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All'ingresso due uomini, con le fattezze di un armadio, ci controllano il polso avvolto dal bracciale identificativo. Cosa che non hanno fatto ieri sera. "Buona serata" ci augurano, lasciandoci passare. Io e Zoe ci guardiamo, scettiche. Presumiamo sia troppo presto, dato che non troviamo molte persone accalcate al bar. C'è sempre Luke che serve i clienti. Il ciuffo biondo sbarazzino gli sfiora la fronte. Si è abbronzato e Zoe corre verso di lui come se fosse terribilmente assetata.

"Oh, eccole. Le mie clienti preferite". La mia amica sogghigna ed io resto seria. Suppongo che questo sia il solito atteggiamento di un barman. Deve ammaliare le clienti, invogliarle a comprare. Forse proprio per questo hanno scelto un barista niente male. "Volete il solito cocktail?". "No, che altro ci consigli?". Zoe gli fa gli occhi dolci mentre io mi guardo intorno. Ci sono diversi gruppi di amici, coppie, ragazzi della mia età che si godono qualche momento all'aria aperta, per quanto non tiri un filo di vento. Quando torno con i piedi per terra, Luke è accanto a me. "Finché la spiaggia sarà libera, potrò intrattenermi con voi". Attira a sé Zoe, posando il braccio sulla sua spalla. Prova a fare lo stesso con me ma mi divincolo. Il mio bicchiere è sul bancone, e c'è uno spicchio di lime sul bordo. È un Daiquiri. Lo sorseggio, seguendo i due verso la riva. "Allora, da dove provengono queste due bellissime ragazze?".

"Phoenix" sbotto, gelandomi il cervello per un veloce sorso al rum. "Ah, non ci sono mai stato". "Non ti perdi nulla, credimi". "Io penso il contrario" replica Zoe. "E nel caso volessi farci un salto, hai già la sistemazione". Tra di loro avverto strane vibrazioni, tanto che mi trovo a pensare che ci sia andata a letto. Luke si alza in piedi. "Beh, è il momento che io faccia il mio lavoro" mi volto verso il bar, scoprendo un gruppo di persone che aspetta di essere servito. Mi siedo accanto a Zoe sul ceppo. "Buono questo cocktail" commenta.

"È un Daiquiri" dichiaro, fingendomi un'esperta. "E tu come fai a saperlo?". "Riconosco i sapori, e qui c'è del rum bianco con succo di lime". Restiamo ad osservare l'orizzonte per diverso tempo. Vediamo alcune ragazze sfilarsi i vestiti e gettarsi in acqua. "Dovremmo farlo anche noi".

"Magari l'ultimo giorno". Tra la folla riconosciamo Daryl e John, in compagnia di due amici. Si presentano come Jason e Billy. Adesso noi donne siamo in minoranza, e mi sento a disagio. Ad un tratto echeggia un sottofondo musicale nell'aria, e prontamente Daryl mi afferra il polso attirandomi a sé. "Ti va di ballare?". "Non lo sta facendo nessuno".

"Per questo dobbiamo aprire le danze" accetto di farlo. Lo seguo in pista, lasciando che metta le mani sui miei fianchi. Sembra un ragazzo molto dolce, e affidabile. L'ultimo che mi ha trasmesso questa sicurezza mi ha cornificata. Non è tutto oro quello che luccica e Ethan ne è un classico esempio. Riconosco la canzone ma è diversa, perciò presumo sia una versione remix. Nonostante la canzone sia prevalentemente movimentata, Daryl mi cinge a sé come se stessimo ballando un lento e il suo gesto fugace mi fa scoppiare in una risata. Oltre la sua spalla noto Mike dietro al bancone del bar, e sta dando la solita mano a Luke con la preparazione dei cocktail. Sembra non essersi accorto di me, e nemmeno mi dispiace dopo l'ultima conversazione che abbiamo avuto. Non possiamo essere nulla se non due buoni amici. Daryl mi lascia andare dopo il terzo ballo, così posso tornare da Zoe. Mi pianto come un albero, giurando a me stessa di non ballare più. Sfilo i sandali e chino la schiena all'indietro, sollevando il mento al cielo. Con gli occhi chiusi, sento Zoe dire che va un attimo via per prendere qualcos'altro da bere. "Sì, prendi uno anche per me".

𝙏𝙝𝙚 𝙇𝙞𝙛𝙚𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙 | 𝘾𝙝𝙧𝙞𝙨 𝙀𝙫𝙖𝙣𝙨Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora