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Sto correndo per la casa da ormai troppo tempo. Cerco di non concentrarmi sull'ansia che sento in petto all'idea di rincontrare quegli occhi tanto belli quanto dannati e al contempo cerco di non concentrarmi sulle grida che sento da ormai troppo tempo.

Mikael e John non si trovano qui, entrambi sono usciti 1 ora fa circa per cercare alleati o almeno così dicono.

Io lo sapevo che non dovevo fidarmi di loro, sapevo che non dovevo fidarmi di John, di Mikael... di Thomas.

Perché anche lui mi ha tradita, lui mi ha usata per sette mesi, sette mesi in cui io mi sono convinta che lui non era come le persone qui dentro, che lui fosse diverso, una persona che non aveva nulla a che fare con loro, a che fare con questo mondo.

Però ora non so proprio cosa pensare.

Una fitta mi colpì in petto appena vidi le spalle della persona che mi provocava farfalle allo stomaco appena pensavo a lui, quella persona che ogni tanto spuntava nei miei sogni. Quegli occhi che hanno perseguitato i miei pensieri per mesi.

Un'altra fitta mi colpì quando vidi davanti a lui Thomas.
Mi avvicinai lentamente guardando in faccia Thomas. Il ribrezzo che sento crescermi in corpo è altissimo.

Mi affiancai a Nik però lui sembrò non notare la mia presenza perché troppo occupato a guardare Thomas.

Spostai anche io la mia attenzione su di lui, notando che lui mi stava già guardando.

-Amy vieni qua.-

In quel momento Nik notò la mia presenza, spalancò leggermente gli occhi e sorrise leggermente, però si ricompose subito.

-Cosa ci fai tu qui?- perfetto è arrabbiato con me. Bel rincontro.
-Non puoi obbligarmi ad andarmene senza di te.- dissi per poi girarmi a guardare Thomas.
-Amy vieni qui dai.-
Io mi girai verso Nik e mi avvicinai lentamente a Thomas.
Lui mi sorrise vittorioso invece Nik lo vidi sorpreso da questo mio gesto.

Appena gli arrivai davanti, gli sorrisi falsamente e, subito dopo, gli tirai un calcio dove non batte il sole, sentendomi già un po' meglio.

Mi girai e tornai da Nik, notando che mi stava guardando con uno strano luccichio negli occhi.
-Wow non me l'aspettavo da una come te.- disse sorridendo.
-Sono cambiata in questi mesi.- gli risposi sorridendo pure io. Notai nei suoi occhi una certa nostalgia e tristezza dopo questa mia frase.

-Ma che cazzo ti prende amore?- urlò Thomas distogliendomi dai miei pensieri.

Appena mi chiamò in quel modo mi girai verso Nik come se provassi vergogna per come mi avesse chiamata. Lui spostò lo sguardo da uno all'altro per qualche secondo per poi fissarlo su di me.

Io lo guardai senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi magnetici che tanto mi erano mancati, però l'udire di diversi proiettili di legno che presero in pieno il petto di Nik mi fecero distogliere dal suo sguardo.

Poi delle persone che avevo visto solo di vista gli piantarono un paletto nel cuore uccidendolo temporaneamente. Poi l'unica cosa che sentì furono le urla delle persone che avevano ucciso Nik e dei passi sempre più vicini a lui.

Io mi voltai ancora più imbestialita verso Thomas e mi avvicinai a lui.

-Che cazzo prende a me? Sei serio Thomas? Davvero credevi che non sarei venuta a sapere del tuo fantastico accordo con il mio fantastico paparino? Sei uno stronzo Thomas, sei un fottutissimo stronzo.- dissi urlando e spingendolo all'indietro però lui non si spostò di una virgola.
-Non so di cosa tu stia parlando.- sibilò.
-Ah no? Stai scherzando spero. Ormai so tutto è inutile che continui a mentirmi. L'hai già fatto per sette mesi non credi che basti?-

Lui mi prese il polso stringendolo con forza, cosa che mi procurò un dolore tremendo visto che non è ancora guarito del tutto visto che non l'ho mai trattato in modo corretto.

