Il mio respiro diventa ben presto irregolare. Nella stanza c'è un silenzio assordante, e l'unica cosa che desidero in questo momento è svegliarmi da questo incubo.
«Tesoro non saluti?» Mi interrompe mia madre dai miei pensieri.
Rimango in silenzio.
Cameron mi da una leggera gomitata, lo guardo seria.
Alza le sopracciglia come per dire "saluta."Sforzo un sorriso alzando la mano.
Guardo nella sua direzione, mi sta squadrando dalla testa ai piedi con un sorriso malizioso.
Sposto lo sguardo verso sua madre che sta venendo verso di me.«Sono così contenta di rivederti!» Dice prima di avvolgere le sue braccia intorno a me.
«Anch'io.»Mento.
«Justin non vieni a salutare Emily?» Gli suggerisce sua madre.
Justin. Preferisco morire che vederlo vicino a me.
«Scusate ma io dovrei finire di fare delle cose.» Mi invento al volo una scusa credibile per scappare da quell'inferno.«Tesoro non essere scortese hanno fatto migliaia di chilometri, per venirci a trovare.» Mi informa mia madre.
Qualcuno ha chiesto a loro di venirci a trovare? No.
Mi sono dimenticata della forte amicizia tra Jennifer (la mamma di Justin) e la mia. Si conoscono praticamente da quando erano piccole e da lì non si sono mai separate, dal punto che comprarono casa una difronte all'altra per vedersi tutti i giorni.Mi ritornano in mente tutti i bei momenti passati con Justin. Lui ed io siamo proprio come le nostri madri. Ci conosciamo praticamente dalla nascita, e da lì non ci siamo separati mai, fino a quando non siamo finiti per innamorarci l'uno dell'altro. Non stiamo più insieme da qualche mese. Il motivo? Lui da me voleva più che dei semplici baci o "cose da fidanzati" e io non mi sentivo pronta, ma lui questo sembrava non capirlo.
Nonostante tutto lo amavo fino a quando ad una festa si era ubriacato un po' troppo, e ha cercato di violentarmi.
Da quel giorno è cambiato il modo in cui lo guardavo o gli parlavo.Le emozioni che provai quella sera riaffioravano facilmente nella mia testa, e presi la decisione di lasciarlo, cosa che volevo fare già da tempo ma ero dispiaciuta per mia madre che ancora oggi non è al corrente del vero motivo della nostra rottura.
A lui questo non andava bene e se la prese molto male con me, tanto che andò a raccontare a tutta la scuola che con me aveva avuto rapporti oltre il bacio, inventandosi particolari più assurdi possibili. Lo odiavo con tutta me stessa e continuo a odiarlo oggi per il modo in cui mi ha messa in ridicolo difronte a l'intero corpo studentesco.
Non so mai quante volte si scusò con me, promettendomi che tutto ciò non sarebbe accaduto una seconda volta. Ma io non mi fido più di lui.
La scusa del trasferimento sembrava perfetta per allontanarmi da lui definitivamente ma adesso che lo rivedo a pochi passi da me mi sento quasi male.
«Mamma...»Cerco di farle capire la mia situazione abbassando il capo.
«Dai Emily, è da un po' che non ci vediamo! È giunta l'ora di aggiornarci su alcuni fatti!» Continua Jennifer facendomi l'occhiolino.
Mette il suo braccio intorno alla mia spalla, e sorride a mia madre.
Jennifer è davvero una persona fantastica, dico davvero lei c'è sempre stata per me, e credo sia l'unica che mi abbia capito quando ho rotto con suo figlio.
«Justin tu hai la patente giusto?» Chiede mia madre rivolta al mostro.
«Si perché?» Risponde estraneo.
«Bene, per recuperare il tempo perso tra te e Emily che ne dici se andate a prendere Benjamin a scuola, esce tra mezz'ora esatta.» Dice guardando l'orologio.Justin annuisce posando il suo sguardo su di me come per chiedere cosa ne pensavo.
Ovvio che no. Rivolsi lo sguardo a mia madre che sembra implorarmi per andare con lui, aveva gli occhi dolci e odio dirlo ma quando fa così non so proprio resisterle.
