Ho fatto un sogno assurdo questa notte; Josh era venuto a casa mia, sotto la pioggia battente e in balia del vento che tutto porta via. Abbiamo parlato, discusso, ma alla fine ho ceduto al suo fascino e alla sua indole dolce, nonostante quello che è successo con Robert.
Porto una mano alla fronte, massaggiandola, e pregando con tutto me stesso che fosse almeno un sogno lucido. Quasi d'istinto prendo in mano il cellulare e osservo l'ora: sono le 6,15.
Allungo le braccia per stiracchiarmi, ma qualcosa di solido e caldo mi fa sobbalzare. Se ne sta sdraiato accanto a me, immobile, il respiro regolare accompagnato da piccoli sussulti.
Josh è qui. Disteso nel mio letto, i capelli leggermente scompigliati che ci coprono metà del volto.
Resto ad osservarlo per svariati minuti, pensando che quello che sto vivendo sia frutto di una fantasia nascosta nei meandri più profondi della mia anima, un desiderio che ho sempre cercato di realizzare ma con scarsi risultati. In tutta la mia vita non ho mai permesso ad un ragazzo di dormire nella mia stanza, così come io non ho mai sentito il bisogno di restare fuori casa per uno di loro, anche se ho avuto poche relazioni, molte delle quali occasionali.
Scendo dal letto senza fare troppo rumore e mi reco in bagno. Tutto attorno a me è silenzioso anche se dalla camera dei miei genitori posso sentire mio padre mentre sta russando.
Mi sciacquo il viso con acqua gelida, sperando di potermi svegliare da ciò che sto vivendo. E prima di varcare la soglia della camera faccio un respiro profondo, conscio che Josh non sarà presente. Apro la porta e... lui è ancora qui, steso nel letto, completamente sveglio e non appena mi vede si lascia sfuggire un sorriso stupendo, luminoso come l'alba che sta apparendo all'orizzonte.
-Buongiorno- dice assonnato.
-Buon... buongiorno...- balbetto, mentre rispondo al suo saluto. Agitato e con il cuore in gola per l'emozione. -Hai dormito bene?- chiedo, sedendomi sul bordo del letto.
Si stiracchia prima di rispondere: -Sì, molto. Devo dire che il tuo letto è molto comodo.- Si guarda attorno. -Ma che ore sono?-
-Quasi le 6,30.-
-Mmm. Penso che sia ora che me ne vada.- Scende dal letto e indossa gli indumenti che gli ho messo ad asciugare su di una sedia davanti alla finestra.
-Sì, meglio se vai.-
-Non vorrei che i tuoi genitori mi caccino di casa.- La prende sul ridere. E non appena è vestito. -Sono pronto Anthony. Ci vediamo a scuola tra un paio d'ore.- Mi cinge a se con il braccio e, molto delicatamente, posa le labbra sulle mie.
Io mi lascio cullare da questo bacio soave e romantico; così tanto che per un breve attimo ho la sensazione di essermi perso e di non sapere più dove mi trovo.
-A più tardi...- dico con affanno, ma ancora desideroso di assaporare di nuovo quelle labbra così morbide.
Lo accompagno all'ingresso principale senza fare troppo rumore, e prima che esca mi stringe ancora a se. In un caldo abbraccio.
-Vai adesso...- dico.
-Ok. Ma prima...- senza darmi il tempo di capire cosa succede, mi prende il viso tra le mani e bacia con passione. La sua lingua infilata tra i miei denti, alla ricerca della mia per poterla accarezzare.
-Ti sei svegliato presto!- esclama mia madre, mentre prepara il caffè a mio padre.
-Ehm... sì, volevo ripassare per il compito in classe di oggi- mento senza guardarla.
Annuisce, ma non aggiunge altro.
Io resto con lo sguardo per nel vuoto, immaginando il volto di Josh mentre era sdraiato accanto a me. Al solo pensiero sento le guance farsi bollenti e il mio cuore fibrilla. In questo istante ho bisogno ancora della sua presenza e del calore del suo corpo.
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Il canto del Mare
RomansaAnthony si è appena trasferito dall'inghilterra all'Australia per cambiare aria dopo essere stato in coma per sei mesi a causa di un'aggressione omofoba. Qui, nei sobborghi di Sydney dovrà fare i conti ancora una volta con l'amore.
