~Capitolo 14~

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Rimango tra le sue braccia ancora un po' continuando a singhiozzare.
«Vuoi dirmi cos'è successo? Mi stai facendo preoccupare.» Sussurra baciando la mia testa.
Mi stacco da lui notando il mio mascara sulla sua maglia bianca.

«Mi dispiace» Dico indicandogli la maglia sporca.
Abbassa lo sguardo. «Oh. Non preoccuparti non fa niente, adesso dimmi che cosa è successo.» istruisce.

«N-niente... Per favore dimenticati di questa notte, non chiedermi niente, adesso che ti ho trovato ti prego portami più lontano possibile da qui.» Lo prego riprendendo a piangere.
«Ok. Ok però non piangere più adesso.»
Annuisco silenziosa.

Rientriamo nella casa per prendere questo maledetto zaino per poi andarcene.

Sento il mio stomaco rivoltarsi, se Cameron non accelera rischio di vomitarli nella macchina.

«Sicura di star bene?» mi chiede per la centesima volta.
«Starò meglio quando saremo a casa.» dico massaggiandomi la pancia.

Appena vedo l'auto entrare nel vialetto di casa lascio un sospiro di sollievo.

Sbatto più volte le palpebre per capire se è la realtà oppure no. La testa mi sta scoppiando e non sto capendo più niente, voglio solo mettermi sotto le coperte e non svegliarmi più.

Cameron mi raggiunge aprendomi la portiera, quasi gli finisco adesso ma riacquisto subito l'equilibrio.

Incomincio a ridere per la mia coffaggine guadagnandomi un'occhaitaccia dal ragazzo di fianco a me.

«Adesso sta zitta altrimenti sveglieremo tutti.» Sussurra aprendo la porta.

Annuisco trattenendo una risatina.

«Ti porto in camera ok?» Chiede salendo le scale.
«Ok.» Rispondo.

Apre la porta facendomi entrare.
«Ce la fai a metterti il pigiama da sola o no?» Dice facendomi sedere sul mio letto.

«Emily.» mi richiama.
«Cosa?»
«Ti devo dare una mano per cambiarti?»

Mi alzo e avanzo verso di lui, mi avvicino sempre di più e porto le braccia dietro in suo collo, mentre lui continua a guardarmi storto.

«Penso di farcela da sola grazie.» Dico lasciandoli la stampa del lucidalabbra sulla guancia destra.

«Ok, buonanotte.» dice un attimo prima di andarsene.

Non vedo assolutamente niente e per poco non finisco a terra. Mi avvicino alla parete in cerca dell'interruttore per accendere la luce.

Dopo averla accesa mi tolgo i vestiti e indosso dei semplice shorts corti e una canottiera, ho veramente caldo.

Mi butto pesantemente a pancia in giù sul materasso chiudendo gli occhi quando sento uno strano rumore provenire dal mio stomaco. Oh no.

Mi alzo di scatto dal letto e la prima cosa che faccio è correre da Cameron.
Senza bussare mi fiondo nella sua stanza.
«Cameron sei sveglio?» lo chiamo più veloce possibile.
Sento l'alcol in gola e ho bisogno di qualcuno che mi aiuti.

Fortunatamente è sveglio. Si tira su con la schiena e accende la piccola luce sul comodino di fianco a lui.

«Che c'è?» dice strusciandosi i palmi delle mani contro il viso.

«Credo che sto per vomitare.» dico

Si alza e viene verso me.

«Dai veloce.» dice spingendomi verso la porta del bagno.

Entro e un attimo dopo ho già rilasciato una quantità di alcol che non pensavo avessi ingerito.

Cameron è dietro di me tenendo i capelli lontani da questo schifo.

If you stay with me.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora