slushie

57 3 0
                                        

Mi incamminai fuori la scuola, non avevo voglia di fare le lezioni del pomeriggio, volevo soltanto tornare a casa e piangere. Forse avrei raccontato l'accaduto a Steve, o forse avrei semplicemente fatto finta di nulla. Non lo sapevo, la testa mi stava letteralmente esplodendo.

Ero nel parcheggio, quando qualcuno mi chiamò da dietro. Era Dustin. Non sapevo se ignorarlo e andare avanti, o fermarmi a parlare. Mi fermai, e lui mi raggiunse. Forse parlando con lui mi sarei distratto un attimo da tutti i miei problemi.

Dustin: hey, Che ci fai qui? Non hai lezione?
Io: si, ma non avevo voglia di fare le ultime ore.
Dustin: uuu, stai diventando un ribelle
Io: ma sta zitto. Tu invece?
Dustin: prof assente, ho un ora libera e non so che fare
Io: andiamo a prendere uno slushie?
Dustin: ovvio

Quando non avevamo nulla da fare, andavamo sempre a prendere uno slushie a un negozietto vicino al family video dove lavoravano Steve e Robin. Era un punto d'incontro, essendo che era vicino al lavoro, scuola e le nostre case. Poi c'era il cibo, e bastava quello.
Ci incamminammo verso il negozio, e nel tanto parlavamo del più e del meno.

Com'era andata la giornata, compiti, prof, club. Cose normali, poi Dustin iniziò a fare domande su quello che era accaduto oggi a pranzo. Me lo aspettavo, ma tanto prima o poi lo sarebbe comunque venuto a sapere. Non è stupido, e non avrebbe creduto alle mie bugie, quindi, era meglio togliersi subito quel dente raccontandogli tutto

Dustin: allora... Non vorrei essere indiscreto, ma Eddie cosa intendeva oggi a pranzo?
Io: Dustin... Sono successe tante cose in questi ultimi giorni, che tu non sai, e forse non ti farà nemmeno piacere sentirle...
Dustin: sono qui per ascoltare, anche se sono brutte

Così, nel mentre che arrivavamo al negozio gli raccontai tutto. Non gli parlai di quello che era accaduto a Steve ed Eddie anni fa, era una cosa privata di mio fratello, e se avrebbe voluto dirgliela, gliel'avrebbe detto. Gli dissi che Steve era venuto a sapere che Eddie mi "dava fastidio" e di come lo aveva minacciato. Gli raccontai di quando mio fratello se n'era andato per non so quante ore, di Eddie che veniva a casa mia a consolarmi, della scenata di Steve e di come quei due si fossero picchiati. Dustin mi guardava, sempre più sconvolto e preoccupato. Molto probabilmente finito il racconto avrebbe odiato Steve, pensai, ma non fu così. Non riusciva semplicemente a dire nulla. Non riusciva ad essere incazzato, era semplicemente sconvolto

Io: Dustin? Stai bene?
Dustin: non lo so, è soltanto che... Mi dispiace per te Charls?
Io: per cosa?
Dustin: Eddie e Steve ti stanno facendo impazzire, non credo sia facile. Uno vuole che lo frequenti a tutti i costi, l'altro non vuole per qualche stupido motivo, ma... Nessuno ha mai chiesto cosa ne pensavi tu

Dico soltanto che mi stavo per affogare con il mio slushie al mirtillo. Nessuno mi aveva mai chiesto cosa volessi io, peccato che nemmeno io lo sapevo. Da un lato volevo frequentare Eddie, ma dall'altro non volevo, sia per Steve, sia per... Gli altri motivi. Dovevo pensarci bene, e darmi una mossa a decidere, perché non potevo più vivere in quel modo.


SKIP TIME AL GIORNO DOPO
Una volta tanto ero in orario per la scuola, e Steve per il lavoro. Non avevamo trovato traffico e c'eravamo svegliati in orario, sembrava che la giornata stesse cominciando bene. Feci le prime tre ore di lezione con tranquillità, finché non arrivò la quarta ora di inglese.

Alla fine, avevo già preso la mia decisione, il problema era comunicarla ad Eddie, sempre se mi volesse parlare dopo ieri.

Entrai in classe, e lui non c'era. Pensai che fosse in ritardo, ma non arrivò mai. Non era tanto strano, alla fine, Eddie saltava molto spesso le lezioni. Continuai a scrivere la storia senza di lui, essendo che lunedì l'avremmo dovuta consegnare, e la finii finalmente. Gli sarebbe andata bene, perchè non l'avrei cambiata all'ultimo minuto, dato che non si era presentato l'ultimo giorno.

Suonò la campanella, mi diressi a fare matematica per poi uscire dalla scuola. Avevo la sesta ora libera, e mi anticipai per il pranzo. Non avevo voglia di fare un'altra scenata nella mensa, quindi; avrei mangiato al mio amato tavolo da picnic.

Andai a prendere uno slushie e un sandwich al solito negozio e mi diressi al bosco. Come sempre, non c'era nessuno. Ero solo io, il rumore delle foglie che si muovevano al vento e gli uccellini che cinguettavano. Era rilassante, non mi misi nemmeno la musica col walk-man. Volevo godermi quel momento di pace, perché prima della guerra c'è sempre la pace.

Infatti, arrivato al tavolo incontrai Eddie, mezzo fatto, che si reggeva a malapena seduto sulla panca. Stavo per andarmene, prima che si accorgesse di me, ma mi notò, ed ormai troppo tardi per fuggire

Eddie: Charlieee! Ci incontriamo sempre qui, eh?

Stava sorridendo come un idiota, era completamente sballato.

Io: sì Eddie. Perché non sei venuto a scuola oggi?
Eddie: stavo male
Io: a me sembra tu stia benissimo

Lui fece una risata forte e stridula e mi guardò con quei suoi grandi occhi neri.

Eddie: mentalmente, non fisicamente. Dopo ieri, mi sono sballato tipo 5 volte, e credo lo farò ancora.

Stava prendendo dell'altra erba dal suo "portapranzo", ma glielo presi di mano prima che potesse fare qualcosa. Lui mi guardò stupito. Sembrava stesse per arrabbiarsi. Si alzò e aprì la mano aspettando che gli consegnassi la droga, ma non lo feci.

Eddie: ridammelo. Ora.
Io: no, ti sei già sballato abbastanza

Era ancora più incazzato, ma mi importava poco. Poteva andare in overdose per quante se ne faceva. Ad Eddie servivano minimo 3 canne per sballarsi, se si era già sballato 5 volte... Non l'avrei permesso

Eddie: e a te che ti fotte?
Io: mi fotte invece!

E dopo quelle parole, fece il suo sorrisetto beffardo. Non capivo perché sorrideva, finché, non mi resi conto di quello che avevo appena detto

Eddie: allora tu ci tieni a me

ANGOLO AUTORE
Allora, sappiate che io non so quanta erba serve per andare in overdose o per sballare qualcuno (essendo che cambia di persona in persona anche), quindi; sono tutti numeri approssimativi obv

Words 1047

cigarettes | Eddie Munsonxmale ocLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora