Mi risvegliai il giorno dopo nel mio letto con un gran mal di testa. All'inizio non ricordavo cosa fosse accaduto la sera precedente, ma poi... Mi ritornò tutto in mente. Mi alzai e mi diressi in camera di Steve, dove stava pacificamente dormendo nel suo letto. Lo guardavo, mentre dormiva beato. Ero felice che stesse bene, e si riposasse finalmente.
Robin: buongiorno
Mi girai e vidi Robin che mi salutò mentre si dirigeva in bagno. A quanto pare era rimasta a dormire da noi, ed aveva anche preparato la colazione. Mi affacciai in cucina, da dove proveniva un profumino delizioso, e sul tavolo c'erano pancakes, caffè e frutta.
Io: non sapevo che eri anche una cuoca
Robin: sono piena di sorprese, o forse ho soltanto preso le cose al supermercato all'angolo; perché faccio schifo in cucina
Disse lei, mentre usciva dal bagno e si sedeva a tavola ridendo. Risi anche io, per poi mettermi a mangiare le leccornie che aveva comprato Robin. I pancakes non erano come quelli che preparava Steve, ma erano buoni comunque.
Io: grazie, davvero. Tu ci sei sempre per noi
Robin: non c'è problema, mi piace aiutarvi. E poi voi mi siete stati vicini nei miei momenti peggiori. Ti ricordi quando ti facesti picchiare dai bulli per me?
Era il mio secondo anno di superiori, dei bulli stavano prendendo in giro Robin per come era vestita. Io ero intervenuto per difenderla e, alla fine, sono finito per farmi un occhio nero. Era lì che l'ho conosciuta
Io: lo farei di nuovo. Senza quei pugni in faccia, non ti avrei mai conosciuta
Lei sorrise leggermente e continuò a mangiare, finché non fece il suo ingresso Steve mezzo addormentato.
Steve: buongiorno
Robin: ciao, dormito bene?
Steve: nemmeno un po', ho un mal di testa...
Io: dopo tutta la vodka e birre che ti sei scolato ieri
Lui mi guardò stupito. Ovviamente non si ricordava nulla, così, io e Robin dovettimo ricordargli un po' di cose, che erano accadute ieri, e quando finimmo, lui era ancora più scioccato di prima. Non voleva credere di aver fatto e detto tutte quelle cose, e si vedeva che era dispiaciuto.
Steve: io... Non mi ricordo quasi nulla, ero completamente ubriaco. Scusate, ad entrambi, non so che mi fosse preso
Robin: non preoccuparti, capita a tutti, l'importante è che ora tu stia bene
Robin gli diede una pacca sulla spalla, per poi andare in cucina a prendere altri pancakes per Steve. Nel tanto, io non avevo detto una parola, non riuscivo nemmeno a guardarlo in faccia dopo quello che mi aveva detto ieri. Era una ferita ancora aperta che faceva male, tanto male, e Steve lo sapeva. Sapeva che quello che aveva detto mi aveva ferito, e provò a rimediare, ma con scarsi risultati
Steve: Charls... Mi dispiace per ieri, ecco... Ero arrabbiato, ma non con te, con me. Avevo bisogno di un po' di tempo da solo, per questo me ne sono andato
Io: non fa niente, non preoccuparti
Ma non era vero. Ero arrabbiato con lui
Steve: so che non è così. Poi mi dispiace anche per quello che ti ho detto, sai che non lo pensavo davvero, no? Ero ubriaco, non collegavo nulla
Io: sì, ovviamente
Ero sarcastico, e lui lo capì
Steve: non mi credi?
Non risposi, perchè era ovvio che non gli credevo. Sapevo benissimo che era serio quando diceva quelle cose, proprio perchè era ubriaco. Quando si è sbronzi, la mente non ragiona, e le parole escono come fiumi in piena. Tutte quelle parole che si dicono da ubriachi, la maggior parte delle volte, sono la verità che non si riesce a dire da sobri, io lo sapevo bene. Non so quante volte da ubriaco mi ero dichiarato a persone che mi piacevano o detto in faccia ad altre che le odiavo, ed era sempre la verità. Lui mi guardava, non sapendo che dirmi, ma preferì stare zitto perchè arrivò Robin con un piatto enorme di pancakes per Steve.
Robin: anche da mamma devo fare, poi ti lamenti tu
Steve: scusa, e grazie
Robin: di nulla, però devo comunque andare a lavoro fra un po', tu te la senti o dico che sei malato?
Steve: preferisco non venire, scusa. Te lo giuro che ti coprirò per tutto il prossimo weekend
Robin: bene, perchè avevo l'intenzione di chiedere a Vickie di uscire
Vickie era la nuova crush di Robin, che si era da poco lasciata con il ragazzo e c'era un po' di intesa fra le due. Ero felice che forse Robin avesse finalmente trovato qualcuno che la amasse per com'era realmente, se lo meritava.
Così uscì salutandoci, lasciando me e Steve da soli. Io continuavo a mangiare, mentre lui guardava i pancakes come se fossero qualcosa di disgustoso. Ne fece un morso e poi corse in bagno a vomitare, ed io lo seguii per vedere se fosse tutt'okay
Io: Steve? Come va? Vuoi che entri per reggerti la testa?
Steve: no no, sto bene, sarà la nausea mattutina
Uscì dal bagno con la faccia leggermente bianca e ritornò in sala da pranzo dove buttò tutto quello che aveva nel suo piatto. Sembrava stesse male, molto male.
Io: Steve, dovresti mangiare qualcosa. Anche ieri hai vomitato, sei sicuro di non star male?
Steve: no, no, sto benissimo, e poi non ho fame
Io: Steve, ti prego, almeno una frutta
Ma lui non mi dava retta e sparecchiò la tavola, non calcolandomi minimamente. Io ne avevo abbastanza di questo suo comportamento però. Non poteva ignorarmi o mentire, come se tutto quello che aveva fatto non fosse semplicemente accaduto. Come se non avesse uno strano comportamento, e andasse tutto bene. Avevo imparato a mie spese che, forse la verità non è sempre quello che si desidera alla fine, Ma preferivo capire cosa stava accadendo, piuttosto che continuare con quella farsa, anche se avrebbe fatto male
Io: Steve possiamo parlare? Perfavore
Steve: di cosa?
Io: di quello che è successo ieri
Lui si bloccò, e mi guardò dritto in faccia con un espressione seria, che voleva dire no, ma non mi sarei arreso così
Steve: non è successo nulla, ero solo ubriaco
Io: ed hai detto molte cose. Poi mi hai sganciato quella bomba andandotene, lasciandomi da solo
Steve: l'hai voluto sapere tu
Io: che c'entra? Non è una scusa valida
Lui non rispose, e mi ignorò, non sapendo che dire
Io: Voglio solo sapere perchè non vuoi che frequenti Eddie, anche se non è stata colpa sua quella volta. Perchè dici che non ti conosco? Cosa ti sta accadendo, che non sembri più tu...
Steve: PERCHÉ NON VOGLIO CHE TU DIVENTI COME ME VA BENE!?
ANGOLO AUTORE
Questa parte, lo ammetto, fa un po' schifo. Non mi piace né com'è scritta, né com'è strutturata. Ho dato un po' di spazio alla relazione d'amicizia tra Charlie e Robin, perché credo che i due meriti o davvero tanto.
Words 1148
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cigarettes | Eddie Munsonxmale oc
Fanfiction"Perché ti importa tanto dell'opinione degli altri?" Eravamo seduti sull'erba a fumare quando Eddie mi fece quella domanda, che mi lasciò alquanto spiazzato. Non sapevo bene cosa rispondere, perchè, nemmeno io lo sapevo con certezza. "Non voglio del...