Faccio un gran respiro.
«Se vuoi posso venire con voi.» Cerca di salvarmi Cameron.
«No credo che noi due bastiamo.» Si intromette Justin guardandolo veramente male.«Ok.» Si arrende uscendo dalla cucina.
Credo che per la prima volta avrei voluto avere Cameron cinico a me.
Trascinando i piedi molto svogliatamente per terra prendo le chiavi della macchina e con Justin dietro saluto Jennifer e mia madre.
«Ti dico solo che non ho voglia di parlarti. E che non sono per niente contenta di vederti, anzi al pensiero che stai respirando la mia stessa aria mi viene voglia di trattenere il respiro. Quindi andiamo a prendere mio fratello e non ne parliamo più.» Detto le regole, prima di tutto.
«Come vuoi.»Dice alzando le spalle e portandosi gli occhiali scuri all'occhi.
È proprio questo atteggiamento da duro che mi fa uno strano effetto nello stomaco.Apro lo sportello e entro nell'auto.
Accende la macchina e si ferma a fissarmi.Continuo a guardare un punto a caso fuori dal finestrino aspettando di partire, combattendo la necessità di girarmi e incontrare il suo sguardo.
«Allora? Pensi di dirmi dove sia questa scuola?» Interrompe il silenzio.
Ah già. Mi sono dimenticata che non è mai venuto a Miami.
Gli do le giuste indicazioni, mancano soli due semafori e saremo arrivati a destinazione.
«Allora? Come vanno le cose qui?» Chiede picchiettando le dita sul volante, posso dire che è nervoso.
Lo guardo per poco, poi ricomincio a guardare fuori dal finestrino. Non gli avrei dato nessun tipo di informazione.
«Ti ho fatto una domanda. Sai che odio quando qualcuno non mi presta attenzione, quindi rispondimi per favore.»
Eccola. Quella voce intimidatoria che io odio profondamente. Mi fa paura solo il pensiero di come mi stia guardando in questo momento.«Bene.»Mi limito a dire.
«Ti sei fidanzata?»Continua con quello che sembrava un'interrogatorio.
«Non sono cose che ti riguardino.» Dico seria.
«Si che lo sono. E lo sai perfettamente anche tu dal momento che mi appartieni.» Paura. Paura di lui. Le sue parole sono così fredde e dure. Non c'è molta differenza tra una coltellata nella schiena e quelle parole perché la sensazione per me è quella.Ingoio il nodo che si è formato nella mia gola. Sentivo le lacrime bruciarmi negli occhi, inizio a vedere sfocato a causa delle lacrime salate che non vedono l'ora di scendere, e di dimostrare quanto debole io sia.
Sbatto più volte le palpebre per cercare di non fargli notare il mio stato.«Non sono mai stata tua, non sono tua e non lo sarò mai! Ricordatelo!» Finalmente mi decido a parlare.
Lo guardo e vedo che sta serrando la mascella e le sue nocche diventano sempre più bianche da quanto stinge il volante.
«Va tutto dritto.»Lo Guido con voce calma.
«No.»Dice un attimo prima di svoltare a destra.
Che significa?
«Che stai facendo?" Gli urlo in preda al panico.
«Quello che voglio.»Continua aumentando la velocità.
«Ti prego torna indietro, non conosco ancora queste strade, ti prego Justin!» Lo prego.
La paura si prede gioco di me un'altra volta, facendomi piangere.«Fermati o giuro che apro lo sportello e mi butto.» Lo sfido. Non lo avrei mai fatto ma spero che si fermi anche perché non riconosco più la strada.
Allunga il braccio pigiando sul pulsante dove chiudeva tutti gli sportelli. Cazzo.
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Spero che vi piaccia mi scuso se ci sono qualche errorini ma l'ho scritto di fretta❤️. Grazie per ogni voto che lasciato e ogni commento grazie tante❤️.
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GRAZIE❤️
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If you stay with me.
DragosteEmily Hill la ragazza insicura di se stessa, conoscerà persone che la cambieranno totalmente. La sua vita cambierà subito dopo il trasferimento. Lui è pronto e lei?