Il giorno dopo, mi svegliai con Ivan che era ancora accanto a me che dormiva.
Mi alzai, misi la mia solita tuta, e andai in cucina a preparare la colazione.
Mamma:Buongiorno tesoro!
Io:Buongiorno mamma!
Mamma:Siete rientrati tardi ieri
Io:Abbastanza
Mamma:Dove siete stati?
Io:Mamma, non puoi capire. Ivan mi ha portata a quel ristorante vicino al mare ricordi?
Mamma:Sei seria?
Io:Ti giuro mamma. Era fantastico. Sembrava un film.
Mamma:E poi? Com'è andata a finire la serata?*prendendo il giubbino*
Io:Eh dai mamma*guardandola*
Mamma:Ho capito, ho capito. Volevo solo avere la conferma*mettendosi il giubbino*
Io:Conferma?*andando vicino al frigo*
Mamma:Ho avuto la tua stessa età anche io!
Io:E?
Mamma:E quindi Gioia, era palese che la serata finiva a letto
Guardai mamma, e non ero nemmeno imbarazzata. Mamma, è come una sorella. È molto giovane rispetto a tutte le altre mamme, quindi riusciamo a comunicare come due sorelle, due migliori amiche.
Mamma stava per uscire di casa per andare a lavoro, quando si girò
Mamma:Se sei felice, e questo si vede, non pensarci neanche due volte a quello che vuoi fare*sorridendomi*
Sorrisi e ci abbracciammo
Mamma:Vedi che, papà ha preso un giorno di festa dal lavoro per venire a scuola con te.
Io:Va bene, vado verso le 09:00
Mamma annuii e poi uscì di casa.
Io preparai la colazione e poi, andai in camera mia.
Ivan era ancora a letto che dormiva, decisi quindi di svegliarlo a modo mio. Posai la colazione sulla mia scrivania, e andai vicino a lui sul letto ad accarezzargli i capelli.
Ivan iniziò a muoversi
Io:Buongiorno!*accarezzandogli i capelli e dandogli tanti baci*
Ivan:Buongiorno!*sorridendomi e baciandomi*
Io:Come hai dormito?
Ivan:Benissimo che domande*ridendo*
Risi
Io:Ti ho portato la colazione
Ivan:Mhhh vieni qui
Ivan mi prese, mi buttò su di lui e ci abbracciammo.
Ivan:E come stai tu?*toccando la mia pancia*
Io:Stamattina, fa un po' di capricci. Un po' di nausea
Ivan:Male, male. Inizia a fare il monello, o la monella*guardandomi*
Io:Non ho neanche fatto colazione pensa te
Ivan:No dai, aspetta.
Ivan si alzò, prese la colazione dalla scrivania e la portò sul letto. Mi fece sedere in mezzo alle sue gambe.
Ivan:Dai, mangia un po' di questo*prendendo un biscotto*
Provai a mangiarlo. Lo facevo solo per mio figlio perché, non riuscivo a mandare giù niente. Le nausee erano forti questa mattina. Le altre mattine, erano più sopportabili.
Ivan:Bravissima*dandomi dei baci sulla guancia*
Sorrisi e dopo aver fatto colazione anche Ivan si andò a vestire.
Ivan:A che ora dobbiamo andare a scuola?
Io:Alle 09:00. Ti giuro non vedo l'ora di poter stare a casa, rilassarmi e godermelo*toccandomi la pancia*
Ivan:A chi lo dici. Io vorrei già vederlo*guardandomi*
Io:Anche io. Spero che sia uguale a me
Ivan:Lo sarà. Deve esserlo.
Io:Spero di non farlo star male, di non farlo soffrire.
Ivan:Perché dovresti?
Io:Ho paura
Ivan mi prese e mi fece sedere sulle sue gambe.
Ivan:Sono paure normalissime*accarezzandomi i capelli* però ci sono io con te ad affrontarle*sorridendomi*
Sorrisi
Io:Non mi lascerai sola vero?
Ivan:No.
Sorrisi ancora
Papà:Ragazzi, sono le 09:00 andiamo a scuola?