-Allora non sei così stupida come pensavo. Sai, in questi sette mesi sono dovuto stare con te e sinceramente non lo augurerei a nessuno perché tu sei solo una stronza viziata che vuole tutto dalla vita e non si accontenta mai di niente-
-Di che cazzo dovevo accontentarmi? Di un padre che uccide persone a cui tengo solo per usarmi perché sono un cazzo di tribrido di merda?- urlai senza pensare a cosa stavo dicendo.

Lui sbiancò.
-Amelia...-
-Si so tutto Thomas, tutto.-
-Tu non sai un cazzo.- disse stringendo ancora di più la presa sul mio polso.
Io cercai di non urlare dal dolore, non gli avrei dato anche questa soddisfazione.
Però la sua presa iniziò a farsi così forte che non iniziare ad urlare sarebbe stato impossibile.

-Thomas mi fai male.-
Lui non lasciò la presa, anzi la rafforzò ancora di più se possibile.
Per un attimo ebbi la sensazione che da un momento all'altro mi si sarebbe staccata la mano dal braccio o che sarei svenuta però la voce di Nik mi fece sperare che non succedesse.

-Lasciala subito.-
-Perché mai dovresti salvare una stronza del genere? Porta solo guai e morte, solo degli stupidi la vorrebbero accanto.-
-Ho detto di lasciarla.-

Thomas lasciò la presa dal mio polso però prima che potessi tornare da Nik mi riprese e mi bloccò con la schiena premuta contro il suo petto.
Sentii un qualcosa di freddo premere vicino al cuore e appena capii che si trattava di una pistola iniziai a sudare freddo.

Mi avrebbe salvata, Nik mi avrebbe salvata.

Vidi Nik sbiancare, per poi lasciar trasparire sul suo viso vera e propria rabbia. Non l'avevo mai visto così.

-Lasciala o giuro su Dio che la tua morte sarà così lenta e dolorosa che mi supplicherai di ucciderti.- sibilò velenoso avvicinandosi lentamente.
-Ah ah, fermo dove sei oppure la tua amata morirà.-
-Thomas non vuoi farlo.-
-Ti sbagli, è la cosa che voglio fare dalla prima volta che ti ho vista. Avevo detto a John che dovevamo ucciderti perché sei troppo pericolosa ma lui non voleva, ti vedeva come un dono di Dio per lui.-
-Thomas...-
-Ho detto di fermarti.- urlò a Nik che fece un passo avanti.

Chiusi gli occhi spaventata e cercai di rilassarmi pensando a come sarebbe andata appena uscita di qui, appena non ci sarebbe più stato John nella mia vita.

Aprii gli occhi e guardai Nik che con lo sguardo mi fece capire che dovevo prendere la pistola a Thomas e poi lui avrebbe finito il lavoro.
-Thomas ti prego abbassa la pistola.- lo supplicai perché nonostante tutto non volevo vederlo morto.
Lui non rispose perciò guardai Nik ed annuii.

Mi voltai di colpo verso Thomas e, prendendolo alla sprovvista, gli rubai la pistola dalle mani.
Gliela puntai addosso con le mani tremanti e guardai Freya in fondo alla stanza che iniziò a fargli quell'incantesimo che stava facendo ormai a tutti da un paio di ore. Feci cadere la pistola a terra come si avesse scottata.

Thomas si piegò in due urlando dal dolore perciò io ne approfittai per avvicinarmi a Nik e salutarlo finalmente.
Andai verso di lui sorridendo e appena gli arrivai davanti ero pronta ad abbracciarlo ma il rumore di uno sparo mi paralizzò sul posto.

𝔼𝕋𝔼ℝℕ𝕀𝕋𝕐Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora