Capitolo 33

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Passarono due settimane, e finalmente era la mattina della vigilia di Natale. La famiglia Di Martino alle 08:00 di mattina era già operativa. Ivan era al lavoro, e all'ora di pranzo tornava a casa.
Mamma:Ragazzi, guardate il forno!*in modo agitato*
Papà:Amore, stai calma. È solo la vigilia di Natale.
Mamma:Scusami amore, è che vorrei fosse tutto perfetto.
Papà:Tu rendi sempre tutto perfetto! Tranquilla*baciandola sulla fronte*
Sorrisi a quell'immagine e poi continuai ad aiutare i miei.
Gabry:Questo regalo di chi è?*alzandolo*
Io:È di Ivan!
Gabry:Cosa gli hai fatto?
Io:Ehhh. È una mega sorpresa per tutti. Non solo per lui!
Gabry:No dai voglio sapere. Posso avere un piccolo spoiler?
Io:No*ridendo*
Gabry:Uffaaa*sbuffando*
Gabry mise il regalo sotto l'albero.
Mamma:Ah ragazzi, stasera il cenone della vigilia è spostato a casa nostra. Gli zii hanno preferito non farti muovere da casa*guardando me*
Io:Li ringrazierò.
Papà:Amore, come ci vestiamo stasera?
La famiglia Di Martino, aveva una bellissima tradizione. Simpaticissima. Ovvero, che ogni vigilia di Natale e giorno di Natale, tutti i componenti della nostra famiglia sceglievano dei vestiti a tema Natalizio. Lo scorso anno eravamo vestiti tutti di rosso con delle renne. Quest'anno sono molto curiosa.
Mamma:Giusto, mi ero dimenticata di dirvi che lo zio Lorenzo ha comprato delle felpe bianche con dei pupazzi di neve. Quindi mi raccomando pantaloni bianchi!
Papà:Praticamente ragazzi stasera se vi sporcate sono cazzi!
Mamma picchiò papà a mo' di scherzo
Papà:Tutti bianchi! Tutti bianchi!*andando nella stanza e gesticolando in modo buffo*
Risi
Io:Mamma questo dove va?*mostrando il suo intimo bianco, particolare*
Mamma:Gioia!*correndo da me*
Iniziai a ridere
Mamma:Inutile che ridi*prendendomelo da mano*
Io:Magari metterlo apposto prima che i tuoi figli lo vedano?*ridendo*
Gabry rise
Mamma:Tu*guardando Gioia* so benissimo che a Natale ne metterai uno uguale o ancora più particolare. E tu*guardando Gabry* non mi dire che la tua ragazza non li mette!
Io:Hai ragione. Ne metterò ancora uno più particolare!
Gabry:E la mia tipa li mette!
Mamma:Ecco. A papà piacciono!
Io:Mamma ti prego non andare nei particolari*coprendomi gli occhi con la mano*
Mamma:Non era affatto mia intenzione tranquilli*ridendo*
Continuai a ridere
Ore 12:00
Ivan era tornato dal lavoro.
Ivan:Ciao piccola*baciandomi*
Io:Ciao amore*baciandolo*
Ivan:Cosa?
Io:Cosa?
Ivan:Cosa hai detto?
Io:Ciao?
Ivan:Dopo
Io:Amore
Ad Ivan gli si illuminarono gli occhi e mi sorrise
Ivan:È la prima volta che me lo dici
Io:Sei contento?
Ivan:Ovvio*baciandomi* senti, devo dirti una cosa
Io:Una cosa grave?
Ivan:No, no macché.
Io:Cosa?
Ivan:Allora, preparati.
Io:In che senso?
Ivan:Tu preparati.
Io:Ma cosa dici, devo aiutare i miei per stasera
Ivan:I tuoi sanno già tutto. Quindi ascoltami, e preparati*dandomi un bacio sulla fronte*
Lo guardai senza capire cosa stava succedendo, cosa sapevano i miei che io non sapevo, e cosa doveva succedere. Ma seguii quello che mi aveva detto Ivan.
Andai in bagno e presi una maglietta rossa attillata, aperta un po' sul petto a forma di cuore, e un pantalone nero attillato.
Io:Così vado bene per dove dobbiamo andare?*guardandomi allo specchio*
Ivan:Sei sempre bellissima piccola*abbracciandomi da dietro e mettendo le mani sulla mia pancia* inizia a vedersi molto di più la pancia!
Io:È vero*sorridendolo*
In effetti, la pancia si vedeva molto di più. Cresceva giorno dopo giorno, ed era così emozionante! Sorridevo mentre pensavo a tutto ciò
Ivan:A che pensi? Stai sorridendo!
