- "CHAPTER 18"

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Il Sole splendeva forte e chiaro nel grande salotto di Taehyung e i due giovani si ritrovavano ad ignorarlo, l'uno stretto nella presa dell'altro a dormire alle dieci del mattino di una sempre più fredda domenica di Novembre

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Il Sole splendeva forte e chiaro nel grande salotto di Taehyung e i due giovani si ritrovavano ad ignorarlo, l'uno stretto nella presa dell'altro a dormire alle dieci del mattino di una sempre più fredda domenica di Novembre. Il respiro di Taehyung solleticava il collo scoperto di Jeongguk e la mano di questo, impressa sui capelli del giovane, si beava essa stessa di quel tale contatto, come se, personificazione mancata, l'avesse aspettato da una vita intera.

Nell'ascensore di quell'enorme grattacielo, Yoongi e Jimin, con enormi contenitori pieni di cibo per una colazione da re, ovviamente non preparati da Jimin altrimenti entrambi non sarebbero più esistiti, aspettavano di arrivare al ventesimo piano di quell'enorme grattacielo, scambiandosi qualche parolina di tanto in tanto per spezzare la monotonia dell'attesa.
«Credi che Taehyungie stia ancora dormendo? Non vorrei svegliarlo, dato che ieri era molto triste e mi si é spezzato il cuore lasciarlo solo a casa in quelle condizioni.» Jimin mise su un broncio e Yoongi, che aveva entrambe le mani occupate, guardò il suo ragazzo, rispondendogli con il suo solito fare un po' diffidente, soltanto per ricevere una qualche attenzione che forse gli mancava: «Beh, il sonno é sempre il miglior rimedio. Credo che stia bene, dato che il mio ragazzo passa più ore con lui che con il suo stesso fidanzato.» E allora Jimin, che si rivoltò con fare sconvolto, s'intenerì tremendamente al volto di Yoongi, con un lieve broncio e i capelli verde menta appena tinti che gli ricadevano sulla faccia.
«Devo dire che non so se intenerirmi per la tua espressione o baciarti per quanto tu sia bello con questi capelli.» Jimin prese il volto un po' pallido di Yoongi, accarezzandolo con entrambe le mani, ancorando i suoi occhi sottili con quelli belli e cari del menta, per poi sentire un "Io farei entrambe le cose." da Yoongi medesimo, e allora ben presto le sue labbra carnose incontrarono le sue in un bacio tenero e bisognoso, e probabilmente Yoongi avrebbe buttato per terra tutti quei contenitori soltanto per sentirlo vicino, ma sapeva quanto il viola gli avrebbe urlato contro, e allora si contenne, fino a sentire il rumore dell'ascensore, ormai arrivato a destinazione.

«Continueremo a casa, hyung. Anche Jiminie ha bisogno di te.» Jimin stampò un ultimo bacio sulle sue labbra e, vestito con dei pantaloni in pelle, un bomber nero e una camicia bianca, muoveva i fianchi mentre camminava in avanti, destreggiando situazioni in Yoongi che probabilmente sarebbero diventate molto spiacevoli se non si fosse calmato ben presto.

Una volta presa la tessera digitale che Taehyung aveva lasciato al ragazzo per le "emergenze" e che il viola usava soltanto per intrufolarsi in casa sua a quasi ogni ora, la coppia entrò nell'appartamento, notando la luce della lampada ancora accesa, decidendo così di camminare con calma, pensando che il corvino stesse ancora dormendo.
«Uh santissimo mio.» Jimin urlò non appena vide i due in quelle condizioni e Yoongi, che non capiva nulla di quella situazione dato che aveva appena finito di togliersi le scarpe, lasciò i contenitori per terra e camminò a passo svelto verso il suo ragazzo, volendo sapere di quella sua tale preoccupazione e quell'urlo che gli aveva stonato non poco i timpani.

E Taehyung e Jeongguk, mezzi svestiti e con le guance rosse per il caldo che loro stessi avevano creato per tale vicinanza, erano ancora ben stesi sul divano, coperti soltanto su dove fossero vestiti, lasciando alla mente ogni più strana immaginazione, con Jeongguk a petto totalmente scoperto dato che la camicia si era completamente aperta e Taehyung rannicchiato tra le sue braccia, mostrando la sottigliezza delle sue cosce, quando gli occhi del castano si aprirono lentamente, per poi spalancarsi del tutto.
«Jeon fottuto Jeongguk! Cosa cazzo hai fatto al mio bambino? Io ti spacco il culo!» Intanto che Yoongi si esprimeva con un "Ma sono nudi", Jimin urlava e tentava di correre verso i due, bloccato subito dal suo ragazzo dai capelli menta che ben aveva compreso l'ansia del nuovo membro nel gruppo arrivato, appunto, non nel migliore dei modi.
Taehyung aprì gli occhi di poco e si rannicchiò di nuovo tra le braccia del ragazzo, ignorando completamente il viola che se ne uscì con un «Ma vedi sta puttana come si struscia! Ha preso davvero tutto da me!», urlando in modo ancora più evidente per le orecchie di Taehyung, il quale si decise nel girarsi dopo che Jeongguk, sconvolto, osservata l'intera scena, decise di alzarsi.
E quando Jimin vide il giovane abbastanza svestito, con la cintura slacciata e con dei singoli pantaloni indosso, con la camicia per terra, lasciandolo nella sua trasparenza, fu Taehyung stesso ad alzarsi con scatto e a coprire il giovane in una singola presa, evitando che il suo migliore amico iniziasse a fare battutine sul suo fisico scolpito nel marmo più duro esistente al mondo.
«Park Jimin, non osare guardare il mio ragazzo che ti smembro. Hai Yoongi hyung, quindi guarda lui.» affermò il corvino e Jimin allora si girò, venendo che Yoongi in realtà era riandato a prendere la colazione, evitando completamente il discorso e uscendosene con un "Ok, mangiamo che ho fame."

E ben presto furono tutti e quattro a tavola, con Jeongguk di nuovo vestito e Taehyung con dei pantaloni lunghi indosso e una t-shirt grigia, entrambi un po' in imbarazzo nell'essersi mostrati così all'altra coppia.
«E quindi tu saresti il tipo della stessa azienda di Jimin e Taehyung? Decidi quindi di scopare così con un tuo dipendente come se non fosse nulla?» Yoongi esplicò in un tono molto calmo mentre osservava il ragazzo e prendeva pezzi di carne avvolti in insalata ed erba cipollina, preso poi in pieno nel fianco da Jimin, il quale probabilmente tentava di mantenere la rabbia e di non prendere a pugni un suo superiore che credeva avesse davvero fatto qualcosa con il suo bambino.
«Sono della Jung Corporation, sì, lavoro per la Gucci da anni e sono figlio del presidente. Non amo questo mestiere, ma sono costretto ad aiutare mio padre.» Jeongguk parlava e Yoongi in realtà già sapeva di tutto ciò, ma voleva verificare la veridicità del ragazzo, e quindi annuiva dopo esser quasi morto a causa di Jimin, continuando successivamente a mangiare.
«Io conosco tuo fratello, Jung Hoseok. L'ho incontrato alle superiori, dato che abbiamo soltanto un anno di differenza.» Jeongguk sorrise e il discorso proseguì su come avesse incontrato il fratello e su come sapesse dell'azienda, lasciando Jimin e Taehyung lanciarsi occhiate che non promettevano nulla di buono.
«Quindi tu e Taehyung state insieme, giusto?» Jimin, che zittì di nuovo il suo ragazzo, indirizzò la sua focale attenzione sul giovane, notando il lieve rossore sulle guance di Taehyung e Jeongguk che, come se non si fosse notato, stringeva la mano del corvino al di sotto del tavolo.
«Per favore, andiamo a casa, mi viene da vomitare a vedere questi due scopare con gli occhi. Già li ho visti mezzi nudi e mi é bastato.» il menta favorì di nuovo parola nei confronti del viola, che sembrava proprio non volersene andare, e allora Taehyung prese la balla al balzo e, raggirandoli entrambi, fece sì che se ne andassero in meno di dieci minuti, con Jimin che insisteva nel rimanere e Yoongi che era già nell'ascensore.

Una volta rimasti soli, intanto che Taehyung ripuliva lo schifo lasciato dai due quasi coniugi che stavano ormai da generazioni insieme per quanto sembrassero dei vecchi mentalmente, Jeongguk gli lasciò un soave bacio sul collo, che sapeva di calma e di tutta la dolcezza che poteva dargli dopo così tanta ansia e dopo ciò che si erano detti la notte prima.
E Taehyung, con il fare di un bambino con il suo giocattolo preferito dal quale mai potrà staccarsi, dopo aver posato il piatto che stava lavando ed essersi tolto i guanti da cucina, si girò tutto sorridente fra le braccia del ragazzo poggiato contro il bancone, e, alzando il mignolino, proferì un: "Primo giorno?"
E Jeongguk, con il cuore tenero, che probabilmente mai si sarebbe aspettato una cosa del genere di tale dolcezza, accettò il ragazzo, stringendo il suo mignolo, per poi baciare le loro mani congiunte, affermando a bassa voce un "Sì, primo giorno."

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