanti mentre Louis si rit...