Io:Al mio cambiamento fisico. La pancia cresce sempre di più. E non posso ancora crederci che qui dentro, ci sia un'altra vita.
Ivan sorrise
Ivan:Tra qualche mesetto, chissà dove arriverà la tua pancia*ridendo*
Io:Sicuramente possiamo dire che si vede*ridendo*
Ivan:Vieni qui*sedendosi sul letto e facendomi sedere sulle sue gambe*
Lo guardai
Ivan:Ascoltami, io spero di farti una bellissima sorpresa adesso. Spero che apprezzerai quello che sto facendo. Sei molto importante per me. E per questo motivo ho scelto di fare una cosa altrettanto importante. Spero solo che ti faccia piacere e che il tutto non ti metta agitazione.
Io:Sono bellissime parole, e da quanto ho capito mi stai portando da qualche parte che per te è importante.
Ivan:Molto importante. È per questo, che ti porto. Spero solo che sarai felice.
Io:Io sono felice. Adesso si*baciandolo*
Ivan:Lo sei davvero?
Io:Si.*baciandolo*
Mi misi a cavalcioni sulle sue gambe
Io:Sono felice. Grazie a te*baciandolo*
Ivan mi baciò.
Ivan:Senti...
Io:Dimmi
Ivan:Non ti resisto.
Ivan iniziò a togliere la mia maglia, ed io feci con la sua. Lui continuava a baciarmi senza smettere, senza sosta. Iniziò a baciarmi il collo, fino a scendere giù. Mi poggiò delicatamente sul letto.
Io:Facciamo tardi...*affannata*
Ivan:Ma ne vale la pena*affannato e baciandomi il collo*
Ivan mi tolse tutto e così anche io con lui. E iniziammo a farlo.
Quando finimmo, eravamo completamente sfiniti.
Ivan:Wow..*mettendosi una mano tra i capelli* vieni qui*abbracciandomi*
Lo sorrisi e lo abbracciai
Ivan:Sei bellissima*baciandomi*
Sorrisi ancora
Guardammo l'ora e notammo che erano le 13:00
Io:Cazzo. Sono le 13:00!
Io e Ivan ci alzammo di scatto dal letto e ci rivestimmo. Ivan mi aveva detto che il tutto si svolgeva alla 13:30 quindi potevo stare tranquilla. Ma il mio essere in ansia per quello che aveva organizzato, diceva di no. Di non stare tranquilla. Quindi andai in bagno, mi rifeci il trucco e mi vestii di nuovo.
Io:Pronta! Possiamo andare!
Scendemmo in salotto.
Io:Mamma, papà noi andiamo!
Papà:Va bene! State attenti!*urlando dalla stanza*
Mamma:E stai tranquilla!*urlando dalla cucina*
Uscimmo, e ci catapultammo in macchina.
Ivan:Sei pronta?
Io:Si!
Ivan guidò. Trovammo un po' di traffico, però quel traffico piaceva. Perché sapeva di festività. Tutti si spostavano, nelle macchine tutti avevano regali, tutti erano vestiti a tema natalizio, c'erano tantissime luci in giro, bambini che ridevano, genitori che cantavano nelle macchine, o quelli che portavano mano nella mano i propri bambini. Ed io davanti a quelle scene, non facevo altro che sorridere
Ivan:Cosa c'è piccola?*mettendomi una mano sulla gamba*
Io:Pensavo
Ivan:A cosa?
Presi la mano di Ivan e incrociai le nostre dita
Io:Immagino a quando passeremo il natale insieme a questo piccoletto o questa piccoletta. Quando sarà abbastanza grande da capire cosa significa la festa del Natale. Quando ci sorriderà, quando canteremo anche noi con lui o con lei. Quando dovremmo comprare i regali. Una vita in tre...
Ivan:Non vedo l'ora di poterlo fare davvero. Lui o lei, è davvero un miracolo, per te, per noi.
Io:Già.
Ivan riprese la guida, e tra una canzone e l'altra, tra risate e pensieri, ecco che arrivammo a destinazione.
Ivan:Eccoci arrivati*mettendo il freno a mano e togliendosi la cintura*
Io:Dove siamo?*togliendomi la cintura e guardandolo*
Ivan scese dalla macchina, e aprì il mio sportello.
Io:Ivan dove siamo?
Ivan:Aspetta e vedrai.
Poco dopo si aprì una porta d'ingresso.

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16 Anni E Incinta *Parte 2* Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora