"Oh cazzo" Taehyung sussurrò dopo il messaggio del suo ragazzo, che sembrava più che intenzionato a fare altro piuttosto che una semplice cena, e questo singolo sussurro divenne impercettibile a causa delle urla di Mr Park Jimin, il quale era diventato peggio di un coinquilino molesto, purtroppo ancora seminudo, che girava per la "sua" umile dimora.
"Va bene, resto a casa. Porta qualcosa da quel ristorantino vicino casa di Taehyung quando torni e fatti perdonare." disse Yoongi, ormai affranto dal dover subire le urla di Jimin che, alla fine dei conti, lo rimproverava soltanto per il suo bene, dato che quelle sue amicizie non facevano bene non soltanto alla sua salute, ma anche al giovane stesso. E Jimin fu felicissimo, mandò milioni di baci all'altro in due secondi netti e finalmente sorrisero entrambi, per poi staccare la chiamata una volta dettosi un "ti amo" veloce.
"Yoongi non uscirà con quei coglioni!" Jimin iniziò a saltellare per casa e Taehyung era più che pronto a bruciarsi gli occhi dopo aver visto l'altro saltellare in quei boxer attillati da poco indossati, pensando a come avrebbe visto in quel modo il suo Jeongguk quella sera stessa.
"Ma cazzo, ma prenditi dei vestiti che sei nudo da più di un'ora." Taehyung pronunciò con le guance ben rosse e l'altro, notata subito l'espressione imbarazzata che di certo non era dovuta da quelle mutande, dato che più di una volta i due si erano visti nudi, gli si avvicinò con un sorrisetto malizioso in volto, pronto per sapere il motivo di tale rossore e chi glielo aveva procurato.
"Hai parlato con Ggukie, vero?" Jimin osservò il minore dei due e ad un lieve cenno di capo, iniziò a ridacchiare con gusto, chiedendogli ovviamente cosa gli avesse detto.
"Vuole che resti da lui, ha continuato con il dire che avrebbe mandato una macchina per passarmi a prendere e che c'è una grande sorpresa per me. Beh, non soltanto una da come sembra."Taehyung pronunciò velocemente e Jimin per poco non cadde dallo sgabello della cucina sul quale si era appena poggiato a causa di tutte le risate che quella situazione gli stava procurando, data l'evidente inesperienza dell'altro in una relazione.
"Dio, allora vuole salutarti proprio bene prima di lasciarti partire. Hai già un piano per qualche completo particolare per stasera? Di certo non puoi andare così dal tuo amicone." Jimin ridacchiò e per poco Taehyung non lo cacciò di casa, ma la sua risposta fu un altro cenno di capo, questa volta per indicare un "no", e Jimin allora lo lasciò in cucina, sedotto e abbandonato, correndo subito nella sua stanza per poi chiamarlo una volta preparato il tutto.
E quando questo tutto fu pronto, Taehyung stesso non riuscì a credere ai suoi occhi.
"Ma sei serio? Ero più vestito all'ultimo servizio fotografico in cui avevo soltanto delle mutan-." e subito venne zittito dall'altro, che lo mandò nel secondo bagno dell'appartamento in fretta e furia, dato che "non c'era tempo da perdere, l'artista deve completare il suo capolavoro", intanto che la vasca diventava ricolma di una schiuma rosea profumata alla pesca.
E fu una volta finito che Jimin si ritenne davvero soddisfatto di quel suo capolavoro denominato Kim Taehyung.
"Se non mi portate un nipote così, non me lo porterete mai più." pronunciò alla visione di Taehyung che aggiustava la sua camicia nera più che scollata, la quale portava il primo bottone praticamente a metà petto, coperto di un completo bordeaux e al piede delle scarpe lucide nere.
E quando anche i capelli e il trucco erano stati aggiustati, ad accompagnare quel completo paradisiaco o infernale, Jimin decise di porgli sulle spalle un cappotto totalmente bianco, che un po' dovette uccidersi per farglielo indossare dato anche il lieve tacchetto dell'altro.
E dopo pochissimo arrivò una chiamata per il signor Kim Taehyung, il cui mittente gli aveva appena chiesto di uscire fuori la porta, dato che una guardia lo stava aspettando per prendere le valigie, e l'altro, che si sentì più che a disagio nel farsi vedere così da un'altra persona che non fosse Jeongguk, prese il secondo ascensore.
Una volta arrivato all'uscita del grattacielo, con Jimin che aspettava un messaggio di arrivo da parte dell'altro, una Mercedes nera arrivò sfrecciante e si posò proprio davanti all'inizio della strada, mentre invece le valigie venivano portate con un'altra macchina che subito sparì, lasciando il giovane senza parole.
Il finestrino di quella Mercedes si abbassò e la figura di Jeongguk in un completo nero e oro apparì, con un mazzo di rose rosse dello stesso colore del vestito del corvino, intanto che pronunciava un "Buonasera, Mr. Kim. Scusi questo cambio di programma ma ero talmente impaziente d'incontrarla che ho deciso di passare io stesso a prenderla. Le piacerebbe venire con me in un bel posto?"
E lì Taehyung ben comprese che quella sarebbe stata la serata più lunga di tutta la sua vita.
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– ? ;)
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❛TALKING BODY❜
Fanfiction[𝙠𝙤𝙤𝙠𝙫] ❝Il tuo corpo mi parla, Taehyung.❞ ❝E il tuo cazzo mi sta rispondendo, Jeongguk.❞
