《Signorina Enly, la vostra voce tornerà, potete stare tranquilla. Non sforzatevi di parlare e, soprattutto, cercate di bere molti liquidi per mantenere ben idratata la vostra gola.》disse con tono professionale il dottore rassettando i vari strumenti medici che aveva usato per esaminarmi la gola.
Annuii tacitamente rilassando la mia postura, dapprima irrigidita dall'esagerata ansietà e apprensione che circolavano nel mio corpo.
Avvertii, inoltre, il debole rilascio di un sospiro carico di sollievo scaturito dalla presenza appostata alle mie spalle.
Con la coda dell'occhio scoccai un'occhiata incuriosita in direzione di Jeff, il quale intercettando il mio movimento, immediatamente riacquistò la solita rigida compostezza, concentrando lo sguardo mortalmente serio in direzione del medico.
Volsi lo sguardo sull'orologio a forma di gatto appeso alla parete posta dinanzi alla mia figura, che indicava le 7 pm.
Il pub apriva alle 8 pm, dunque, dovevo sbrigarmi a prepararmi alla bell'e meglio per gli spettacoli a cui avrei dovuto partecipare.
Scesi dal letto, venendo, improvvisamente bloccata dalla forte mano di Jeff che mi avviluppò prepotentemente il polso in una vigorosa stretta che arrestò il mio dirigermi in direzione del bagno.
Ruotai di scatto il capo, scoccandogli un'occhiata intrisa di crescente confusione.
《Non lavorerai né uscirai da questa camera finché non te lo dirò io.》decretò fermamente spingendomi con gentilezza sulla sponda del mio letto.
Aggrottai le mie nerissime sopracciglia in modo minaccioso alzandomi risolutamente, intenzionata a ignorare la sua imposizione.
Nuovamente, mi spinse sul letto, usando maggiore forza cosicché da fornirmi un severo avvertimento.
Strinsi le labbra, ingoiando un furioso strillo acuto che mi salì su per la carotide.
Sbattei furiosamente i miei piedi nudi contro il pavimento in parquet, con il viso arrossato dall'immensa rabbia.
《Calma i bollenti spiriti, scricciolo.》affermò Jeff osservandomi con un sorriso divertito dalla mia furia.
"Ti odio" mimai con la bocca.
Lesse immediatamente il mio labiale e il suo viso si fece serio.
Concentrò lo sguardo ammaliante sulle mie labbra serrate, quasi avesse voluto fiondarvici sopra e separarle cosicché da lambirle con la sua lingua tagliente.
E, sorprendentemente, mi ritrovai a desiderare io stessa che lo facesse.
I miei occhi sostennero per un minuto lo sguardo bollente di Jeff, poi, le palpebre mi batterono, ammaliate dalla sua grossa figura dal fascino pericoloso quanto enigmatico.
Quest'ultimo, mosse alcuni passi verso la mia persona e, afferrandomi una mano, mi issò con un veloce scatto verso l'alto cosicché potessi raggiungergli, con la fronte, il petto ampio e massiccio.
Il suo respiro caldo e lento soffiò contro la mia tempia sinistra facendomi rabbrividire dall'aspettativa.
Quanto avevo desiderato che arrivasse questo momento?
Da quanto avevo sperato che Jeff, si avvicinasse a me in tal modo?
Il mio posto era lì.
Lì tra le sue forti braccia capaci di infliggere dolore quanto di donare amore.
Mi sentii finalmente a casa accanto a lui.
Il suo respiro acquietava il mio continuo stato di ansia.
Il suo cuore, il cui battito forsennato tamburellava il petto contro cui ero appoggiata, era un ritmo incessante che stava martellandomi la testa con i suoi accenti forti e violenti.
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𝑀𝑦 𝐿𝑖𝑡𝑡𝑙𝑒 𝐹𝑟𝑎𝑔𝑚𝑒𝑛𝑡 𝑂𝑓 𝐻𝑒𝑎𝑣𝑒𝑛
ChickLit𝐸𝑆𝑇𝑅𝐴𝑇𝑇𝑂 𝐷𝐼: "𝑀𝑌 𝐿𝐼𝑇𝑇𝐿𝐸 𝑂𝐵𝑆𝐸𝑆𝑆𝐼𝑂𝑁". Esiste unɑ ɾeɑltɑ̀ dove i sogni incontɾɑno lɑ concɾetɑ fɑttezzɑ dellɑ vitɑ, peɾfettɑ ingɑnnɑtɾice, e si infɾɑngono in mille pezzi diventɑndo spɑventosi incubi.Lɑ poveɾtɑ̀ toɾnɑ ɑd esiste...
