sigarette

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Lunedì, il giorno peggiore della settimana, e non era certo iniziato nel migliore dei modi. La notte prima avevo avuto un incubo e non avevo dormito. La mattina non c'era caffè e feci anche tardi a scuola per colpa di Steve che non si muoveva.

Io: Steve dai! Che se no mi becco una nota
Steve: arrivo, tanto quel mongoloide di biologia non se ne accorge mai se entri tardi

Uscì dal bagno dopo solo 10 minuti ed erano le 8:10, non c'è l'avremmo mai fatta.

Io: e se saltassi la prima ora? Tanto biologia è inutile, lo sanno tutti
Steve: non ci pensare nemmeno. Sali in auto, ti faccio vedere come arrivi anche in anticipo.

Salimmo e Steve sfrecciò a tutto gas verso la scuola. Da casa mia ci vogliono 10 minuti, ma il destino voleva che proprio oggi ci fosse traffico e alla fine arrivai alle 8:30.

Io: "facciamo subito". Io non entro
Steve: entra muoviti
Io: no, è colpa tua, entro in seconda

Steve sbuffò e disse che potevo fare come volevo. Lo so, sono sempre stato un testardo pestifero, ma per una volta che non era colpa mia, perché mi sarei dovuto prendere la cazziata? Così mi diressi verso un bar, dove presi un caffè d'asporto, e andai a berlo nel bosco dietro la scuola. Era un luogo tranquillo dove non ci andava mai nessuno, di solito. Camminai fino al tavolo da picnic e mi sedetti lì. Quello, era il mio posto speciale. Sapete quando volete una pausa dal mondo, perché sta diventando tutto troppo soffocante e andate nell'unico luogo dove riuscite finalmente, a staccare un po' la spina? Quel luogo, dove avete tanti bei ricordi e sembra che non potrà mai cambiare? È come una bolla ferma nel tempo, dove rifugiarsi quando il mondo è troppo cattivo. Molte volte le bolle delle persone sono le loro camere, un luogo significativo per loro. La mia bolla era un tavolo da picnic disperso nel bosco. Qualcosa di banale, ma tranquillo, perché lontano da tutto e da tutti. In pochi conoscevano quel luogo. Alcuni ci venivano a spacciare, ma accadeva più di sera che di mattina presto.
Mi sedetti sul legno un po' marcio che scricchiolava e iniziai a bere il caffè guardandomi intorno. Era da tempo che non andavo lì, e finalmente stavo bene, dopo settimane che mi sentivo soffocare, come se non c'è la potessi più fare. Mi mancava. Mi ricordo che questo tavolo lo scoprii in prima superiore. Avevo avuto una brutta litigata con Steve, e decisi di fare un giro nel bosco per smaltire la rabbia. Camminando trovai questo tavolo, e rimasi lì ore. Poi tornai a casa prima del tramonto e facemmo pace. Per me era magico quel posto.
Mi distesi sulla panca e guardai l'orario. Erano già passati venti minuti e fra un po' dovevo entrare a scuola per arrivare in classe in orario. Aprii il mio zaino e tirai fuori un pacchetto di sigarette e me ne accesi una mentre finivo di sorseggiare il mio caffè. Per fortuna che quel luogo era sperduto. Nessuno sapeva che fumavo, e nessuno doveva saperlo. Alle feste capitava che facevo qualche tiro da altre persone, ma se dovevo fumare andavo fuori in disparte dove nessuno poteva guardarmi. Steve mi avrebbe ucciso se lo fosse venuto a sapere e dopo che mi ubriaco quasi ogni settimana, è meglio che non gli faccio sapere che fumo anche come un tossico. Notai che nel pacchetto me n'erano rimaste solo un paio. Dovevo prendermene un altro, ma in quel momento non volevo pensare a nulla e soltanto godermi l'istante. Un istante che durò poco, perché sentii qualcuno avvicinarsi nel bosco. Spensi la sigaretta vicino al tavolo e buttai il mozzicone nel pacchetto per non lasciare tracce. I passi si facevano sempre più vicini, ma sembrava che chiunque fosse lì mi stesse girando intorno. Decisi di non pensarci, tanto me ne sarei dovuto andare. Rimisi a posto le mie cose, ma quando stavo per alzarmi qualcuno mi chiamò da dietro gli alberi.

Eddie: Charls Harrington, il ragazzo prodigio nell'angolo dei tossici

Mi girai spaventato e vidi Eddie. Era un incubo che mi perseguitava! Che ci faceva li? Probabilmente incontrare un cliente o farsi una canna. Roteai gli occhi al cielo e non risposi. Volevo vedere cosa voleva, forse così avrebbe smesso di seguirmi ovunque. Anche se probabilmente erano tutte casualità.

cigarettes | Eddie Munsonxmale ocLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora