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Taehyung iniziò a fremere a causa di quel contatto, sentendo quanto piacere gli stesse provocando il minore a quel che era il loro primo incontro e, sulla base delle parole da lui dette, decise di distaccarsi. «Senti, Jeon, ciò di cui tanto parli non é di nessuno se non mio, e adesso esci dal camerino che a breve verrà qualcuno ad aiutarmi e non credo sarebbe bello se ti vedesse quì.» il maggiore sbottò in un unico colpo, separandosi dal corpo pieno e muscoloso di Jeongguk, posto palesemente contro la sua figura non proprio calma.
«Hm, vedremo. Cambiati e fatti trovare sul set fra trenta minuti, e vedremo se dopo la penserai alla stessa maniera.» un piccolo sorriso sospettoso si formò sulle sue labbra sottili quando, con attenzione, uscì dal camerino del suo modello preferito. Taehyung sospirò, sentendo strane sensazioni allo stomaco, pensando che queste fossero dovute dall'imbarazzo del momento, così decise di tralasciarle e metterle da parte, sedendosi su di una poltroncina casuale, in attesa di uno stylist che non tardò ad arrivare.
«Kim Taehyung?» un ragazzo abbastanza giovane entrò nel camerino con tre completi diversi, le guance rosse per l'imbarazzo e probabilmente il cuore a mille, data la sua bocca spalancata alla visione del maggiore. «Sì, sono io.» Taehyung accennò un sorriso e si alzò per stringere la mano a quel ragazzo che sembrava essere di qualche anno più piccolo di lui, con l'espressione tenera di un bimbo, probabilmente alle prime esperienze, che si ritrovava in un mondo completamente diverso.
«Il suo primo shoot avverrà indossando dell'intimo, sotto precisa scelta dei membri dell'assemblea. L'aiuterò a sistemare il trucco e i capelli, in modo da potervi già far iniziare.» il ragazzo, lievemente più basso di Taehyung, accennò un sorriso e, dopo che il maggiore si cambiò in un completo composto soltanto da dei boxer in seta neri e una vestaglia blu elettrica, contrastata al colore dei suoi capelli, lo aiutò ad acconciarsi nel miglior modo possibile.
Dopo circa quindici minuti, Taehyung fu pronto per quel che era lo shooting, con un set di anelli in oro sulle dita, degli orecchini del medesimo colore e le scarpe aperte abbinate al tutto. Al trucco venne aggiunta una lieve sfumatura più nera agli angoli degli occhi e, al di sotto di questi, un brevissimo tratto con una matita occhi quasi di un turchese tendente al blu elettrico, in modo da essere ben abbinata con il tutto. «Lei é bellissimo, se lo faccia dire.» il ragazzo dai capelli mandarino appena tinti sorrise a trentadue denti a Taehyung, facendo sentire una piccola stretta al cuore a codesto per quanto fosse tenero, mentre gli aggiustava il trucco labbra con la delicatezza di chi sta maneggiando un cimelio inestimabile. «Ti ringrazio, sei stato bravissimo anche tu. Non essere così formale con me, trattami come tratteresti un amico, e non darmi del lei che mi fai sentire vecchio e ho solo ventitré anni.» il minore gli strinse la mano e gli diede una pacca sulla spalla, uscendo poi fuori dal camerino, con il petto scoperto e i boxer in bella vista. «Non capisco perché io debba sfilare seminudo proprio davanti a lui. Ma con tanti uomini al mondo mi doveva capitare proprio Jeongguk? Non poteva essere un vecchio calvo? Ma che cazzo.» Taehyung pensò intanto che camminava e, una volta arrivato alla sala, non potè più credere a ciò che vedevano i suoi occhi.
Un Jeongguk con una vestaglia bordeaux e dei boxer oro e neri era lì, fermo, seduto su di un letto in pelle e con le lenzuola in seta bianche, intanto che veniva fotografato con fervore mentre indossava l'altra opzione della nuova linea di intimo, contenente gli altri due colori restanti. «Signor Kim, é il suo turno. Il signor Jeon ha appena finito la singola parte, poi ci sarà quella in cui sarete insieme.» nel mentre che venivano cambiati i set e allestiti con delle coperte blu in velluto, Jeongguk si alzò dal materasso su cui era fin poco fa steso, avvicinandosi con fare elegante nei confronti del turchese che ormai non sapeva più cosa fare, già rapito da quell'ormai totale Dio greco che gli era posto già dinanzi in meno di dieci secondi.
«Taehyungie, devo dire che mezzo nudo sei ancora più bello.» Jeongguk sussurrò a bassa voce, osservando da cima a piedi il corpo del maggiore, il quale si sentì piccolo sotto quello sguardo scrutatore e attento, ripieno di lussuria e malizia, e sembrava che quel bordeaux posto sulle sue palpebre fosse il fuoco dell'Inferno sgorgato dai suoi occhi pece, sensuali da far paura anche a Lucifero stesso, o forse lo era, mentre si allacciava la vestaglia ed evidenziava "casualmente" le sagome prosperose del suo petto marcato dalla palestra.
«Devo lavorare, ti sposti?» gli occhi di Taehyung sviarono da quelli del quasi corvino, i quali si erano rialzati dopo quella visione del suo corpo, pronti per sopire quel ragazzo che ormai lo aveva più che incuriosito, con il suo fare accattivante ma umile e gentile. «Certo, si faccia avanti. La nuova linea le calza a pennello, signor Kim.» Jeongguk alzò un po' la voce per farsi udire dai suoi dipendenti, straniti da quell'interessamento improvviso del signorino Jeon, il quale non aveva mai calcolato nessuno in tutti quegli anni di carriera.
E Jeongguk dovette ben contenersi, e così Taehyung, che mentre veniva fotografato doveva schiudere di poco le labbra, lasciando un po' aprire quei suoi capelli frizzanti posti sulla fronte, forse un po' lunghi rispetto al normale, ma chi gli lisciavano la pelle ambrata, come una statua di bronzo posta nella sua miglior posizione, con la testa contro la spalliera in pelle e gli occhi beati nelle loro saccenti sfumature, intanto che una sua mano stringeva cautamente un laccio della vestaglia e l'altra era posta sui suoi boxer.
«Kim Taehyung, cosa mi stai facendo?» una volta avvicinatosi alla fine dello shoot singolo, Jungkook poggiò la testa contro i morbidi capelli di Taehyung in una delle tante fotografia e Taehyung non potè fare a meno di arrossire al respiro caldo del maggiore sulla sua pelle, quasi come se sentisse quelle labbra sul suo corpo, sebbene fosse coperto, e nulla poteva fare se non contrarsi alla mano posta sulla sua gamba dal minore, che continuava lo shooting con il corpo a mille e la fretta di finire. «Signor Jeon, pensi a lavorare.» Taehyung sussurrò quando dovette stendersi insieme a Jeongguk sul letto e, sebbene fossero ormai separati, quelle parole arrivarono dritte e forti nelle sue orecchie, intanto che regnava una tranquilla musica di sottofondo e tutti erano in silenzio, ad eccezione dei due artisti principali, che di certo avrebbero ben continuato a parlare, in qualsiasi modo possibile.
«Preferirei piuttosto lavorare sotto di lei, signor Kim, quindi perché non farlo?»