Successivamente mi precipitai da Matias per cercare di convincerlo con due opzioni.
<<Sei impazzito? Non posso dire al team Diablo che si è tirata indietro, le quote sono ormai state fatte.>> mi disse per l'ennesima volta, provando a dissuadermi da quell'idea.
<<Tu provaci lo stesso.>> gli ordinai, veramente nervoso.
<<Ma sei idiota? Lo sai meglio di me che non posso farlo.>> mi rispose lui, pieno delle mie imposizioni.
<<Senti, non mi interessa, non deve gareggiare.>> mi imposi.
<<Te l'ha detto lei che non vuole gareggiare? No, perché mi sembra impossibile.>>
<<Lei non può gareggiare, ha un problema.>> dissi io, irrisoluto.
<<Di che parli?>> chiese lui, intento a lucidarsi le scarpe. <<Ha un problema e basta. Non posso dirti altro.>> risposi io. Non volevo che i suoi problemi venissero spiattellati in piazza, nonostante la piazza in questione, fosse il mio migliore amico. Matias mi rivolse uno sguardo indagatorio e io alzai le spalle. MI guardò come se gli si fosse accesa la lampadina.
<<Te l'ha detto...>> affermò lui con una faccia cadaverica.
<<TU LO SAPEVI?>> sbraitai, andando su tutte le furie.
<<Si, lo sapevo.>> affermò lui abbassando il capo.
Presi il cubo di rubik che aveva sulla scrivania e glielo tirai addosso.
<<AHIA>> esclamò lui.
<<Perché non me l'hai detto? Da quando in qua, io e tu abbiamo segreti?>> lo aggredì.
<<Lei mi ha fatto promettere di non dirtelo...>> mi rispose. Sospirai, veramente pieno di tutta quella merda.
Sì, mi sarei volentieri tirato una striscia di cocaina, pur di non pensare.
<<L'hai fatta gareggiare, conoscendo il suo problema. Sei impazzito?>> gli chiesi.
<<Me l'ha chiesto lei. Quando me l'ha confessato, aveva appena finito di avere uno dei suoi attacchi qualche settimana dopo che tu te ne sei andato e ha voluto partecipare lo stesso alla gara e indovina un po'... ha stracciato tutti. >> cercai di nascondere un sorriso orgoglioso dopo quell'affermazione.
Avevo provato a dissuaderlo con una delle due opzioni, ma in quel momento, sembrava che l'altra opzione, sarebbe stata la più giusta. Okay, si sarebbe fatto a modo mio.
<<Organizza la corsa a coppie.>> gli ordinai.
<<No.>> mi rispose lui.
<<Non era una richiesta.>> gli risposi.
<< E sentiamo, chi gareggerebbe con lei? Joshua?>> mi rispose, per far salire il mio nervosismo. <<Col cazzo, gareggio io insieme a lei.>> affermai. Lui mi guardò riducendo gli occhi a due fessure.
<<Senti, se vuoi averla addosso per due chilometri sono fatti tuoi, ma non costringermi a...->>.
<<Io non voglio nessuno addosso per due chilometri. Solo che è l'unica alternativa. Se starà male, durante la gara, sarò con lei in macchina.>> lo interruppi.
<<Non sarai con lei in macchina, sarai proprio sotto di lei dato che per ''gareggiare a coppie'' bisogna essere uno sopra l'altro, idiota>> precisò lui.
<<Ah davvero? Non lo ricordavo>> dissi con aria angelica.
<<Mellifluo...>> borbottò lui, mentre si stava mettendo a lavoro per organizzare la corsa a coppie.
STAI LEGGENDO
Contro ogni fottuto pronostico.
RomansMaria: ''Non mi piaceva, non mi sarebbe mai piaciuto, era solo una palla al piede con cui avrei dovuto condividere la casa '' David: ''Non mi piaceva, non volevo neanche provarci, non era il mio tipo e non lo sarebbe mai stata. Era piuttosto una gra...
