Con te, questa notte

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La giornata volge al termine, ma questo non significa che dobbiamo per forza separarci. Josh mi porta in un quartiere residenziale pieno di condomini e palazzi piuttosto alti. È decisamente diverso dalla zona in cui vivo.
-Dove siamo?- chiedo.
-A casa mia. Voglio farti conoscere mia madre, sparando che ci sia.- Tira fuori dalla tasca un piccolo mazzo di chiavi.
-Perché non dovrebbe esserci?-
-A volte capita che debba andare a pulire qualche ufficio dopo l'orario di chiusura.- Infila la chiave nella toppa della portineria e l'apre.
Lui mi tiene per mano mentre saliamo per raggiungere il terzo piano. Il palazzo sembra essere relativamente moderno eppure su una delle finestre, nella rampa delle scale, posso notare che è crepata e pronta a volersi infrangere del tutto.
Josh si ferma davanti alla porta che trova una volta raggiunto il pianerottolo.
Sta per aprirla, ma prima dice: -Non è perfetta come la tua, ma è comunque accogliente.-
-Tranquillo. Non sono nella posizione per dare giudizi.-
Una volta dentro posso percepire, negli arredi, il tocco femminile e quasi maniacale di sua madre. I mobili sono molto retrò e mi ricordano, in uni certo senso, quelli che avevamo prima di ri arredare la casa al nostro arrivo. Eppure trovo che stiano bene, disposti con cura in modo che possano occupare ogni angolo delle stanze. Il soggiorno non è molto spazio o, ma abbastanza da far stare comodamente anche una decina di persone. Il silenzio che regna all'interno mi fa pensare che sua madre non sia presente.
-Prego. Accodati. Fa come se fossi a casa, anche se la tua è più grande.- Vuole fare del sarcasmo, ma posso capire dal tono di voce che è leggermente a disagio.
-Permesso!- Entro con passo leggero e ho quasi paura a muovermi, per timore di far cadere qualcosa.
Josh mi mostra ogni singola stanza fino a concludere con la sua camera da letto, accanto a quella di sua madre. Appena entro vengo "sommerso" dall'inconfondibile profumo che porta sempre addosso. È dolce e delicato, quasi da farmi venire i capogiri dal piacere. La osservo meglio e posso costatare con piacere che è molto ordinata, nonostante ci siano un paio di indumenti ammucchiati su di una piccola poltrona posta davanti alla finestra, accanto alla scrivania ricolma di libri e fogli.
-Benvenuto nel mio piccolo mondo incasinato!- fa lui allargando leggermente le braccia.
-La trovo molto carina e non è incasinata dai.-
-Dici sul serio? A me sembra il contrario.- Si avvicina e mi circonda con le braccia, lo sguardo immobile sui miei occhi.
-Parli così, perché sei abituato a credere he tutto il tuo mondo sia un casino, ma non lo è. Dipende solo da te in cosa vorresti che fosse.-
-Io vorrei solo che tutta la mia vita possa essere un paradiso, senza dover lottare ogni giorno per poter andare avanti- parla con rammarico, come se ogni singola parola fosse un enorme peso che è costretto a portare su di se.
Mi stringo a lui a corta di più. Posso solo immaginare cosa sia fare la vita che fa lui, ma nonostante tutto sento che legarmi alla sua esistenza, non farà altro che arricchire la mia. -Non devi vergognarti di te stesso o di quello che possiedi, a suo modo, è un piccolo tesoro che resterà sempre con te.-
Rincuorato dalle mie parole, Josh si sporge in avanti con il viso e mi da un leggero bacio sulle labbra. -Non credevo che fossi un filosofo.-
Mi scappa una mezza risata. -Non lo sapevo nemmeno io fino a questo momento.- Appoggio la testa al suo petto e mi lascio cullare dal dolce suono del suo cuore che batte con molta regolarità.
-Posso farti una domanda?- chiede.
-Dimmi.-
-Ti andrebbe di fermarti qui per questa sera?-
Lo guardo di sottecchi, quasi incredulo di fronte a questa domanda che, prima o poi, mi avrebbe fatto. -Certo. Mi piacerebbe molto...- Poi realizzo. -Ma tua madre? Cosa potrebbe dire?-
-È stata una sua idea, in realtà.-
-E così le hai parlato di me?-
-Certo. Io e lei condividiamo molti aspetti delle nostre rispettive vite.-
Mi porto una mano alla fronte. -Oddio, chissà che cosa avrà chiesto.-
Fa spallucce. -Nulla di così drammatico come potresti pensare; giusto due o tre domande generiche per capire come sei e la semplice visione di una tua foto.-
Preso dal panico domando: -Quale le hai mostrato?-
Prende dalla tasca il cellulare. -Questa...-
Mi mostra la foto in questione, estrapolata da Instagram, in cui si vede me mentre sono seduto accanto a mio padre, in uno dei tanti parchi di Londra.
-Hai fatto bene a scegliere quella. È una delle più belle che mi abbiano fatto.-
-Ho scelto questa perché si nota la tua bellezza, specialmente quando sorridi.- Volta la testa da un'altra parte. Rosso in viso.
-Sei molto dolce Josh.-  Mi metto in punta di piedi e lo bacio.

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