Taehyung sentì le mani cedergli e le stesse gambe una volta udita la voce del suo ormai ragazzo sembrare così risentita e rancorosa nei suoi confronti, intanto che piccole gemme di cristallo si formavano attorno ai suoi occhi e si spaccavano in terra di tanto in tanto, nel mentre che osservava il suo nuovo sfondo al cellulare sul quale vi era quella foto precedente ritraente il castano nel suo essere sublime.
Il cuore prese a dolere quando sentì un forte rumore di mani alla porta, comprendendo quando il ragazzo fosse nervoso della situazione, non avendogli dato neanche il tempo materiale di poterla spiegare.
E si ritrovò un Jeongguk questa volta non ubriaco, ma ben più nervoso, che prese lievemente a tranquillizzarsi quando vide gli occhi più che lucidi dell'altro incrociare i suoi, pieni di benzina e fiamme accese.
«Credi di potermi calmare così, Kim Taehyung?» Jeongguk portò il soprabito sull'attaccapanni e si tolse le scarpe, uscendo così in un semplice completo da lavoro dotato di una camicia bianca, più sbottonata intorno al collo, e dei classici pantaloni neri dopo una giornata in ufficio.
«A te sembra questo il modo di fare, Jeongguk?» Taehyung sentì finalmente le lacrime lasciargli definitivamente gli occhi, ponendo tracce d'addio sulle sue guance rossastre.
«A te sembra il modo di iniziare una cazzo di relazione?» Jeongguk sentì forse il sangue sbollire lievemente, e una sensazione di apatia iniziò a pervaderlo dopo quell'enorme ciclo di emozioni.
«Sei proprio uno stronzo, Jeongguk. Io dico una cosa per il tuo bene e tu credi sia soltanto tutta colpa mia. Ho creduto di farti un favore nel non far sapere di noi, perché non voglio che tu possa perdere la tua posizione o la tua carriera per uno come me. Ho odiato totalmente sin da subito l'idea di non poter star con te, ma ho pensato che la Corea non sia ancora un luogo in cui tutti possono avere una mentalità aperta, e saperti omosessuale o quello che cazzo sei, credevo potesse danneggiarti.
Ti odio per ciò che stai facendo, Jeongguk. Ti odio così tanto che non ne hai idea.» Taehyung espresse il suo totale pensiero e l'odio che diceva di avere era in realtà soltanto dolore, perché probabilmente si era legato così tanto a quel ragazzo che non avrebbe voluto perderlo per le chiacchiere della gente, e allora si metteva da parte e lo amava comunque da lontano, dato che si erano promessi un "per sempre" al quale lui stesso credeva infinitamente.
E, sommosso nell'interno, il cuore di Jeongguk perse sostanzialmente e totalmente vita, e anche il suo stesso corpo quando vide il volto di Taehyung coperto interamente da lacrime, i suoi occhi arrossati e, sebbene fosse avvolto soltanto da una vestaglia e dei boxer al di sotto, gli sembrò per un istante un bambino che aveva la paura di non ritrovare più la persona a cui più teneva, e allora Jeongguk aprì le braccia nelle quali Taehyung si tuffò totalmente, alla ricerca di conforto durante quel litigio.
Il castano si sentì in colpa per quelle parole spregevoli e prese ad accarezzare i capelli ancora un po' umidi dell'altro, dandogli delle lievi pacche sulla schiena quando singhiozzava di tanto in tanto dal pianto. E una volta finito, mentre Taehyung lo guardava con occhi rossi che mai aveva avuto così tanto, Jeongguk pose la manica della sua camicia ad asciugargli il volto e, con il sorriso di chi mantiene il suo mondo tra le mani ed é consapevole di aver scelto la persona più giusta esistente al suo fianco, pose entrambe le mani al suo viso e lo baciò con la delicatezza di una statua, con la paura di perderla e di ritrovarsi soltanto cocci tra le mani.
Jeongguk amava tanto quel ragazzo, mai l'avrebbe perso per così poco, ma era tremendamente dispiaciuto e con tanta paura che Taehyung potesse cambiare idea e che quel sogno diventato realtà, divenisse soltanto un incubo.
Iniziò a baciarlo, a lasciare piccoli baci a schiocco sulle sue labbra rosate, iniziò ad assaporarle di nuovo, l'avrebbe sempre fatto, ne assaggiava il labbro superiore e poi ne mordicchiava quello inferiore, e poi si univano totalmente quando le mani di Taehyung si ancoravano ai suoi capelli e le loro lingue s'incontravano di nuovo.
Jeongguk lo prese tra le braccia e, lasciandosi indicare tra un bacio e l'altro dove fosse la camera da letto, tra un sospiro e l'altro, la coppia si ritrovò immersa nella Notte Stellata di Van Gogh e Jeongguk vide la stessa luminosità delle stelle negli occhi di Taehyung quando iniziò a togliergli quel capo che fasciava il suo corpo marmoreo.
«Hai paura, Taehyungie?» Jeongguk fermò le sue azioni e il corvino sorrise con la stessa dolcezza di un cucciolo di orso polare, affermando un «No, ammiravo soltanto la ragione di ogni mia felicità.»
E allora Jeongguk rigettò le sue labbra di nuovo su quelle del maggiore, che gli sbottonava la camicia e la spostava dal suo corpo al pavimento, per poi sentire la carne calda di Jeongguk contro la propria, mentre i loro corpi lasciavano il tepore dei loro baci per affidarsi al fuoco della lussuria.
Jeongguk iniziò a far scendere le proprie labbra mentre baciava ogni lembo di pelle, e quei baci divennero ben presto morsetti su tutto il collo del ragazzo, arrivando sino al suo petto ambrato.
Piccoli sussulti fuoriuscirono dalla bocca del corvino che iniziò a stringere le lenzuola del suo letto da una piazza e mezza, sentendosi strano mentre il ragazzo iniziava a lasciare piccoli morsi intorno alla sua vita, e le sue doti d'uomo iniziarono a farsi sentire, mettendolo totalmente in imbarazzo.
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❛TALKING BODY❜
Fanfiction[𝙠𝙤𝙤𝙠𝙫] ❝Il tuo corpo mi parla, Taehyung.❞ ❝E il tuo cazzo mi sta rispondendo, Jeongguk.❞
