Non appena sorsero le prime luci dell'alba, Taehyung sentì la sua sveglia suonare e si stiracchiò nel letto, un forte mal di testa lo pervase a causa della brusca nottata insonne durante la quale aveva sofferto fortemente il freddo, non più abituato a dormire in un letto matrimoniale da solo. Prese il cellulare, gli occhi socchiusi e i capelli scompigliati furono la prima cosa che Jeongguk vide prima di ritornare a casa per pranzo, e un grande sorriso percorse il suo volto senza mai interrompersi mentre ammirava il corvino appena sveglio.
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"Buongiorno Ggukie" pronunciò Taehyung il quale riportò le coperte fino al naso, l'intero torace scoperto venne ricoperto nuovamente e a Jeongguk ritornò improvvisamente la voglia di viaggiare. "Buongiorno fiorellino, cosa ci fai mezzo nudo a Parigi alle sei del mattino?" Jeongguk pronunciò sghignazzando mentre controllava l'orologio impostato secondo l'orario del suo ragazzo, accomodandosi nella macchina aziendale nella quale l'autista lo stava aspettando. "Non ridere che ti spacco la faccia." Taehyung sorrise inconsciamente e si girò nel letto, poggiando il cellulare all'altro cuscino. "Mi è sempre piaciuta questa tua prepotenza al mattino. Devo dire che ha un certo fascino essere mandato a fare in culo appena apri gli occhi." Jeongguk portò i capelli all'indietro e lo guardò intensamente mentre pronunciava queste parole, una camicia bianca delineava ogni sagoma del suo torace, la luce del sole brillava e i suoi capelli si muovevano ad ogni lieve folata di vento. "Dove sei diretto così elegante? Potrei voler venire anche io." pronunciò Taehyung che riprese il cellulare e si alzò, pronto per andare nella cucina della suite in cui lo aspettava già Jihoon, intento a cucinare qualcosa senza far bruciare tutto.
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"Buongiorno Hoonie" disse il corvino con un accenno di sorriso, accomodandosi allo sgabello e in attesa di una risposta da parte del suo ragazzo. "Numero uno, perché ti fai vedere mezzo nudo da un tuo dipendente con il quale stai dividendo la suite? Numero due, perché dividete una suite? Numero tre, sto andando ad incontrare un'amica di vecchia data per pranzo dopo il lavoro." Taehyung non poté che ridere a crepapelle all'inizio, quando poi sentì dell'impegno di Jeongguk e allora si raddrizzò sulla sedia, osservando in maniera interrogativa l'altro. "Una tua ex?" migliaia di ipotetiche scene balzarono nella mente del corvino, il quale cercava di contenersi e di non focalizzarsi troppo sul tutto, sapendo quando Jeongguk tenesse a lui. "Sì, una con la quale sono stato qualche volta prima di conoscere te. Ha detto di dover parlare assolutamente con me e quindi le ho chiesto di vederci per pranzo ad un ristorante qui vicino." il maggiore analizzò lo sguardo del fidanzato che dall'altro canto era più che perplesso, ma decise comunque di appoggiarlo data la sua onestà e allora accennò un "Capito, non preoccuparti. Fammi sapere come va." "Sono arrivato, tesoro. Ci sentiamo dopo. Ti mando un bacio che spero di poterti dare al più presto su quelle labbra stupende che hai." Jeongguk gli sorrise e Taehyung non potè non arrossire ad un uomo che lo faceva sempre sentire come se fosse libero in cielo e lo riportava sulla terra con il suo amore.
"Colazione pronta!" urlacchiò felice Jihoon mentre poneva il piatto di rameyon, vari contorni e pancetta di maiale accanto. "Buon appetito" sorrise Taehyung e mangiò di gran fretta per la fame, gustando il buonissimo cibo che l'altro gli aveva preparato appositamente. E fu proprio due ore dopo che i due si ritrovarono camminare per strada, una macchina che li attendeva per portarli in azienda dove lo shooting si sarebbe svolto e i modelli avrebbero provato gli abiti per la sfilata della prossima settimana. Non appena i due giovani arrivarono, il gran silenzio dello studio fotografico fu interrotto da un "Yah! Kim Namjoon, riprendi bene il mio volto stupendo e non ammirare soltanto la mia figura celestiale con la quale potresti fare dei bellissimi santini." E fu proprio quella voce che sembrava estremamente familiare a portare Taehyung in quella stanza, incerto se quella voce fosse della persona che non vedeva da cinque mesi alla quale voleva bene come un fratello maggiore. "Amore mio!" Kim Seokjin, vestito con un completo interamente magenta che avvolgeva in maniera perfetta il suo corpo corse e si buttò addosso a Taehyung, i quali si abbracciarono come se fossero stati separati da dieci anni. "Allora sei tu il modello con cui devo collaborare! Ah, che emozione, il mio bimbo più grande è arrivato." Seokjin strinse il volto di Taehyung fra le mani e poi lo riabbracciò, quando all'improvviso sentirono lo sguardo del fotografo e dei suoi assistenti, compreso quello di Taehyung, analizzarli mentre il maggiore sferrava baci a raffica sulle sue guance stritolate. "Tesoro, devi dirmi qualcosa?" un uomo con dei lunghi pantaloni beige, una t-shirt bianca e degli occhiali sottili si avvicinò ai due, pronunciando quelle parole con una voce così profonda che avrebbe sicuramente attratto l'attenzione di qualsiasi persona, portando la macchina fotografica con una sola mano. "Oh tesoro, lui è il mio bambino, il Taehyung di cui ti ho parlato tanto che adesso so essersi fidanzato. Ma Jiminie? Dove lo hai lasciato?" il corvino osservò di nuovo il suo pupillo, sorridendo al "In Corea con suo marito." "Ah, lui è Kim Namjoon, mio fotografo personale e ragazzo da un anno. Sapevo che non poteva ancora spostarsi dalla Francia e quindi l'ho raggiunto, così adesso lavoriamo insieme per vari sponsor." il maggiore promulgò, e i due appena conosciuti si strinsero la mano con gioia, dandosi una pacca sulla spalla a vicenda. Dopo aver introdotto anche il suo assistente, Taehyung venne richiamato a svolgere l'incarico per il quale era stato portato a Parigi e così passò l'intera giornata.
Ritornato nella sua suite stanco morto, un messaggio di Jeongguk apparve sul suo schermo, il quale non prometteva proprio il massimo della tranquillità . "Dobbiamo parlare urgentemente, sto venendo lì... Inviato oggi pomeriggio." Questo lesse Taehyung a bassa voce e subito provò a videochiamare l'altro che ovviamente non poteva rispondergli in aereo, e così si pose sul divano in attesa, scrivendo semplicemente un "Ok, ti aspetto."