Capitolo 30

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Successivamente mi precipitai da Matias per cercare di convincerlo con due opzioni.

<<Sei impazzito? Non posso dire al team Diablo che si è tirata indietro, le quote sono ormai state fatte.>> mi disse per l'ennesima volta, provando a dissuadermi da quell'idea. 

<<Tu provaci lo stesso.>> gli ordinai, veramente nervoso.

<<Ma sei idiota? Lo sai meglio di me che non posso farlo.>> mi rispose lui, pieno delle mie imposizioni. 

<<Senti, non mi interessa, non deve gareggiare.>> mi imposi.

<<Te l'ha detto lei che non vuole gareggiare? No, perché mi sembra impossibile.>>

<<Lei non può gareggiare, ha un problema.>> dissi io, irrisoluto.

 <<Di che parli?>> chiese lui, intento a lucidarsi le scarpe. <<Ha un problema e basta. Non posso dirti altro.>> risposi io. Non volevo che i suoi problemi venissero spiattellati in piazza, nonostante la piazza in questione, fosse il mio migliore amico. Matias mi rivolse uno sguardo indagatorio e io alzai le spalle. MI guardò come se gli si fosse accesa la lampadina.

<<Te l'ha detto...>> affermò lui con una faccia cadaverica.

 <<TU LO SAPEVI?>> sbraitai, andando su tutte le furie. 

<<Si, lo sapevo.>> affermò lui abbassando il capo.

Presi il cubo di rubik che aveva sulla scrivania e glielo tirai addosso. 

<<AHIA>> esclamò lui. 

<<Perché non me l'hai detto? Da quando in qua, io e tu abbiamo segreti?>> lo aggredì. 

<<Lei mi ha fatto promettere di non dirtelo...>> mi rispose. Sospirai, veramente pieno di tutta quella merda.

Sì, mi sarei volentieri tirato una striscia di cocaina, pur di non pensare.

<<L'hai fatta gareggiare, conoscendo il suo problema. Sei impazzito?>> gli chiesi. 

<<Me l'ha chiesto lei. Quando me l'ha confessato, aveva appena finito di avere uno dei suoi attacchi qualche settimana dopo che tu te ne sei andato e ha voluto partecipare lo stesso alla gara e indovina un po'... ha stracciato tutti. >> cercai di nascondere un sorriso orgoglioso dopo quell'affermazione.

Avevo provato a dissuaderlo con una delle due opzioni, ma in quel momento, sembrava che l'altra opzione, sarebbe stata la più giusta. Okay, si sarebbe fatto a modo mio.

<<Organizza la corsa a coppie.>> gli ordinai.

<<No.>> mi rispose lui.

<<Non era una richiesta.>> gli risposi.

<< E sentiamo, chi gareggerebbe con lei? Joshua?>> mi rispose, per far salire il mio nervosismo. <<Col cazzo, gareggio io insieme a lei.>> affermai. Lui mi guardò riducendo gli occhi a due fessure.

<<Senti, se vuoi averla addosso per due chilometri sono fatti tuoi, ma non costringermi a...->>.

<<Io non voglio nessuno addosso per due chilometri. Solo che è l'unica alternativa. Se starà male, durante la gara, sarò con lei in macchina.>> lo interruppi. 

<<Non sarai con lei in macchina, sarai proprio sotto di lei dato che per ''gareggiare a coppie'' bisogna essere uno sopra l'altro, idiota>> precisò lui. 

<<Ah davvero? Non lo ricordavo>> dissi con aria angelica.

<<Mellifluo...>> borbottò lui, mentre si stava mettendo a lavoro per organizzare la corsa a coppie.

Contro ogni fottuto pronostico.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora