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Quella mattina appena sveglia girai la pagina del calendario e come il numero 14 spiccò sulla pagina bianca, una lacrima rigò il mio volto.
San Valentino. Perfetto.
Ripensai a tutti i programmi che io e Louis avevamo fatto per quel giorno e questo non fece che aumentare le lacrime. Sarebbe stato un gran bel giorno di merda. Scesi le scale e mi sforzai di fare un sorriso a Becka.

"Ehi splendore come va oggi?"

"Una merda, come sempre"

"La chiamavano finezza..."

"Oh Becka scusa, ultimamente ti sto trattando un po' male"

"Un po'?"

Mi guardò accigliata prima di abbracciarmi.

"Tranquilla Amber, ti capisco, è un brutto periodo ed è normale che tu reagisca così"

"Grazie"

"Vieni a scuola oggi?"

"No, io non so se posso farcela"

"Prima o poi dovrai tornare"

"Lo so"

La mia migliore si preparò, prima di uscire mi diede un bacio sulla guancia e mi disse:

"Io fossi in te mi farei trovare fuori sul balcone alle 14"

Chiusi la porta e iniziai a farmi mille domande su quella frase.

Guardai la TV finché non mi accorsi che mancavano già 10 minuti a mezzogiorno. Iniziai a cucinare e mentre aspettavo che la pasta fosse cotta, trovai un messaggio.

Da: Becka
Non torno per pranzo xx

Mi sedetti a tavola e iniziai a mangiare per poi ritornare sul divano. Ad essere sincera ero veramente tesa all'idea di dover andar fuori sul balcone proprio alle 14 in punto.

13.45

Mancava poco, troppo poco e la mia agitazione saliva. Lentamente andai al piano superiore e una volta raggiunta la mia camera aprii le ante. Aprii anche la porta finestra e uscii sul balcone. Rimasi a bocca aperta e senza nemmeno accorgermene stavo piangendo. Sulla strada spiccava un grande lenzuolo bianco con scritto:

Sono solo un cuore a metà. E la mia metà sei soltanto tu. Ti amo.
Tuo Louis

Scesi velocemente le scale. Aprii la porta senza nemmeno curarmi del fatto che stessi indossando dei semplici pantaloni del pigiama e una maglietta a mezze maniche a metà febbraio.

"Louis?"

Vidi per terra una scia di petali di rose rosse, la seguii e mi ritrovai nel retro di casa mia, Louis se ne stava in piedi con un foglietto che diceva: "I love you"

Alle sue spalle c'erano una marea di palloncini su cui era stato scritto:

"Sei la mia principessa"

"Louis e Amber per sempre"

"Sei la metà del mio cuore"

"Scusa per tutto"

Senza pensarci un secondo gli corsi incontro e saltandogli in braccio lo baciai.

"Mi sei mancata troppo, scusa io-"

Non lo lasciai terminare che le mie labbra erano già sulle sue.

"Ti amo"

Mi strinse forte a sé e giuro di aver visto i suoi occhi diventare lucidi. Mi accoccolai al suo petto ma proprio in quel momento un venticello freddo mi colpì provocandomi dei brividi.

"Entriamo, stai gelando"

Mi prese per mano e tornammo in casa.

"Ti va una cioccolata?"

Annuì e sparii in cucina. Poco dopo tornai con due tazze, le appoggiai sul tavolino al centro del salotto e presi posto vicino al mio...ehm ragazzo?

"Cosa ti ha fatto cambiare idea?"

"Ho assistito ad una conversazione di Stacy e Matthew"

"Ah, quindi ora mi credi?"

Mi guardò dritto negli occhi. Quell'azzurro era spettacolare.

"Scusa, la cosa che mi dispiace di più non è il fatto che tu possa averlo fatto, è che io abbia dubitato di te, tu non sei così e io sono stato troppo avventato, avrei dovuto ascoltarti subito, ma la paura di perderti mi ha accecato. Non ti merito"

Louis si stava torturando le mani.

"Lou, amore, tranquillo. Ricordi? Tu puoi amarmi più di così e io non ho dubbi"

Mi baciò nuovamente.

"Quindi Amber vuoi tornare ad essere la mia ragazza?"

"Nel mio cuore non ho mai smesso di esserlo"

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