34

809 45 16
                                        






Stiamo correndo verso l'uscita.
Io, Hell, Kenjiro, Yumi, e Henry stiamo scappando. Stiamo scappando, mentre le guardie ci inseguono.

Hanno l'ordine di spararci, ma non in punti mortali. Hanno l'ordine di portarci vivi dal comandante.

Hell ha detto: 'Non manca molto all'uscita, ma dovremo fare un lavoro di squadra!'
Ci ha spiegato che la botola di uscita è stata progettata apposta per resistere al calore. Ma, ad un tot di calore. 'Se uniamo le forze, se uniamo il nostro calore, possiamo scioglierla' ha detto.

Ed io,
Non vedo l'ora.

Ci siamo tolti le maschere e le tute di dosso, perché intrappolerebbero solo il nostro calore. E inoltre, con le maschere, Henry non poteva leggere il nostro labile.
Ha detto che non ha capito nulla di nulla, della discussione con Michael e Audrey. Yumi gliela spiegata brevemente.
E Henry, non ha più aperto bocca.

Yumi gli ha detto che abbiamo provato ha convincerli in ogni modo, ma loro non ci hanno dato retta e hanno fatto scattare l'allarme.

Per quanto siano stati stronzi, in un certo senso mi fanno pena che credano alle stronzate del comandante. Mi fanno proprio pena, che ci caschino così facilmente.
Ma poi, ripenso che, probabilmente, loro siano state le uniche persone che si sono avvicinate a Henry, le prime volte. Saranno stati i suoi primi amici, come lo sono stati per me.

E per quanto possa fare male, noi non possiamo cambiare le cose.
Loro hanno preso una decisione e noi ne abbiamo presa un'altra.
Questo è tutto.

«Heaven, come ti senti?» Mi chiede Hell, alzando la voce per sovrastare il rumore delle nostre scarpe che stridono contro le piastrelle del pavimento.

«Sento che potrei bruciare tutto. Ma proprio tutto, cazzo.»

Lui si volta, mi lancia un'occhiata; ed io potrei sciogliermi, liquefarmi, fondermi, diventare gas, polvere di stelle; potrei diventare qualsiasi cosa, perché lui non sta indossando la maschera, e mi sta guardando negli occhi.
Ed io sono gelosa, sono così gelosa che tutti gli altri vedono quanto sia meraviglioso, che vorrei gridare a tutti che è mio. Solo mio.

«Si, i tuoi occhi sono rossi» mi dice.
«Brucia. Brucia tutto, tesoro.»

Quello che è appena bruciato è il mio cuore.
È proprio esploso, e non ne vuole sapere di ricomporsi. 'Devi battere, devi tornare a fare il tuo lavoro, mi servi!' Gli sto dicendo. Ma lui non mi risponde nemmeno. Proprio non ne vuole sapere.

«Anche i tuoi sono rossi, Hell!» Esclamo.
Lui mi fa l'occhiolino, e correre più veloce verso l'uscita.
Noi lo seguiamo.

E ora, ora mi chiedo che cosa sia in grado di fare Hell una volta che raggiunge il flare.

Oddio,
Io e lui,
Potremmo veramente,
Bruciare il mondo intero.

Raggiungiamo l'uscita, e nelle mie vene scorre più adrenalina che sangue. Siamo vicini all'uscita. Potremmo vedere la superficie.
Potremmo vedere finalmente come sia il mondo all'esterno.

«Bene. Ora cazzo, fondete quella maledetta porta come se fosse un cioccolatino» dice Hell.

«Un ciocco... che?» Chiedo lanciandoli un'occhiata perplessa.

𝑺𝑯𝑨𝑻𝑻𝑬(𝑹𝑬𝑫) -𝒾𝓃𝒻𝑒𝓇𝓃𝑜 𝑒 𝓅𝒶𝓇𝒶𝒹𝒾𝓈𝑜-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora