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Ci metto un po' prima di scorgere la mia amica in mezzo all'agglomerato viveur accalcato sotto le luci intermittenti. Di Zoe non c'è nessuna traccia e per questo mi ritrovo bloccata in spiaggia, impossibilitata ad andarmene. Mike è ancora dietro di me e si guarda intorno. Ancora non credo alle mie azioni sconsiderate. Mi sono lasciata trascinare, cedendo al suo fascino e alle frivole insistenze di Zoe che adesso darà solo di matto quando verrà a conoscenza dell'accaduto.

"Non preoccuparti per me. Va' ad aiutare Luke" lo vedo agitarsi nella camicia, un sottile baffo di sudore tra le narici e le labbra. "Davvero. Cercherò Zoe da sola". Lo vedo passarsi le mani ai lati delle cosce, asciugandosele sul tessuto leggero. Forza un sorriso e si dilegua.

Siamo entrambi in imbarazzo, e non so quanto la cosa si possa rivelare positiva. Sarà di certo abituato, con il lavoro che fa, a conoscere ragazze in fase ormonale che non perdono tempo nel saltargli addosso. Non posso essere una delle tante, per quanto la cosa stuzzichi il mio interesse. Allungo lo sguardo oltre la folla, e ritrovo Zoe sbucare dietro a delle tavole da surf piantate nella sabbia. Ha un'aria colpevole, e allo stesso modo sollevata. Le vado incontro, respirando affannosamente. "Dov'eri finita?".

"Ehm... facevo una passeggiata" nel suo tono di voce scorgo un accenno di esitazione. "Non ti avevo accennato delle famose quattro ore in cui ci saremmo divise?". "Ho perso la cognizione del tempo. So che non sono trascorse nemmeno due ore ma...". Zoe si porta una mano nei capelli. "Dimmi almeno che gli hai parlato". Ho fatto di peggio, decisamente. Tiro su con il naso, avvertendo il senso di colpa accrescere sempre di più. Lei mi prende per mano e insieme sgattaioliamo via dalla marmaglia. "Forse quello non era il luogo adatto, ma qui siamo sole. Puoi parlarmi tranquillamente. Mike ti ha raggiunto?". Faccio di sì con la testa.

"Bene, cosa è successo?" gioco con le mani, sfregandole ripetutamente. Mi tornerà il vizio di mangiarmi le unghie come quando ero in procinto di dare un esame. "Non ti arrabbiare, ma non me la sento di adempiere a quella scommessa". "Wow, sei durata meno di un giorno. Ti credevo più coraggiosa".

"Lo sono, e..." Zoe mi afferra per le braccia. "Va bene, io non voglio farti cambiare. Anzi, ti trovo molto tenera. Sei dolce, speciale. Sei unica nel tuo genere, Paige e a volte vorrei essere come te. Le poche volte in cui preferisco essere me stessa, mi dico che ho bisogno di vederti più audace. Tira fuori le palle. Non cancello la scommessa. Hai sei giorni ancora. So che mi renderai fiera".

"Non posso, Zoe. Tendo a mettere troppo il cuore nelle cose, e questa volta non posso permettermelo". "Hai paura di innamorarti?" annuisco. È così. Mi è capitato solo una volta, con Ethan e guarda com'è finita. "Non succederà. Sai come lo so? Devi spegnere quel famoso interruttore. Lasciarti andare. Dato che ti conosco da molto tempo e so che il tuo interruttore funziona in maniera diversa dagli altri, ti consiglio di bere. Non eccessivamente ma...".

"Stasera non me la sento. Possiamo tornare in hotel?" Zoe serra le labbra, mi prende per mano accarezzandomi la guancia. Verso l'ingresso ci scontriamo con un gruppo di ragazzi alticci, che puzzano di alcool e ballano in modo frenetico tentando di strusciarsi su di noi. Zoe li allontana con una leggera spinta, e in suo soccorso arriva Mike che prende un paio di loro per il colletto delle t-shirt. "Andate da qualche altra parte a fare baldoria, o chiamo la polizia". I ragazzi evitano di rispondergli a modo, anche perché sono molto più bassi di lui. Torna con gli occhi su di me. "State bene?".

𝙏𝙝𝙚 𝙇𝙞𝙛𝙚𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙 | 𝘾𝙝𝙧𝙞𝙨 𝙀𝙫𝙖𝙣𝙨Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora