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'Questo test sarà più impegnativo, signorina Heaven Glass.' Mi ha detto Helios. 'Dopo verrà riportata nella sua stanza, e potrà riposare. Ora cerchi solo di dare il massimo' ed io gli ho risposto che non mi sentivo affatto stanca, ma ho tenuto per me che avevo ho cosi tanta energia in corpo da bruciare il mondo intero.

«Signorina Glass, prima di entrare prenda un respiro.» Mi dice Helios.

«Perché? Cosa c'è dentro?» I miei occhi scattano da tutte le parti.

«Nulla di che, sarà solo sorprendente, ecco.» Esita un'attimo, e poi aggiunge: «Si metta la benda, glielo comunicheremo noi quando toglierla.»

Mi mordicchio il labbro, e non avendo altra scelta la indosso. Sento la porta aprirsi automaticamente, e le guardie spingermi all'interno.
La porta si chiude.

Cammino, e metto le mani avanti per evitare di scontrare qualcosa. Ma non c'è niente. Mi sa che la stanza è vuota. Cammino ancora per un po', e poi mi fermo, quando sento la voce di Helios attraverso l'altoparlante.

«Signorina Heaven Glass, può togliere la benda.»

Porto le mani dietro la testa, la slego, e me la lego ai capelli, facendo una coda.

Poi apro gli occhi,
E il mio cuore smette di battere.
I miei polmoni smettono di darmi aria.

Crollo in ginocchia a terra, i miei occhi scattano da tutte le parti, ed io io io io...
Io non so più che dire.

La stanza è fatta tutta di specchi.

Posso vedermi da ogni angolazione, e il pavimento è ricoperto di acqua, o benzina, o chi lo sa, non mi interessa nemmeno.

Perché per la prima volta, vedo che persona è Heaven.

"Allora sono cosi" mi viene da pensare. "È così che le persone mi vedono" e "ecco come appare il mostro all'esterno"

Porto le mani sul viso, toccando le labbra, le guance, gli zigomi, il naso, le sopracciglia, i capelli, e questi occhi. Questi occhi terribilmente letali, capaci di bruciare una persona, fino a farla diventare cenere.

Improvvisamente inizio a sentire una strana sensazione sul mio corpo, sento del bruciore, ma non piacevole, come quando raggiungo il flare. Questa volta... questa volta fa quasi male.
Ma non mi interessa, e non ci do nemmeno importanza, perché continuo a guardare il mio riflesso allo specchio, e non so nemmeno chi sia la persona che mi sta guardando, e copia i miei stessi movimenti.
Chi è? Sono davvero io?

Striscio sul pavimento, perché il mio corpo trema, e le mie gambe non hanno abbastanza forza da reggermi in piedi. Striscio, fino a raggiungere la parete di specchi. Metto la mano sopra, e anche la persona nel riflesso lo fa.
Inclino la testa, e pure lei lo fa.

Sono io? Sono davvero io? È così che sono? È così che...

Crack. Crack. Crack.

Delle piccole crepe compiono sul vetro, proprio sotto la mia mano. E come la sposto, le crepe ricoprono tutta la facciata, e...

Lo specchio si spacca.
Si spacca in mille pezzi, ed io mi allontano di scatto per non venire tagliata.

Mi alzo da terra, e corro verso la parte opposta, perché voglio tornare a vedere la ragazza nel riflesso. La ragazza che all'apparenza sembra carina, ma in realtà è terribilmente letale. Ed io, voglio vederla. Voglio conoscerla.

Corro, picchio contro il vetro, barcollo e anche questa facciata si spacca in mille pezzi. Striscio a terra, in preda al panico, i miei occhi schizzano da tutte la parti, e le ultime due pareti della stanza si stringono.

È come se fossi chiusa all'interno di una scatola, che si rimpicciolisce sempre di più. Urlo, striscio a terra, cerco di alzarmi, ma scivolo per via del liquido che ricopre il pavimento. Urlo di nuovo, urlo urlo urlo, le parte si stringono e vedo centinai di me riflesse da tutte le parti ed io io io sto impazzendo.

I miei occhi scattano da tutte le parti, le pareti si stringono sempre di più, e la mia pelle, brucia brucia brucia così tanto che vorrei strapparmela di dosso. Mi rannicchio come una pallina a terra, grido a squarciagola, e la me nel riflesso mi fissa, copiando i miei stessi movimenti. "Guarda. Guarda come sei debole" sono sicura che stia dicendo.

Le pareti si stringono,
Il mio corpo brucia,
I vetri si spaccano,
Ed io urlo.

Urlo urlo urlo così forte, perché voglio scappare di qui. Voglio uscire da questa stanza, voglio voglio voglio bruciare tutto e...

Il pavimento prende fuoco.

Il liquido era benzina. La temperatura del mio corpo sale raggiungendo quella del sole, e la mia pelle smette di bruciare, nonostante sia avvolta dalla fiamme.

Le pareti tornano ad allargarsi, ed io sono sdraiata a terra, avvolta dalle fiamme, e dai vetri frantumati. Mi stringo le braccia al petto, respiro affannosamente, e dal tetto iniziano a cadere schizzi d'acqua.

Le fiamme si spengono,
La mia temperatura torna normale,
La stanza torna come era all'inizio,
E il mio cuore piano piano torna a battere.

Ho appena visto il mio riflesso negli specchi.
Ho appena sentito sulla mia pelle la potenza del mio stesso calore.
Ho appena scoperto che persona sono.

"Quindi è così che mi vedono" non faccio altro che pensare. Perché non c'è nient'altro da pensare.

È la prima volta che mi vedo allo specchio.
E forse, sarà anche l'ultima.

Mi volto di scatto, quando Helios entra nella stanza, seguito da tre guardie.
Mi alzo da terra, e nel mentre infilo di nascosto un paio di pezzi di vetro nella tasca della tuta.

Non si sa mai che potrebbero servirmi.

Helios mi viene in contro, e batte le mani, come se avesse appena assistito ad un perfetto spettacolo. Ed io, vorrei tirali un pugno in faccia, oppure strapparli la maschera di dosso, e guardarlo negli occhi.

Batte le mani, dopo avermi torturata?
Lui sapeva cosa sarebbe successo mettendomi in una stanza piena di specchi. E lui, l'ha fatto apposta.

«Non c'è un singolo secondo in cui ho pensato che lei non ce l'avrebbe fatta.» Mi dice. «Lei ha un calore straordinario, una potenza unica, e una forza che supera ogni limite!»

Lo guardo senza dire nulla, perché ci sono troppo cose che vorrei dirli. Il silenzio è la cosa migliore.

«Deve essere parecchio stanca, il suo corpo ha faticato molto, quindi non mi dilungherò in chiacchiere e la lascerò andare a riposare.» Fa cenno alla mia guardia di avvicinarsi, ed Hell mi afferra per il braccio.
Ed io vorrei sciogliermi e sbriciolarmi a terra, perché sono così stanca, e il mio corpo fa così male, che non c'è l'ha faccio neanche a fare un passo.
Ci avviciniamo all'uscita, ma prima di andare Helios mi chiama.

Io perdo un polmone.
Tremila anni di vita.
E tutto il fiato che avevo a disposizione.

«Mi dia il pezzo di vetro, signorina Glass.» Dice in tono perentorio, in una voce così cupa che mi è venuta la pelle d'oca.
«Mi sembrava di essere stato chiaro, quando le avevo detto che siamo dalla stessa parte.»

Mi mordicchio il labbro, prendo un pezzo di vetro dalla tasca, e lo do ad una guardia che si avvicina.

«Non mi sfidi, signorina Glass. Lei non sa con chi ha a che fare.»

Già.
Non lo so.
Non so nulla.
Fino a poco fa non sapevo neanche che aspetto avessi.

L'unica cosa che so,
È che non ci state aiutando.

Ci state distruggendo,
Frantumando,
Fino a farci diventare schegge, frammenti di vetro, come quelli che ricoprono il pavimento.

𝑺𝑯𝑨𝑻𝑻𝑬(𝑹𝑬𝑫) -𝒾𝓃𝒻𝑒𝓇𝓃𝑜 𝑒 𝓅𝒶𝓇𝒶𝒹𝒾𝓈𝑜-Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora