<<Hai sentito bene...va a cambiarti>> mi ordinò lui, mettendosi con le braccia conserte.
<<Tu credi sul serio che io mi vada a cambiare solo perché a te non piace il mio abbigliamento>> sbottai io.
<<Tu non verrai alla festa in questo modo>> mi rispose.
<<Non andrò a cambiarmi, stampatelo in testa. Sali in auto che siamo in ritardo>> dissi io, in modo da non ricevere obiezioni a quello che avevo detto. Salii in auto e lo guardai dal sedile del passeggero, mentre fece un sospiro. Entrò in macchina e sfrecciammo tra le strade della città, senza neanche rivolgerci una parola.
Arrivammo in circa venti minuti. Scesi dalla macchina e per quanto fossi arrabbiata, evitai di sbattere lo sportello, per non rovinare la carrozzeria di quella macchina stupenda. Entrammo nel locale e non persi tempo a riconoscere Bella, dato che stava ballando sul cubo. La raggiunsi, non curandomi di dove andasse David. Ma chi si sentiva per poter decidere cosa avrei dovuto mettere? Appena raggiunsi Bella, lei mi accolse in un grande abbraccio che sapeva di alcool.
Passai la sera a ballare con Bella sul cubo e bere shottini offerti da Matias, ma a un certo punto la musica passò da essere una musica da discoteca, ad essere una bachata. Merda. Decisi di valutare la situazione del locale e proprio al bancone vidi David che stava parlando con l'ennesima ragazza della serata. Era bionda, magra e sembrava pendesse dalle labbra del mio fratellastro. Scesi dal cubo dato che Bella era già tra le braccia di Matias e andai al bancone a chiedere un altro shottino di Tequila, non curandomi del fatto che David era a pochi metri di distanza che cerava di mettere la lingua in gola alla bionda, che non oppose per nulla resistenza. Riconobbi il ragazzo dietro al bancone, era Rafael.
<<CIAO RAGAZZA CHE NON MI HA ANCORA DETTO IL SUO NOME> urlò lui per farsi sentire, dato il volume della musica. Ed era vero, in piscina non gli avevo rivelato il mio nome per evitare che Alex scoprisse che in realtà non mi chiamavo Camille ma bensì Maria
<<Rafael, ciaoo, mi chiamo Maria>> dissi io, un po' brilla, forse.
<<Ti stai divertendo?>> mi chiese servendomi il drink. Annuii mandando giù anche quello shottino. Posai il bicchiere sul tavolino e lo sguardo di Rafael si gelò appena dietro di me. Una mano toccò le mie dite ancora salde sul bicchiere. Quella mano, quel tocco, era impossibile essergli indifferenti. Ebbi una scossa i brividi lungo tutta la schiena e mi voltai di scatto. David mi prese la mano e mi portò sulla pista con ancora quella bachata. Dovevo andare via, non potevo provare tutti quei brividi. Provai ad andare via, ma David mi trattenne.
<<Dove credi di andare?>> mi disse, avvicinandomi a lui.
DAVID
Non volevo andasse via. Quella situazione le aveva trasmesso un imbarazzo tale, che vidi le sue guance arrossire, nonostante le luci del locale. La avvicinai in modo tale da far combaciare i nostri corpi e finalmente l'avevo a pochi centimetri dal mio viso. Era un po' brilla ma anche divertita, dopo che aveva passato la serata tra shottini offerti da Matias e a ballare sul cubo, era bellissima. La squadrarono tutti ed era una cosa impossibile non guardarla. Era come una sirena che catturava l'attenzione dei marinari. Tutto questo era assurdo, cosa mi stava combinando quella ragazza? Perché riusciva a tenermi sempre testa e mi andava sempre contro mandandomi su tutte le furie? Forse perché dalle donne ho sempre avuto ''si'' ma da lei, no. Non volevo litigare con lei prima di arrivare al locale, solo che non ero in me. Non capivo cosa fosse questa ira dentro che mi aveva logorato per tutta la sera, quando vedevo gli altri ragazzi sbranarsela con gli occhi. All'improvviso, scivolò via dalle mie braccia. Scappò via da me come si scappa dai sentimenti e io in questo ero un maestro.
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Contro ogni fottuto pronostico.
RomanceMaria: ''Non mi piaceva, non mi sarebbe mai piaciuto, era solo una palla al piede con cui avrei dovuto condividere la casa '' David: ''Non mi piaceva, non volevo neanche provarci, non era il mio tipo e non lo sarebbe mai stata. Era piuttosto una gra...
