Tic-tac, tic-tac.
Tic-tac, tic-tac.
Tic-tac, tic-tac.
Un passo, e il tetto scricchiola.
Un'altro passo, e il tetto scricchiola di nuovo.
Un'altro passo,
E c'è silenzio.
Qualcuno apre la porta, ed entra nella piccola stanza. Io sono bendata. Incatenata. E non posso né vedere, e né muovermi. Non posso fare nulla.
Poi qualcuno mi prende per il collo, e mi sbatte con forza contro il pavimento. Mi piega la testa all'indietro, mi sfila via la benda, e mi mostra un coltello. Un coltello dalla lama incandescente. Un coltello con una lama che sembra essere stata ore, ore e ore e ore sopra al fuoco.
Avvicina la lama al mio occhio, e si sente di nuovo il ticchettio. Tic-tac, tic-tac. Sbatto le palpebre terrorizzata, e la lama si avvicina, avvicina avvicina avvicina sempre di più, fino a che qualcuno affonda la lama nel mio occhio.
Tic-tac, tic-tac.
Urlo a squarciagola di dolore, porto la mano sul coltello, e il sangue scorre lungo il mio viso come se fosse acqua.
Urlo urlo urlo urlo urlo urlo urlo urlo urlo urlo.
Vorrei bruciare bruciare bruciare bruciare tutto.
«Heaven!» Urla una voce.
Mi alzo di scatto dal letto, respiro affannosamente, non sapendo come respirare normalmente. Mi porto una mano sugli occhi, urlo, piango, sono tutta sudata.
«Ehi, è stato solo un'incubo...»
«Il mio occhio!» Grido.
«Il sangue, il sangue, non si ferma, dobbiamo...»
«Sono solo lacrime, non c'è sangue. Il tuo occhio sta bene» la sua voce è così rassicurante, che mi ricorda quasi come respirare.
«Ma il coltello, il coltello...»
«Era un'incubo. È tutto finito ora» porta le sue mani sulle mie, e me le toglie dagli occhi.
«Guardami. Guardami, Heaven. È tutto apposto ora, respira.»
Faccio come mi ha detto, ma ogni volta che chiudo gli occhi vedo il coltello infilzarmi, ricordo il dolore e...
«Respira con me ogni volta dico un numero» mi prende il viso tra la mani, ed inizia a contare.
Uno, lui respira ed io respiro.
Due, lui respira ed io respiro.
Tre, lui respira ed io respiro.
Quattro, lui respira ed io respiro.
Cinque, lui respira ed io respiro.
«Grazie, io... scusami» mi passo una mano tra i capelli, e sospiro.
«Stai bene, ora?» H mi guarda negli occhi, ed io desidero vedere i suoi più di ogni altra cosa.
«Si, grazie» annuisco, «non dovresti essere a riposare?»
«Non avevo più sonno. E poi...» Dondola nelle mani un pezzo di roccia, ed il gessetto.
«Avevo da disegnare il fiore»
Lo guardo ad occhi spalancati, e giuro che vorrei mettermi a piangere per la troppa gentilezza che sto ricevendo. Non la merito, io posso uccidere le persone guardandole. Sono un mostro, dovrei veramente passare il resto della mia vita chiusa in una stanzina, bendata ed incatenata.
«Perché lo fai?» Lo guardo con occhi ancor più spalancati, e mi chiedo di che colore siano i suoi.
«Un patto è un patto.»
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𝑺𝑯𝑨𝑻𝑻𝑬(𝑹𝑬𝑫) -𝒾𝓃𝒻𝑒𝓇𝓃𝑜 𝑒 𝓅𝒶𝓇𝒶𝒹𝒾𝓈𝑜-
Science Fiction🔥🥀PRIMO VOLUME DELLA (RED) SERIES 🥀🔥 [COMPLETA. Pubblicata: 30/4/2024] Una guardia, e una prigioniera. Lui la conosce da anni, e lei non sa chi sia. Se lui tocca qualcuno, lo incendia. E se lei guarda qualcuno, lo brucia. Lui l'inferno, e lei i...
