Capitolo 21

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Alcuni esultarono per l'innovativa soluzione proposta, mentre altri si lamentarono di aver scommesso inutilmente. Tutti, comunque, erano d'accordo sul fatto che una gara tra due stupide ragazzine a bordo di macchine ad alte prestazioni sarebbe stata divertente. 

«Non se ne parla proprio, amico!». Minho lanciò un'occhiata alla sua ragazza, una minuta messicana che aveva le tette più grosse del resto del corpo. Conoscendolo, magari uscivano insieme da due mesi o da due minuti, nessuno sarebbe stato in grado di stabilirlo. 

«Jongho, io una ragazza non ce l'ho. Io non ho mai una fidanzata», replicò Haechan a bruciapelo, sottolineando la parola "mai". 

«E che mi dici di quella deliziosa fanciulla con cui sei arrivato?», gli chiese Jongho. Lo sguardo di Haechan si posò su Mina, che sgranò gli occhi. Fu lei a rispondere, deglutendo. 

«È solo un ripiego per me». La folla si lasciò sfuggire un "ohhhh" e Mina sorrise della sua stessa fermezza. Haechan inarcò un sopracciglio all'indirizzo di Jongho, come per dire "vedi?". 

«Nessuno guiderà la mia macchina», chiarì. 

«Sono d'accordo con la Principessa». Minho fece un cenno del capo verso Haechan. «Mi sembra un'idea stupida». Jongho si strinse nelle spalle. 

«Il pubblico vi ha già visto in pista. E vuole divertirsi. Se volete stabilire l'esito della gara e far sì che le scommesse vengano pagate, farete come vi ho detto. Fatevi trovare sulla linea di partenza tra cinque minuti oppure smammate». Fece per andarsene, poi si fermò e si voltò. 

«Oh, potete fare da secondo pilota... così, per supporto morale». Non riuscì a trattenersi dal ridere. Probabilmente si aspettava che le due povere guidatrici designate sarebbero scoppiate in lacrime prima della fine della gara. Jongho se ne andò e il pubblico cominciò a mormorare. Minho si allontanò, mentre Haechan ci venne incontro. 

«Che cazzata». Si passò le mani tra i capelli. 

«Ehi, amico. Posso guidare io al posto tuo», intervenne Jaemin. «Dovremmo solo rivelare la nostra relazione segreta». Mi prese a braccetto e diede una giocosa pacca sulla spalla a Jeno, ma io mi scostai. Haechan lo ignorò. Camminava in tondo e rimuginava. Probabilmente stava pensando a un modo per trarsi d'impiccio, ma quando si fermò ed esalò un sospiro sconfitto, capii che era in trappola. Lanciai un'occhiata a Minho, che stava accompagnando la sua ragazza alla macchina, spiegandole a quanto pareva come funzionava il cambio manuale. Oh Dio. Mi sforzai di non scoppiare a ridere. 

«Haechan, io non posso guidare per te», fece Mina «Devi trovare qualcun altro». Lui alzò lo sguardo al cielo e scosse il capo. Anche se non volevo vedere la sua macchina distrutta, trovavo quella situazione molto divertente. Ben gli stava. 

«C'è solo un'altra persona a cui mi azzarderei ad affidare la mia macchina». Alzò un sopracciglio e mi guardò dritto negli occhi. Io trasalii. 

«Io?». 

«Lei?», sbottò Jaemin. 

Jeno e Mina gli fecero eco. Haechan incrociò le braccia sul petto e mi si avvicinò, come un poliziotto durante un interrogatorio. 

«Sì, tu». 

«Io?». Lo fissai come se fosse pazzo. Se pensava che gli avrei fatto un favore, di certo lo era. 

«Sto parlando con te». Il suo tono spocchioso e il suo sguardo pieno di sussiego mi fecero venir voglia di dirgli di sì e poi di andare a sbattere con quella maledetta macchina, nella speranza che fosse lui a scoppiare in lacrime. Lo ignorai e mi rivolsi a Jeno. 

«Jeno, possiamo cominciare ad andare a quel falò? Mi sto annoiando qui». Mi voltai, senza dar peso al suo sguardo perplesso, e feci per allontanarmi dalla folla. Una mano mi agganciò il gomito, costringendomi delicatamente a fermarmi. Alzai gli occhi e vidi Haechan. Mi fissava. 

BULLY / HaechanDove le storie prendono vita. Scoprilo ora