Oh cazzo, eravamo fottuti. Da quanto tempo stava ascoltando la conversazione? Aveva sentito quello che avevo detto di Eddie, o soltanto la parte finale? Ma perché non si faceva i cazzi suoi?
Queste erano le domande che mi facevo, cercando di non andare nel panico. Speravo soltanto che Steve se ne andasse, ma rimase sullo stipite della mia porta, aspettando una risposta da me o da Robin.
Steve: allora? C'è qualcosa che devo sapere?
Robin provò a inventarsi qualche stupida scusa, ma si vedeva che era nervosa e parlava a vanvera. Infatti, dopo 2 minuti Steve la zittì: aveva capito che erano tutte scuse quelle che stava dicendo.
Steve: Robin, lo so che stai raccontando tutte palle, si capisce. Poi come se non avessi sentito i pianti. Voi due, non me la raccontate giusta, specialmente tu, Charlie. È da oggi che sei strano, quindi; ti conviene dirmi cos'hai prima che lo scopra da solo.
Non sapevo che fare. Ero stato messo all'angolo. Dovevo soltanto pregare che qualcuno o qualcosa mi salvasse dall'interrogatorio di Steve, e stranamente quel qualcuno fu Dustin, che urlava dalla cucina.
Steve: Henderson che succede!?
Urlò Steve non muovendosi di un millimetro e continuando a guardarmi. Non me la sarei cavata tanto facilmente e lo sapevo.
Dustin: stanno andando a fuoco gli spaghetti!
Steve: cosa?
Steve corse in cucina e anche noi lo seguimmo, alquanto spaventati e stupiti da quello che aveva appena detto Dustin. Pensavamo fosse una metafora, ma quando arrivammo, c'era Dustin che provava a spegnere degli spaghetti che stavano prendendo fuoco. Come cazzo aveva fatto?! Dustin urlava come un pazzo, mentre Steve riempì un bicchiere d'acqua, e con nonchalance spense gli spaghetti. Per fortuna non c'era stato alcun danno grave, ma volevamo ancora capire come Dustin avesse fatto a bruciare dei fottuti spaghetti!? Steve lo guardava, ancora più incazzato di prima, chiedendo una spiegazione a quel casino.
Steve: come!?
Dustin: ho fatto come mi hai detto. Ho messo gli spaghetti sul fuoco
Steve: si, ma non dovevi metterli letteralmente!
Dustin: ah...
Certe volte quel ragazzo era un vero e proprio genio, ma altre, sembrava che avesse due neuroni in testa, e li usasse per la stupidità.
Steve: lasciamo stare, ordineremo d'asporto. Dustin, Charlie, scegliete voi cosa mangiare, Robin aiutami a pulire
Andai a prendere i menù dei vari ristoranti, per poi andare in soggiorno da Dustin, ma Robin mi tirò a se.
Robin: io proverò a non dire nulla, però non ti prometto niente. È il mio migliore amico, mi è difficile mentirgli.
Io: okay, non preoccuparti
Sapevo che Steve voleva parlare con Robin su quello che era successo, e la capivo benissimo. Non è semplice mentire agli amici, però speravo comunque che non avrebbe detto nulla, se no sarei stato in guai seri.
Raggiunsi Dustin in soggiorno e gli passai alcuni dei menù ed iniziò a sfogliarli. C'era uno strano silenzio tra noi due. Mi sentivo gli occhi di Dustin addosso, ma non appena alzavo lo sguardo lui tornava a leggere il menù, era ovvio che volesse qualcosa.
Io: Dustin che vuoi?
Dustin: io? Niente, perché?
Io: perché sono cinque minuti che mi fissi. Vuoi dirmi qualcosa?
Dustin posò il menù e mi guardò dritto negli occhi
Dustin: allora, in primo luogo sei stato molto scortese con me e Mike oggi, poi voglio sapere che sta succedendo tra te e Eddie.
Giusto, dovevo ancora chiedergli scusa per essermi comportato come uno stronzo, oggi a pranzo. Dopo tutto quello che era accaduto me n'ero completamente scordato.
Io: sì, scusa, so di non essermi comportato benissimo oggi a pranzo, non volevo, è solo che... Sto impazzendo dietro a quel ragazzo! Credimi che nemmeno io so cosa stia accadendo tra me e Eddie, se no, non sarei venuto a chiederlo a te oggi pomeriggio.
Dustin: okay, però ha detto che vi siete visti stamani
Io: non per mia volontà, e nemmeno sua, credo. Per caso ci siamo incontrati al tavolo da picnic nel bosco dietro la scuola, tutto qui.
Sembrava credermi
Dustin: va bene, ti credo, però sai che mi hai messo nei casini con lui oggi? E poi, si è incazzato a morte con te, per non so cosa che gli hai detto dopo la rissa
Lui si era arrabbiato? Lui!? Spero stesse scherzano, perché Eddie non aveva alcun diritto di arrabbiarsi dopo tutto quello che mi aveva fatto.
Io: seriamente? Perché gli ho detto di lasciarmi stare? Scusa ma cosa si aspetta dopo che mi ha lanciato frecciatine tutto il giorno?
Dustin non rispose e se ne stette in silenzio continuando a leggere il suo menù. Era ovvio che volesse rispondermi, che sapeva qualcosa ma non poteva dirmela: e questo mi faceva incazzare ancora di più.
Io: Dustin, se sai cosa vuole Eddie da me, devi dirmelo ora
Dustin: io non so nulla
Io: ti prego, mi sta torturando. Prima si comporta in modo gentile, poi dice che mi odia e mi fa battutine sgradevoli. In seguito, finisce in una rissa con Jason! Voglio soltanto sapere cosa vuole realmente da me
Dustin: io non posso dirti nulla, ma prova a chiederglielo tu, no?
Era la seconda persona nel giro di un'ora che mi dava lo stesso consiglio. Forse avrei dovuto ascoltarlo e chiederglielo direttamente, senza tanti giri di parole. Però come facevo a sapere che la sua risposta sarebbe stata sincera? Dustin capì che ero completamente fuso per andare dietro questa faccenda di Eddie, e provò a rassicurarmi.
Dustin: senti, conosco Eddie da abbastanza tempo per dirti che è una brava persona. Le voci su di lui non sono vere, ed è davvero simpatico una volta che lo conosci. Ha soltanto problemi a relazionarsi. Quando ti fa quelle battutine, vuole scherzare, nient'altro. Oggi si è offeso quando gli hai detto bruscamente di andarsene, perché, diciamo che si è fatto picchiare per te. Prova a parlarci sinceramente per una volta. Se poi non ti senti a tuo agio con lui o cose del genere, ci parlerò io. Okay?
Sinceramente ascoltai poco di quello che mi disse Dustin, perché l'unica cosa che la mia mente sentì fu:
Io: Eddie Munson si è fatto picchiare per me?
Dustin annuì. Ero scioccato da quello che mi aveva detto. Perché l'aveva fatto? Mi ero comportato da vero stronzo con lui allora? Che coglione che ero stato. Ora l'unica cosa che potevo fare era parlargli e basta.
Io: grazie, domani gli parlerò. Ma posso sapere soltanto una cosa?
Dustin: dipende
Io: cos'è accaduto sabato?
Pensando a tutte le mie conversazioni con Eddie mi venne in mente quello che aveva detto stamattina "sabato". Aveva detto che mi odiava, ma qualcosa gli aveva fatto cambiare idea sul mio conto, qualcosa che era accaduto sabato sera alla festa: ma cosa? Guardai Dustin, in attesa di una risposta, ma sembrava che anche lui ne sapesse quanto me
Dustin: mi dispiace, ma di sabato sera veramente non ne so nulla. So solo che prima di quella sera ti odiava, ed anche tanto
Molto di conforto. Allora gli avrei chiesto anche quello, sperando che finalmente avrei svelato questo punto interrogativo su Eddie Munson.
ANGOLO AUTORE
Yoo, so che non pubblico da un po', ma sono stato preso dagli esami. Sono felice che la storia pian piano stia avendo varie attenzioni, quando ho visto che nessuno se la leggeva pensavo di mollare. Anyway, spero vi stia piacendo ^^
1198 words
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cigarettes | Eddie Munsonxmale oc
Fanfiction"Perché ti importa tanto dell'opinione degli altri?" Eravamo seduti sull'erba a fumare quando Eddie mi fece quella domanda, che mi lasciò alquanto spiazzato. Non sapevo bene cosa rispondere, perchè, nemmeno io lo sapevo con certezza. "Non voglio del...
