ti odio!

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Tornai a casa un paio di ore dopo la fine della scuola, perché io e Eddie facemmo una passeggiata per i boschi.

Forse dopo quello che era accaduto con Steve sarebbe stato meglio tornare direttamente a casa, ma non volevo. Preferivo rimandare al più a lungo possibile quella litigata, e provare a non pensarci.
Con Eddie passai un pomeriggio bellissimo, anche se non avevamo fatto relativamente nulla, e alla fine tornai a casa verso le 7:00, quando Steve sarebbe dovuto tornare a casa dal Family Video, ma invece, era già lì con Robin.

Entrai in casa, e lì trovai seduti sul divano con la TV accesa e un posacenere stracolmo di sigarette; a quanto pare erano lì da tanto.

Steve: dove sei stato?
Io: a fare un giro

Dissi semplicemente, e mi dileguati subito in camera mia, cercando di evitare altre domande.

Stavo per entrare in camera, quando sentii Robin dire una cosa stuzzicò la mia curiosità.

Robin: dovresti parlargliene, è tuo fratello

Steve aveva altri segreti? Di cosa stavano parlando?
Rimasi sulla porta di camera mia, tentato di andare lì e chiedere di cosa stessero parlando, però, decisi che era meglio aspettare che me ne parlasse lui spontaneamente (per non fare la fine delle scorse volte).

Entrai in camera e buttai lo zaino a terra distendendomi sul letto. Presi un libro per intrattenermi nel tanto che aspettavo la cena, ma Steve entrò all'improvviso, e come al solito, senza bussare.

Steve: sei stato con Eddie?
Io: sì

Disse direttamente, e io gli risposi non alzando nemmeno lo sguardo dal libro. Non mi sforzai nemmeno di mentire, tanto già lo sapeva, era inutile provargli a mentire, e comunque prima o poi avrebbe dovuto accettarlo.

Steve: ti ho detto che gli devi stare alla larga
Io: hai detto anche che posso fare quello che voglio, e se vado in overdose non te ne fotte nulla
Steve: sì... Scusa, sai che non lo intendevo veramente

Alzai leggermente lo sguardo, e vidi che era sincero; era pentito per quello che aveva detto, e in parte sapevo che non lo pensava veramente, ed era stata la rabbia a parlare, ma comunque mi ero un po' offeso.

Ritornai sul mio libro, sperando se ne andasse, ma invece, si sedette vicino a me sul letto.

Steve: Charls, so che sono stato uno stronzo prima, ma questo non cambia il fatto che devi stare lontano da Eddie
Io: Perché? è un bravo ragazzo, e quello che è accaduto non è stata per colpa sua. Non sono te, so controllarmi

Forse avevo esagerato, e forse, proprio per quello che avevo detto Steve mi rispose così:

Steve: come fai quando vai alle feste e ti ubriachi fino a non reggerti in piedi? Non siamo molto diversi, cerchiamo entrambi un modo per scappare dai nostri problemi, non è così?

Non credevo a quello che aveva appena detto. Lo guardavo, stupito, non tanto dalle sue parole, ma dal tono di come le aveva pronunciate: serio e distaccato. Non pensavo che avrebbe mai avuto il coraggio di dire una cosa del genere. Pensava veramente quello che aveva detto, era serio. Non si pentiva di quello che gli era appena uscito da bocca, perchè era le verità. Era uno stronzo, ma era la verità, che come al solito mi faceva male.

Steve: stagli lontano
Io: oppure?

Ci fissavamo con freddezza e disprezzo, ci stavamo comportando entrambi da stronzi.

Steve: ti obbligherò io

Vorrei dire che non avevo paura di quello che avrebbe potuto fare, ma non era così. Steve era davvero capace di tutto, e non volevo vedere cosa avrebbe fatto.

Steve: la cena è quasi pronta comunque

E dopo ciò, uscì dalla stanza, lasciandomi un senso di terrore e rabbia assurdo.

Perchè doveva essere così stronzo!

Iniziai a scaraventare per terra tutto quello che avevo sui mobili o il letto. Ero infuriato con Steve, perchè per via dei suoi stupidi errori non mi faceva vedere il mio fottuto ragazzo!

Urlai, piansi, stracciai vari quaderni e ruppi dei quadri con le foto di famiglia, ma non bastò per calmarmi. Mi misi in un angolo della stanza, e presi la lametta dalla tasca del jeans. Mi tagliai ancora, però, quella volta lo feci sulle gambe anziché sul braccio. Erano pochi tagli profondi, ma mi fecero stare meglio almeno un minimo. Ripassavo le linee rosse, e facevo colare il sangue sulla pelle, almeno quel dolore fisico non mi faceva pensare.

ANGOLO AUTORE
SONO VIVO! Scusate l'assenza ma idk, mi ero quasi dimenticato di questa storia. So che il capitolo è corto, ma in realtà era uscito un capitolo di 2000 parole ed ho preferito dividerlo in due parti. Caso mai tra quest giorni pubblico anche la seconda parte.

Words 785

cigarettes | Eddie Munsonxmale ocLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora