beccato

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Posai la lametta e andai in soggiorno per vedere se fosse pronta la cena, essendo che era passata mezz'ora, e trovai Steve a fissare i piatti pieni di cibo.
Era seduto davanti al suo piatto, e lo guardava quasi con orrore e ribrezzo, come aveva guardato i pancakes qualche giorno fa. Non sembrava mi avesse nemmeno notato. Mi avvicinai a lui, e senza dire una parola mi sedetti a mangiare

Dopo un po', lui uscì da quel suo stato di trance e mi guardò come se mi fossi appena teletrasportato dalla mia stanza

Io: che stavi facendo?

Dissi, con un tono indifferente, come se non mi importasse, anche se in realtà mi importava.

Steve: nulla, pensavo

Avrei voluto dire qualcosa, ma non feci domande e ritornai a mangiare, mentre Steve continuava a fissare il piatto, stringendo i pugni.

Sapevo che Steve aveva sempre avuto problemi con il cibo, ed io e Robin l'abbiamo sempre provato ad aiutare, anche se lui diceva che stava bene e non dovevamo preoccuparci.
Molte volte, facevo finta di nulla se non finiva un piatto o saltava un pasto, ma altre volte, finiva che non mangiava per giorni interi, e vomitava tutto quello che aveva ingoiato.

Aveva sviluppato questo disturbo alimentare durante l'ultimo anno di superiori, a causa dello stress scolastico e la rottura con Nancy. Era dimagrito talmente tanto che gli si vedevano le costole, ed era sempre di pessimo umore o indifferente.
All'inizio non compresi che questi suoi cambi d'umore improvvisi, erano dovuti al fatto che avesse smesso di mangiare, ma poi, un giorno, me ne parlò e da lì in poi cercavo sempre di aiutarlo.
Negli ultimi anni era migliorato tantissimo: aveva rimesso peso e mangiava normalmente, però, aveva ancora dei periodi bui di tanto in tanto, ma almeno c'eravamo sempre io e Robin pronti ad aiutarlo.
Credo che in quel momento stesse affrontando uno di quei periodi, e forse proprio per causa mia.
Quando mi disse per la prima volta che vomitava tutto ciò che mangiava, mi sentii terribilmente in colpa, perchè non me n'ero accorto prima, ma ora, la situazione era diversa.

Mi sentivo in colpa perchè forse ero io a procurargli tutto quello stress, e non sapevo cosa fare o come comportarmi con lui.
Lo fissavo, sperando che iniziasse a mangiare di sua spontanea iniziativa, e alla fine, per fortuna, prese la forchetta e iniziò a mangiare, però, dopo quattro morsi portò il piatto in cucina e buttò tutto.

Io lo guardavo, non sapendo se dire qualcosa o meno. Non poteva non mangiare, anche se era stressato a causa mia, ed io non potevo fare lo stronzo, rimanendo a guardare. In quegli ultimi giorni lo odiavo davvero per come si stava comportando, ma era comunque mio fratello, e volevo aiutarlo.

Io: Steve, perfavore, mangia qualcosa
Steve: non ci riesco, non posso... Quel maledetto stronzo...

Sapevo che si stava riferendo ad Eddie, ma non gli risposi, perchè vedevo che stava cercando di trattenere le lacrime.

Stavo per alzarmi, per andargli vicino, ma lui uscì velocemente dalla stanza senza dire un'altra parola.
Non lo seguii, pensavo che fosse meglio lasciarlo un po' in pace, e dopo cercare di convincerlo a mangiare qualcosa.

Finii il mio piatto, feci la cucina, e poi mi diressi in camera sua pensando che si trovasse lì, ma mentre stavo passando per il corridoio, sentii degli strani rumori provenire da dentro il bagno

Io: Steve, ci sei tu nel bagno?

Bussai, poggiando l'orecchio sulla porta in attesa di una risposta, e dopo un po' sentii la flebile voce di Steve.

Steve: si sì
Io: tutto bene? Stai vomitando?

Un altro rumore di un conato di vomito. Era ovvio che stesse vomitando, ma non mi rispose.

cigarettes | Eddie Munsonxmale ocLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora