Rimani qui con me!

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-Resta qui stanotte... non tornare indietro sotto questo tempo uggioso e di tempesta...- sussurro a Josh sulla soglia di casa e con l'ululato del vento a fare da "contorno".
-Non vorrei essere di disturbo e poi cosa penserebbero i tuoi se mi vedessero qui domani mattina?- domanda quasi ridendo.
-Non direbbero nulla... sanno tutto di noi due.-
Mi guarda perplesso. -Glielo hai detto?-
Annuisco.
-Ma non è l'unica cosa di cui gli ho parlato...- abbasso la testa per l'imbarazzo.
Lui capisce subito dove vado a parare: -Hai detto quello che è accaduto con Robert?-
-Mi dispiace...-
-Ora sì che sono nei guai. Già mia madre mi ha dato del rissoso. Chissà cosa penseranno i tuoi di me. Immagino che non vogliano più vedermi.-
-Sono rimasti perplessi. Per lo più se la sono presa con me...- mi gratto la testa dal nervoso.
-Perché prendersela con te? È sempre per la storia di quello che ti è successo?-
Annuisco.
-Sì, proprio per quello...-
Josh posa una mano sulla mia guancia. -Ma tu non hai fatto nulla...- il tono della sua voce è dolce, gentile. -Sono io il cattivo della storia.-
-Non è vero... hai solo ceduto alle provocazioni di quell'idiota di Robert.- Lo guardo dritto negli occhi. -Promettimi che non lo farai mai più...-
Mi accoccolo a lui, posando la testa sul suo petto. Questo contatto fisico è tutto ciò di cui ho bisogno al momento.
-Vado adesso. Ti ho tenuto sveglio anche troppo.-
Gli afferro la mano e la stringo. -No, resta... insisto.- Faccio gli occhi languidi, da cerbiatto spaventato.
Alla fine si convince e nella mia testa si stanno già muovendo gli ingranaggi per dare una spiegazione razionale ai miei genitori nel vederlo qui domani mattina.
"Posso sempre dire che... no, cattiva idea. Oppure... non potrebbe essere peggio." Sospiro. "Non mi resta che una sola soluzione da fare: raccontare la verità..."
Entriamo in camera mia, lui la osserva come se fosse in una stanza d'altri tempi, come quelle che ci sono nelle regge o nei castelli. Ha gli occhi che brillano di meraviglia, eppure io so che quello che brilla dentro di lui è il desiderio di potermi stringere a se e posare le sue labbra sulle mie.
Ci sediamo sul bordo del letto, le mani intrecciate l'une nelle altre. Nessuno dei due proferisce parola. Sono i battiti dei nostri cuori accelerati che parlano al posto della nostra voce. Appoggio la testa alla sua spalla e lui, molto amorevolmente, mi stringe a se, dandomi un fugace bacio sui capelli.
-Hai fatto la doccia?-
-Sì...-
-Profumi di vaniglia...- inspira ancora, affondando il naso nei capelli. -Mi piace la vaniglia...- gli basta un leggero movimento delle dita per sollevarmi il mento e posare le sue labbra sulle mie.
L'esplosione che sento dentro di me è un fuoco che divampa in tutto il mio essere, agitandomi l'anima. La sensazione che provo in questo momento non può essere descritta a parole, sono le nostre labbra a farlo.
Steso su questo giaciglio mi perdo in un vortice di passione che pensavo sepolto sotto metri di tristezza. Invece, ecco che giunge a me un paladino pronto a salvarmi da questo mondo infernale, dove ogni cosa sembra brillare di luce propria, ma che in realtà ti tenta per poi ferire i tuoi sogni.
Poco importa adesso. Il mio sogno è qui con me in questo momento. E si chiama Josh.

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