Sigga era seduta sul ponte numero tre di quelli a nord della città, faceva dondolare le gambe a picco verso il canale stagnante. Benché il Pynn in mezzo al bosco fosse ricco di acqua fresca e potabile, dentro le mura della capitale diventava torbido e maleodorante.
Everard si affacciò a osservare la corrente che passava lenta, proprio accanto a sua sorella. Il pensiero di essersi tuffato in quel brodo orribile appena qualche mese prima lo costrinse a sibilare un verso di disgusto.
Gli schizzi dovuti al vento sferzante arrivavano sino al ponte, il legno era umido e puzzolente di muffa. Guardavano sopravento, perché i lunghi ricci di Sigga non le finissero davanti al volto.
«Ti ho cercata dappertutto» sospirò, e fu allora che catturò la sua attenzione. «Sai, se non ti va di partire non devi per forza.»
La ragazza non sollevò lo sguardo, tenne gli occhi fissi sul canale.
Sbuffò una risata. «Sì, ti piacerebbe.»
Everard non rispose. Certo che gli sarebbe piaciuto vederla restare. Aveva bisogno di lei più di quanto lei avesse bisogno di lui già da un pezzo.
Non gliel’avrebbe mai detto. Non le avrebbe mai detto di volerla accanto, e neanche le avrebbe mai ricordato di essere appena tornato da un viaggio che l’aveva quasi ammazzato e aveva paura che separarsi da lei così a lungo avrebbe significato non vederla mai più.
Non glielo avrebbe detto perché, se l’avesse fatto, lei sarebbe rimasta. E non sarebbe stato giusto.
L’idea di partire con Clarice e Amrit sino a Boireann e prendere la via del mare per poi vedere e toccare con mano l’impero di Armiral era una prospettiva tanto meravigliosa per un animo avventuriero come il suo che non sarebbe mai riuscito a chiederle di restare.
Everard si sedette al suo fianco e le passò un braccio intorno alle spalle, poi inclinò la testa da un lato e le baciò una tempia in un gesto d’affetto. «Dovrai portarmi un regalo, sai. E farai bene a impegnarti, perché sono molto viziato adesso.»
La sentì sorridere. «Ah sì? E che regalo vorresti?»
«Non lo so, non so cosa vendono ad Armiral. Qualcosa di bellissimo.»
«Va bene. Aspetterò l’ultimo giorno per essere sicura di scegliere la cosa più bella e te la comprerò.»
«E comportati bene, sai? Non vorrai farmi fare brutta figura...»
«Perché dovresti fare tu brutta figura se io mi comporto male?»
Il ragazzo si strinse nelle spalle. «Beh, dopotutto ti ho educata io. Penseranno che sei stata cresciuta dalle bestie, e io non sono una bestia. Anzi, sono molto garbato.»
«Anche io sono molto garbata!» protestò lei. «E comunque ci sarà Clarice a controllarmi.»
Everard scoppiò a ridere. «Ah, beh, c’è Clarice! Questo sì che mi fa stare tranquillo...»
Lei gli assestò una spallata. «Vedi che sei un cafone?! Cosa stai insinuando?»
«Chi, io? Niente. Ho appena detto che la presenza di Clarice mi fa stare tranquillo!»
Sigga gonfiò il petto, oltraggiata. «È una brava ragazza, e tu lo sai!»
«Non la migliore maestra di etichetta, però. Ed è una calamita per i guai.»
«Tutti noi lo siamo, mi pare» replicò, si appoggiò al suo fianco e lui la strinse più forte. «Ma staremo bene. Tu starai bene, vero?»
«Come sempre» le rispose, il che in effetti non era un affatto la stessa cosa. «E tu starai benissimo.»
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Amma della Mente
FantasiREVISIONE IN CORSO | leggere solo i capitoli con la spunta [nuovo] o [revisionato] ATTENZIONE: sequel di "Tanvar delle Fiamme", che trovate su questo profilo. Jasper è stato sconfitto e Richard si è insediato sul trono. Nonostante la buona notizia...