Io:Si, veniamo.
Papà, io ed Ivan ci dirigemmo verso scuola.
Appena arrivammo, incontrammo il bidello Enzo.
Bidello:Gioia! Che bello rivederti!
Io:Grazie Enzo!
Bidello:Che ci fai qui?
Io:Sono venuta a parlare con il preside. Mi ritiro Enzo
Bidello:Fai bene, almeno ti godi tuo figlio. È la cosa più bella! Poi te ne vai via da dentro a questa gabbia di matti. Ed è meglio anche per te.
So a cosa si riferiva Enzo.
Bidello:Vieni, vi accompagno dal preside.
Durante il tragitto, io ed Ivan avevamo le mani incrociate.
Avvisai anche Martina che ero arrivata a scuola, infatti ci raggiunse poco dopo.
E cosa poteva succedere se non incrociare Edoardo per i corridoi...
Appena lo vidi, strinsi fortissimo la mano di Ivan.
Ivan:Tranquilla.*accarezzandomi la mano*
Mi feci molto più vicino ad Ivan.
Marty:Sta tranquilla. Ora c'è lui, non può farti del male
Io:Ho una paura immensa. Ogni volta che lo incrocio
Marty:È normale. Proprio per questo sei qui, per metter fine a questa cosa
Edoardo:Gioia!
Edoardo stava avanzando verso di me.
Io mi strinsi molto ad Ivan.
Papà:Cosa vuoi Edoardo.
Edoardo:Ho bisogno di parlare con lei
Papà:Edoardo, vattene. Penso che hai già fatto abbastanza.
Edoardo:Leo, avevamo un bellissimo rapporto. Perché adesso, non stai dalla mia parte.
Papà:Ma ti senti? Innanzitutto non chiamarmi Leo. E poi, Edoardo mi sei sceso in basso. Credevo che mia figlia potesse stare davvero bene nelle tue mani, ma non è stato affatto così. Anzi, l'hai solo fatta del male. Potevi prenderti tutto il tempo che volevi, ma mai facendo un gesto simile. E soprattutto guarda come hai ridotto questo povero ragazzo. Gli hai spaccato un labbro, sei violento. E noi persone così non le vogliamo nella nostra casa. I miei figli sono cresciuti con dei valori, e voglio che le persone accanto a loro abbiano dei valori. Tu non ne hai.
Edoardo rimase zitto a fissare papà. Papà ed Edoardo avevano davvero un bellissimo rapporto. Ma papà non sopporta quando trattano me e mio fratello in questo modo. Soprattutto me.
Papà:Poi un'altra cosa Edoardo, sappi che hai preso la strada sbagliata. Un giorno te ne pentirai di non aver fatto parte della vita di tuo figlio, o di tua figlia. Ma quel giorno, quando ti guarderai indietro e vorrai ritornare sui tuoi passi, sulla tua strada, sappi che non ci potrai ritornare. E quando vedrai tuo figlio o tua figlia crescere con un'altra persona che non sei tu, e sarà felice, te ne pentirai ancora di più di non esser stato presente per colei che era la tua ragazza e per tuo figlio. Devi crescere. E devi imparare anche che con la violenza non si arriva a nulla. E a dirla tutta, sono contentissimo, che tu abbia scelto di andartene dalla nostra vita. Soprattutto da quella di Gioia. Merita molto meglio. E sicuramente il meglio non sei tu. Ma non posso biasimarti, d'altronde crescere con dei genitori che non ti insegnano neanche dei valori e dei principi, come potevi crescere tuo figlio con dei sani principi e valori.
Edoardo:So di aver sbagliato, e me ne pento. Perché sto capendo davvero questo valore.
Io:Edoardo...
Continuo
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16 Anni E Incinta *Parte 2*
RomanceVi ricordate della famiglia Di Martino? Valentina e Leonardo sono tornati per raccontarci ancora di loro e della loro famiglia. Con la piccola, ma ormai grande Gioia e il fratello minore Gabriele. Gioia ha scelto di prendere la stessa strada dei su...
