XV

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Rammentai confusamente che in una calda giornata d'estate, in cui io e Allison eravamo comodamente sdraiate a pancia in giù sul mio lettone matrimoniale, ella diede avvio a una conversazione quasi confusionaria, com'era suo solito, su una parola tedesca, intraducibile in italiano:"Toska".

Ricordo che passò ore e ore a cercare testardamente su internet il significato di tale parola, lamentandosi finché finalmente la trovò.

Toska è l'essenza del dolore interiore, una malinconia radicata, un'ombra profonda che non potrà mai essere estirpata.
La nostalgia dell'anima, l'inquietudine che ci fa a pezzi, una nostalgia pressante e struggente...》, citò con un'espressione seria dipinta sul volto corrucciato.

Poi, voltandosi nella mia direzione, mormorò con tono triste:《Non vorrei mai provare questa sensazione...》

Allison, nessuno avrebbe mai desiderato provarla.

E, se sapessi che proprio io provavo Toska? Cosa avresti pensato? Come ti saresti sentita al riguardo?

Conoscendoti, avresti fatto di tutto pur di scacciare la Toska dalla mia mente e dal mio cuore.
So che ci saresti riuscita egregiamente, Ally.
D'altronde, tra le due sei sempre stata tu la guerriera temeraria e indomita.

Nessuna singola parola rende tutte le sfumature di Toska.
Nella sua forma più profonda e dolorosa, è una sensazione di grande angoscia spirituale, spesso senza una causa specifica.
A livelli meno morbosi è un sordo dolore dell'anima, un desiderio senza nulla da desiderare, un dolore malato, una vaga irrequietezza, spasmi mentali, brama.
In casi particolari può essere il desiderio per qualcuno di qualcosa di specifico, nostalgia, malattia d'amore.

Nel mio caso era pura agonia.

Sospirai lievemente avvertendo i miei polmoni bruciare a causa dello sforzo.

Rannicchiata debolmente a pancia in giù sulle fresche lenzuola del letto osservai con smisurata accuratezza le mie braccia ricolme di ecchimosi.

Mi sentivo così stanca...

Ignorai volutamente gli occhi insistenti di Carl sulla mia gracile figura.

Chiusi stancamente le palpebre con lentezza snervante avvertendo il disperato dolore alla mia povera schiena causatomi dalla violenza di quest'uomo.

L'essere immondo ch'era divenuto per me l'estremo dolore.

Una vocina insidiosa mi suggerii di lasciarmi sopraffare dal dolore e tuffarmi tra le braccia della signora morte.
Ma non potevo davvero lasciarmi convincere da codesta.

Dovevo tornare a casa.

Riabbracciare Allison.

Vivere con spensieratezza i miei sedici anni.

Sollevai gli occhi guardando su, dritto nei suoi grandi occhi neri e penetranti.

《Sarà sempre così?》domandai con voce rauca stringendo saltuariamente le dita in preda all'ansia.

Osservai agitata il suo corpo irrigidirsi per poi sospirare innervosito.

《Cosa intendi, Enly?》chiese fingendo di non comprendere a cosa mi riferissi.

Sollevai un sopracciglio accigliata, chiedendomi se stesse prendendomi per il culo o meno.

Palesemente sì.

《Mi obbligherai continuamente ad obbedire ai tuoi ordini come se fossi una sottospecie di animale domestico, punendomi in questo modo brutale?》postulai la mia domanda con tono serio non distogliendo minimamente il mio sguardo curioso dal suo, ardente e immobile.

 𝑀𝑦 𝐿𝑖𝑡𝑡𝑙𝑒 𝐹𝑟𝑎𝑔𝑚𝑒𝑛𝑡 𝑂𝑓 𝐻𝑒𝑎𝑣𝑒𝑛  Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora