la verità

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Steve era rimasto lì, impalato, mentre Eddie se ne andava. Io non sapevo che fare. C'era una parte di me che voleva correre via e scappare da tutto, mentre l'altra, voleva andare da Steve tirargli un pugno in faccia e costringerlo a raccontarmi tutto. Però, c'era una terza parte, che mi diceva di ritornare a casa, e far finta come se nulla fosse accaduto. Come se non avessi sentito nulla di quella conversazione, e di continuare a vivere con quel peso sullo stomaco sperando che un giorno o l'altro se ne sarebbe andato, ma sapevo benissimo che non se ne sarebbe mai andato. La verità faceva male, e in tre giorni mi aveva veramente distrutto, ma non potevo vivere in una bugia per tutta la vita. Mi diressi verso Steve, che stava ancora provando a processare quello che era appena accaduto, e mi trattenni da tirargli un pugno in faccia.

Steve: ciao Charlie, tutto bene?

Non risposi, mentre lui mi faceva un sorriso falso e salii in auto. Iniziò a guidare verso casa, cercando di evitare il contatto visivo con me

Steve: allora? Com'è andata a scuola?

Provava a evitare l'argomento Eddie. Perchè se non avesse avuto quella conversazione prima, mi avrebbe già fatto mille domande su di lui: se c'eravamo parlati, etc.

Io: nulla, tutto normale. Ho soltanto scoperto che mio fratello mi ha mentito per non so quanto tempo

A quell'affermazione sbandò leggermente. Era teso, molto teso. Sapeva che avevo parlato con Eddie, ma non sapeva che avevo anche origliato la loro conversazione di prima. E continuò a mentirmi, sperando di cavarsela in qualche modo

Steve: che intendi? Io non ti ho mai mentito, cioè, forse l'altro giorno ti ho detto che era finito il gelato, quando non era vero, però non ti ho mai mentito

Fece una risatina stridula, provando a fare qualche battuta stupida. Ma vedevo che le mani sul volante erano rigide, e sudava freddo.

Io: Steve, sai benissimo cosa sto dicendo. Ho parlato con Eddie
Steve: tu hai fatto cosa!?

Disse con un tono di finta sorpresa. Nemmeno lui sapeva mentire, o almeno non a me. Ora provava a girare la frittata con io che ho parlato con Eddie, quando lui aveva detto esplicitamente che non voleva.

Steve: non mi hai sentito ieri? Ti ho detto che non ci devi parlare con quel tipo. È pericoloso
Io: sì, ma a quanto pare tu puoi

E in quel momento realizzò. Realizzò che avevo sentito tutta la conversazione di prima, che sapevo tutto, e che era inutile continuare a mentire inutilmente

Steve: Charls...
Io: Charls cosa!? Sono stufo delle vostre bugie! Voglio una cazzo di risposta!

Ero arrabbiato, molto arrabbiato: con Steve, con Eddie, con me stesso, con il mondo interno! Perchè tutti mi trattavano come un bambino che non poteva reggere la cruda verità. Ma io ero stufo. Volevo delle cazzo di risposte, subito

Steve: è una storia lunga, e preferisco non parlarne. Hai già sentito quello che ti serve, no?
Io: ho tutto il giorno, e poi, voglio sentire te. Come hai potuto tenermi nascosta una cosa del genere!?

Lui si irrigidì, con le lacrime agli occhi, e a quel punto esplose

Steve: sai che c'è? Non devo raccontarti un bel nulla. È una cosa accaduta tempo fa, che non ti riguarda. L'importante è che tu non ti avvicini a quel tipo

Arrivammo a casa, e Steve scese dall'auto sbattendo la portiera, ma io lo seguii. Non se la sarebbe cavata così, scappando. Lo seguii dentro casa, urlandogli contro, ma lui mi ignorava completamente

Io: Steve! Devi rispondermi!
Steve: no, non ti interessa
Io: perchè non vuoi dirmelo?
Steve: perchè è una cazzata che ho fatto tempo fa, quando ero stupido ed immaturo, e non voglio che anche tu faccia la mia stessa fine. Per questo non voglio che frequenti quel tipo. Hai già sentito quello che ti basta dalla mia conversazione con lui, ora lasciami in pace!

cigarettes | Eddie Munsonxmale ocLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora