Le prime luci dell'alba iniziarono ad illuminare l'appartamento ormai sottosopra di Taehyung mentre i due giovani dormivano nel letto dello stesso proprietario, ancora abbracciati uno all'altro, con la testa del medesimo ancora nell'incavo del collo di Jeongguk, che respirava calmo e dormiva con una serenità con il quale non aveva mai riposato. Il telefono del castano iniziò a suonare alle sei del mattino e Taehyung scosse Jeongguk, il quale sembrava non lo avesse sentito, mentre invece l'aveva udito sin troppo bene.
«Non voglio alzarmi.» Jeongguk si accoccolò ancor di più al suo ragazzo, senza neanche aprire gli occhi, e il suo volto addormento si ritrovò dinanzi a quello di Taehyung, che iniziò a sorridere per poi accarezzargli i capelli con le dita, sentendo questi quasi come fili di seta dall'eclatante morbidezza. Ma quando il telefono di Jeongguk suonò per la quinta volta, le orecchie di entrambi furono stanche di quella suoneria così forte, e allora il castano, infuriato al punto più estremo come pochi, si alzò dal letto ed aggiustò velocemente i suoi boxer, urlando un: «Se é quel cazzo di cavallo di mio fratello che mi sta chiamando da mezz'ora, giuro che non lo farò nitrire per il resto della sua vita di merda!»
E Taehyung sorrise, alzandosi dal letto, ancora un po' stanco, e, dopo essersi coperto con una vestaglia bordeaux e dei boxer bianchi, andò "di corsa" verso il salotto, dove c'era il castano che rispondeva al cellulare con non proprio molta gioia in volto, bensì con un'espressione più che furiosa.
«Hyung, che cazzo vuoi alle sette del mattino? Soltanto perché sei in America non significa che puoi rompere i coglioni a chiunque.» Jeongguk iniziò a sbottare al cellulare e Taehyung lo abbracciò da dietro, in modo da farlo calmare, dato anche l'orario abbastanza inopportuno per farsi sentire urlare dei vicini, sebbene ormai questi fossero più che abituati dopo le urla della serata passata insieme.
«Io non ci vengo proprio oggi in azienda, non hai capito nulla. Nel pomeriggio devo lavorare allo studio, e voglio la mattinata libera.» Jeongguk abbassò il tono della voce e posto un Taehyung dinanzi con il volto ancora un po' insonnolito che si strofinava gli occhi e aveva un po' male ovunque, sorrise e scoccò un piccolo bacio sulla sua fronte, ancora in chiamata, che venne udito subito dal fratellastro, il quale iniziò a sclerare subito e a fare domande che ottennero subito risposta in brevi termini.
«Sì, ho dato un bacio al mio ragazzo, in questo momento sono con lui. Ciao.» Sentite le urla di Hoseok da Taehyung che non stava udendo la voce squillante dell'altro, ovviamente, sorrise e s'imbarazzò allo stesso momento, non sapendo cosa fare.
«Cosa c'è, splendore?» Jeongguk sorrise e pose entrambe le braccia ancorate alla vita dell'altro, intanto che il corvino non sapeva dove poggiare le mani su quella statua mezza nudo che ostentava la propria bellezza.
«Vatti a vestire, svergognato» Con le guance totalmente cremisi e il volto in fiamme, neanche in preda alla febbre, Taehyung si staccò dall'altro e proseguì verso la cucina, sentendo da una breve distanza un: «Non mi hai detto questo quando abbiamo fatto l'amore, carissimo.» Dinanzi all'umorismo di Taehyung, Jeongguk si perdeva totalmente, intanto che Taehyung stesso rispondeva con un: «E tu di certo non mi hai chiamato 'carissimo' mentre mi toglievi i boxer.»
E Taehyung allora iniziò a prendere gli utensili per poter cucinare qualcosa, per poi girarsi, e, con un'espressione di felicità ma anche di divertimento plateale in volto, disse: «Cosa vuole mangiare, signore? La casa oggi le offrirà ciò che desidera.»
E il castano allora, sedutosi su di uno sgabello, continuò il gioco del suo ragazzo con un: «Le sue labbra sono comprese nel menù, signore?»
«Sta flirtando con me? Guardi che per me lei é soltanto un cliente.» Taehyung sorrise nuovamente e si girò, iniziando a preparare del caffellatte, per poi rivolgersi verso il frigo mentre il caffè veniva riversato in una tazza dalla macchinetta, intanto che Jeongguk si avvicinava e lo osservava, posto accanto al bancone, ribattano con: «Allora inserisca il mio cuore appena spezzato nel menù, signore.»
«Occupi spazio, spostati» Taehyung fece per cacciare Jeongguk con un cenno di mano mentre versava il latte caldo nelle tazze e Jeongguk gli baciò quella stessa mano con le sue labbra, facendolo arrossire totalmente per la situazione.
«Se dovessi avere problemi di cuore da anziano, saprò a chi dare la colpa.» Taehyung sorrise, spostando la mano e cuocendo poi il piatto che avrebbe dovuto accompagnare la bevanda calda appena preparata.
«Anche da anziano, ti starò sempre accanto. Ti accompagnerò al cesso e ti porterò del cibo acquistato quotidianamente al ristorante, visto che non so cucinare. Non preoccuparti, nonno, mi occuperò di te a vita.» Jeongguk ridacchiò e allora Taehyung, che cuoceva la frittata da riporre poi in due toast, intanto che rideva, gli diede un veloce bacio sulle labbra, continuando la sua cucina "raffinata".
«Taehyung, ricorda che sono mezzo nudo. I miei boxer indipendenti non ci metterebbero nulla ad abbassarsi, data la situazione.» Jeongguk, un po' eccitato dal ragazzo, scoppiò in una risata enorme quando questo rispose con un semplice "Ew", facendo sì che l'enfasi del momento venisse spazzata via dalla faccia schifata dell'altro.
Seduti entrambi a tavola con della banana tagliata in pezzi in un piatto, il caffellatte e dei semplici toast, che magari non riprendevano la tradizione ma che Taehyung amava mangiare, una volta finito il tutto, Jeongguk prese Taehyung in braccio e iniziò a camminare velocemente verso il bagno, alle otto del mattino, sussurrando un: "Adesso ti farò fare un bel bagnetto, Kim Taehyung, poi vedremo se sarai ancora disgustato dal mio Kookie."
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Sì, nel prossimo capitolo ci sarà un'altra smut. Ormai ci sto prendendo fin troppo gusto.
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❛TALKING BODY❜
Fanfiction[𝙠𝙤𝙤𝙠𝙫] ❝Il tuo corpo mi parla, Taehyung.❞ ❝E il tuo cazzo mi sta rispondendo, Jeongguk.❞
